Rising Star: il nuovo talent made in Israele che cambia le regole del gioco

By on novembre 19, 2013
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text-align: justify”>RISING STAR: NOVITA DA ISRAELE – In materia di talent show ne abbiamo viste davvero di tutti i colori: cantanti, ballerini, attori, talenti vari in stile Corrida, giudicati dal pubblico, da giudici di spalle, da professori esterni. Insomma, quando sembrava che nulla di nuovo potesse essere ancora inventato ecco arrivare Rising Star. Un format nuovo, innovativo e al passo coi tempi. Penserete che Rising Star arrivi dritto dritto dagli Usa o al massimo dai nostri cugini inglesi. E invece no, trattasi di un prodotto made in Israele, una terra dove la connessione internet è un lusso. E pensare che Rising Star fonda tutto su quello. Rising Star infatti è un talent show “social”, molto più di X Factor.  “Nei talent di oggi non c’è drama” ha detto Avi Nir, a capo di Keshet, che produce e vende il format. “L’unico elemento drama che c’è è la reazione dei giudici, ma è diventata troppo banale e prevedibile. Volevamo riportare il drama in ogni voto”. Ma vediamo come funziona.

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LE REGOLE DI RISING STAR – Il meccanismo è semplice semplice ma geniale. Gli artisti di turno si posizionano davanti a un enorme videowall e non appena cominciano a cantare ecco spuntare una serie di facce. Sono i profili social delle persone che stanno votando l’esibizione. Chiunque, scaricando l’app gratuita di Rising Star, può scegliere in tempo reale se l’artista può passare il turno o meno. Man mano che il cantante canta il contatore accumula punti. