Verissimo: ecco l’intervista completa rilasciata da Megan Montaner a Silvia Toffanin

By on ottobre 19, 2013
Megan Montaner, Pepa

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MEGAN MONTANER: L’INTERVISTA INTEGRALE DELLA SUA PARTECIPAZIONE A VERISSIMO – Megan Montaner è stata ospite oggi della puntata di Verissimo e come avevamo già anticipato, l’attrice interprete di Pepa ha raccontato a tutto tondo della sua vita e del suo lavoro. Del grande successo, inaspettato, de “Il Segreto” in Spagna e poi anche in Italia. Si è detta emozionata della popolarità della telenovelas nel nostro Paese. La ragazza non credeva che sarebbe diventata un’attrice, visto che è cresciuta nelle montagne ed è stato un suo amico a spingerla a realizzare questo sogno. Nel frattempo ha fatto dei corsi anche come make up artist, per prepararsi al meglio al suo futuro, senza rischiare di fare un salto nel vuoto buttandosi nella recitazione. Invece, già dopo la trasmissione delle prime puntate de “Il Segreto” ha capito che stava diventando una star.

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MEGAN MONTANER, PEPA DE “IL SEGRETO”, OSPITE A VERISSIMO – In Spagna è acclamata sul red carpet e ammirata nelle riviste. Megan, che riconosce di amare il personaggio di Pepa visto che deve a lei il suo successo, è una ragazza solare, contrariamente al suo alter ego che passa le puntate a piangere. “Credo che qualunque persona che viene maltrattata e torturata dalla vita merita l’ammirazione di tutti e credo che questa cosa faccia amare Pepa del pubblico, è un’eroina”. E ha rivelato di essersi lamentata con gli sceneggiatori. Il personaggio da lei interpretato nella soap è mamma e la stessa Montaner non nega di desiderare la maternità. “E’ gratificante che la gente apprezzi il mio lavoro” ha continuato. Megan ha ammesso che lavorerebbe volentieri in Italia. La Montaner ha altri progetti di cui si sta occupando.

MEGAN MONTANER PARLA DEL SUO LAVORO A VERISSIMO – “E’ difficile interpretare alcune scene, soprattutto nel caso in cui devo mostrarmi prima sofferente per una circostanza e poi felice. I miei colleghi mi sono stati molto vicini durante il lavoro” ha rivelato la Montaner. L’attrice ha detto che spesso è difficile fare questo mestiere, ma non c’è un ruolo più complicato dell’altro. L’importante è l’atmosfera. “Mi accontento del mio lavoro, sto sulla strada giusta”.  Ha rivelato di essere amante nel cinema e nel tempo libero esce con Sandra Cervera (Emilia Ulloa), legge dei libri e si abbuffa di cioccolata guardando un film. E la Montaner è rimasta molto colpita dal  vedere le scene della soap doppiata. “Alex Gadea è mio fratello” ha rivelato l’attrice, confermando la grande amicizia con l’ex collega. “Ci siamo sostenuti a vicenda”. E ha detto che succederanno cose incredibili nelle prossime puntate della telenovelas.

L’ATTRICE MEGAN MONTANER FORTE COME PEPA – L’attrice ha ammesso che Tristan potrebbe piacerle anche nella vita reale ma lei è innamoratissima di un biologo. La Montaner si è detta una ragazza fiera e combattiva ma spera che non le capiti mai di subire una violenza come Pepa. L’attrice ha detto che il pubblico italiano deve ancora vedere la scena più intensa, ma tra quelle già trasmesse sicuramente quella del parto nella prima puntata

