X Factor, Mika: essere gay non è reato, voglio gli stessi diritti di una coppia sposata. Sarei in grado di dare amore ad un figlio, non ho alcun dubbio

By on ottobre 30, 2013
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X FACTOR, MIKA: “ESSERE GAY NON È REATO” – Appena arrivato sul bancone del talent più British della tv italiana (o meglio, della pay tv italiana vista la scomparsa delle repliche su Cileo ndr), Mika, il cantautore libanese ora giudice del nostrano X Factor, è già diventato una vera e propria star con il suo italiano quasi imperfetto e le sue uscite esilaranti alla ricerca dei giusti congiuntivi. Una ventata di internazionalità per il programma che non è passata inosservata, e che porta con se un modo di vedere la vita forse poco italiano ma sul quale ha le idee abbastanza chiare; sul numero di Vanity Fair in edicola il 30 ottobre, Mika conquista la copertina della rivista per parlare della sua omosessualità e del suo modo di vivere e vedere se stesso e la società, partendo da un presupposto fondamentale che faremmo bene a perseguire tutti: “Essere gay non è reato“, ma una battaglia di buon senso.  Interviene poi parlando del suo nuovo ruolo da giudice, del soggiorno nel nostro Paese ed annunciando il lancio di un best of in esclusiva per l’Italia.

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Nella Gallery le immagini di Mika ad X Factor 7

CHI VINCERÀ X FACTOR? UNA DELLE MIE RAGAZZE! IN ITALIA MI SENTO FELICE – Nonostante ora sia lui stesso a sedere sulla poltrona da giudice lasciata vacante da Arisa, fino a qualche tempo fa Mika considerava X Factor un talent crudele, tanto da suggerirne ironicamente l’idea di un X Factor Rehab per disintossicare gli ex concorrenti. Ad oggi invece reputa la sua squadra come la migliore ed è convinto che una delle sue tre ragazze porterà a casa la vittoria:

Forse mi hanno assegnato le giovani perché sanno che avrei fatto meno danni di Morgan. Per le ragazze sono molto meno pericoloso di lui!

Da quando ha preso in mano le redini del gioco trasferendosi in Italia, il nostro Paese lo ha letteralmente affascinato, ma nonostante questo non ha alcuna intenzione di trasferircisi in pianta stabile:

In Italia mi sento felice, ma mettere radici per me è un’idea surreale. A un certo punto i muri non ti appartengono più, mentre le canzoni che scrivi saranno per sempre tue

SE SAREI IN GRADO DI DI DARE AMORE AD UN FIGLIO? NON HO ALCUN DUBBIO – Durante l’intervista, Mika interviene su una questione sociale che lo riguarda strettamente da vicino: i diritti omosessuali. Lo scorso anno infatti il cantante è uscito allo scoperto dichiarando apertamente la sua omosessualità, mossa che secondo alcuni sarebbe stata un’operazione pubblicitaria:

Chi insinua che sia stata un’operazione di marketing dice una str***ata, la verità è che ho aspettato perché non ero pronto, l’ho fatto quando mi sono sentito felice. Dovevo sistemare tante cose, parlarne con la mia famiglia e con la famiglia del mio compagno… Non era una cosa che riguardava solo me

Impegnato con il suo compagno da ben sette anni, Mika non nega di sognare una grande famiglia con tanti figli e magari un matrimonio civile; sicuramente non ci sta a sopperire all’ingiustizia sociale secondo cui le coppie etero hanno maggiori diritti e tutele delle coppie omosessuali:

Voglio avere gli stessi diritti di una coppia sposata? Sì. Voglio prendermi un impegno? Sì. Voglio affrontare le conseguenze del rompere quell’impegno? Sì. Penso sia giusto che io abbia dei figli? Sì, al mille per cento. Penso di essere in grado di dare a un figlio amore e una buona educazione, un ambiente accogliente e libero? Sì, non ho alcun dubbio. E chi dice che ho torto non sa cosa dice, è un povero sciocco.

UN BEST OF IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA – Intanto, per impegnare la lunga attesa che ci divide dal raggiungimento di almeno uno dei Si sostenuti da Mika, una buona azione che potremmo fare sarebbe quella di prenderci un bel disco del cantante ed ascoltarcelo dall’inizio alla fine. Mika sta infatti per tornare sugli scaffali dei negozi musicali con una esclusiva tutta italiana, Songs Book Vol. 1 – I più grandi successi, un best of dei migliori pezzi e delle migliori interpretazioni offerte dall’artista al solo pubblico italiano. E visto che si avvicina il natale, magari sarebbe un bel pacchettino da riporre sotto l’albero.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

One Comment

  1. Rossella

    ottobre 30, 2013 at 12:33:09

    Mi sembra un discorso che non fa una piega perché da qualche anno a questa parte la cultura si è evoluta in una direzione tale che il figlio viene concepito come un diritto. Ci sono diritti che neanche ci sfiorano! La verità è che c’è molta ipocrisia e che pochi ammetterebbero che non è un problema legato all’orientamento sessuale. E’ proprio la famiglia ad aver perso la sua fisionomia, siamo figli della cultura della “paghetta”- tranne me- e quindi siamo più propensi a concepire il figlio “dipendente” e a considerare l’indipendenza come un fatto legato al potere d’acquisto. Infatti c’è anche il grande tema dei genitori singol che sconfina nella rappresentazione mediatica di una coppia che vede sempre l’uomo subalterno anche quando deve diventare padre o non può esserlo. Non sembra evidente l’idea della comunione trai coniugi e raramente si tocca la questione del dolore degli uomini o del senso d’impotenza! Quindi direi che ha pienamente ragione perché se si tratta di un diritto dovrebbe appartenere a tutti. Dal canto mio pur desiderando la maternità non la inseguo perché non la concepisco come qualcosa di mio e quindi neanche ci penso perché sono singol.

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