Domenica In, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora contro Mara Venier

By on novembre 18, 2013

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DOMENICA IN, IL GARANTE PER L’INFANZIA VINCENZO SPADAFORA CONTRO MARA VENIER – Polemiche su Domenica In. In particolar modo ad essere sotto accusa è lo spazio condotto da Mara Venier. A scagliarsi contro la signora della domenica è il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Vincenzo Spadafora che accusa la Venier di aver ridicolizzato il suo ruolo e i diritti dell’infanzia nella puntata in onda ieri 17 Novembre. L’uomo, in particolar modo, rimprovera alla conduttrice di non avergli dato il giusto spazio per parlare della giornata mondiale dell’infanzia del 20 Novembre e che sarà celebrata dalla Rai mandando in onda il film di Pupi Avati “Il bambino cattivo” su Rai Uno. Spadafora, dopo il breve intervento a Domenica In ha rilasciato una dichiarazione all’Ansa in cui ha criticato l’atteggiamento della conduttrice e del programma. “Mi chiedo come è possibile che il contenitore domenicale del servizio pubblico dove lavorano decine di autori, redattori e consulenti possa dare un’immagine così poco competente e professionale”

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DOMENICA IN SOTTO ACCUSA DA VINCENZO SPADAFORA – Vincenzo Spadafora ha attaccato la Venier e il programma perché, a suo dire, sono stati ridicolizzati i temi di cui avrebbe dovuto parlare e che sono di particolare importanza. La conduttrice di Rai Uno ha parlato di malinteso. Ha detto che non era prevista alcun tipo di intervista all’Autorità Garante per l’Infanzia: “Dedicheremo uno spazio più approfondito al tema dell’infanzia per recuperare quanto non è stato fatto con Spadafora a cui ho fatto una bella intervista a La vita in diretta” si è scusata la conduttrice. Spadafora, nella sua “arringa” ha avuto da ridire anche sul caso del momento e cioè quello delle baby squillo che è diventato l’argomento più trattato da tutti i contenitori Rai e non, rivolgendosi direttamente ad Annamaria Tarantola e Luigi Gubitosi: “Chiedo a loro se condividono la linea editoriale di certe trasmissione e interesserò anche il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Fico per chiedergli di occuparsi del modo in cui alcuni programmi si sono occupati del caso delle baby squillo realizzando servizi morbosi” ha continuato Spadafora.

About Dario Ghezzi

Dario Ghezzi nasce il 28 Giugno 1988. Fin da bambino matura la passione per la scrittura e il mondo dell’arte. Dopo il Liceo Classico si iscrive alla facoltà di Letteratura musica e spettacolo dell’Università la Sapienza di Roma laureandosi nel 2011. Nel 2012 si iscrive alla magistrale di Cinema Televisione e Produzione Multimediale dell’università Roma 3 e nello stesso anno ha frequentato una scuola di recitazione. E’ autore di tre romanzi usciti con ilmiolibro.it

3 Comments

  1. Salvo

    novembre 18, 2013 at 16:19

    Se voleva uno spazio interamente dedicato all’argomento con tanto di intervista poteva andare da un’altra parte, per esempio a La vita in diretta.
    Domenica In è un programma di intrattenimento, ieri Mara Venier ha avuto un bel po’ di ospiti e quindi è normale che è andata di fretta e non si è soffermata a lungo a parlare con lui, ormai fanno polemica per qualsiasi cosa!

    • manu

      dicembre 15, 2013 at 13:59

      La questione é ben più complessa e se la riduci ad un commento come:”oggi fanno polemica x qualsiasi cosa”..beh allora devo dedurre che nn ti occupi del settore infanzia e adolescenza!altrimenti una tale frase te la saresti risparmiata xké saresti stato consapevole del fatto che in qsto contesto è decisamete fuoriluogo e insensata!

  2. Rossella

    dicembre 15, 2013 at 15:20

    L’infanzia e l’adolescenza, dal mio punto di vista, rappresentano il fulcro della nostra esistenza, il resto sarà esperienza. Il ruolo dei media oggi appare centrale perché ci riporta al primo giorno di scuola, quello in cui ti alzi e ti presenti alla maestra davanti ai tuoi compagni, questa è l’opinione pubblica. Allora impari a indagare nei loro sguardi e nello sguardo della maestra. Il loro punto di vista ti fornisce una visione “alterata” di quello che rappresenti perché altra rispetto alla tua identità e alle emozioni che attraversano le tue giornate. Intanto ti senti schedato e a fare da filtro è la loro storia che è diversa dalla tua ma ti potrebbe mettere in soggezione. Ho usato solo un punto di vista, ma è chiaro che ogni bambino la vive in questo modo, si tratta di un’operazione antipatica ma democratica. I media invece tendono ad amplificare l’effetto giorno del giudizio. Che dire? C’è tempo! Mi sembra inutile mettere il carro davanti ai buoi.

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