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 19, 2013 at 19:56

    Ormai la telenovela è il genere che il pubblico riesce a spiegarsi meglio; se tanto mi da tanto…
    A me annoia quasi quanto il teatro in televisione.
    Questa televisione è talmente monotona nelle scene e nei contenuti che ti ci raccapezzi anche mentre stai passando l’aspirapolvere.
    La cosa più triste è che lo stato d’animo di chi guarda si trova ad oscillare tra due poli e questo non è bello. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un medico. Lo stesso Tale e Quale Show oscilla tra lo stupore e il tedio. Le luci fanno la loro parte: anche questo è vero! Secondo me non servono migliorare la qualità dell’immagine, assolutamente no! Santoro è l’eccezione che conferma la regola “brilla di luce propria”, per il resto l’attenzione è direttamente proporzionale al cono d’ombra, alle volte la vista gioca brutti scherzi e si segue a fatica… ma ecco la luce a mezzogiorno!
    Le luci nei talk sono un’altra cosa ancora, spesso sono diffuse e rendono il messaggio inequivocabile. Mi dispiace per l’ironia sulle conduttrici “illuminate”! In realtà non si notano grandi differenze e forse la critica si dovrebbe fare nelle sedi opportune e non attraverso una vetrina comica di dubbio gusto, l’eleganza è merce rara!
    Ma la comunicazione fa acqua da tutte le parti e non si distingue più la presenza scenica da una presenza fine a sé stessa. La pubblicità ci mette il carico da novanta in questa costruzione improntata sul concetto di paralisi della scena: è un cane che si morde la coda.
    Le campagne pubblicitarie degli ultimi anni sembrano alludere ad una morte dell’arte; ma questo non sarà mai, dipende tutto dalla scelta dei testimonial, al momento mi sentirei di affermare che solo Carla Bruni riesce ad esprimere l’essenza di Bvlgari. Dolce & Gabbana possono ancora contare su Monica Bellucci, ma quando alla sequenza del chiostro togli la scena madre capisci che la Balti non sarà il volto D&G dei prossimi quindici anni. Ma non mi sembra un limite di Bianca Balti, la stessa Scarlett Johansson non riesce a ricreare minimamente il senso del Passioneyes o comunque lo spirito che attraversa lo stile della donna Dolce &Gabbana; televisivamente Simona Ventura ha dato tanto a questa casa di moda che è diventata una vera azienda, la Ventura aveva ed ha la personalità giusta per far rivivere la loro musa. Sul finire degli anni novanta l’aspetto commerciale è diventato un baluardo collettivo: che peccato! Prima non si pensava al lato pratico, l’italiana media si accontentava di sfogliare Vogue. Secondo me si dovrebbe recuperare l’aspetto artistico perché la gente non riesce più a leggere le immagini e diventa tutto un business. Quando vedo la pubblicità del numero cinque mi si stringe il cuore. In realtà, sotto mentite spoglie, fa fede sempre la risposta di Marylin ai giornalisti e questo è abbastanza triste, sembra quasi che la generosità, l’eleganza e la voluttà della donna , sintetizzate in questa storica fragranza, siano morte con lei. Ma che centra Pitt con la rosa di maggio? E col tubino nero di Gabrielle? Con la giacca di tweed? A limite rievoca solo l’aspetto del lusso assoluto e quello della la seduzione suprema – a me non m’ha mai sedotta ad onore del vero!- ma comunque mi riferisco all’estratto del profumo che si riconduce al concetto d’alta moda. Guarda caso in questa categoria s’inserisce bene! E quel vagone letto poi: che vor dì? In questo caso la comunicazione diretta del visagista diventa essenziale almeno sul piano commerciale; io abolirei la pubblicità che viaggia sui canali tradizionali perché serve solo a confondere le idee, ad aumentare i prezzi del prodotto e/o a rendere gli astucci più dozzinali. Almeno con Scarlett Johansson avrebbe un senso tutto l’ambaradan a ridosso delle feste natalizie: basta guardare l’ultimo servizio che ha posato per Vogue Italia. La stessa Balti avrebbe molte più chance di riportare Lancôme all’età d’oro di Isabella Rossellini che riusciva a esprimere tutta la grazia della ritrattistica rinascimentale. Julia Roberts non mi ha mai convinta in questo ruolo, sembra perdere sé stessa nella vana ricerca di un’eleganza che non le appartiene secondo l’idea di Lancôme. Sembra innaturale e inespressiva, la preferisco rossa! Secondo me in quella dimensione cromatica riesce a dare il meglio di sé.
    A proposito di Julia Roberts, il flop de “Le ali della vita” non è direttamente proporzionale ai successi di tutte le messe in onda di Pretty Woman: ma che ci troveranno di bello?

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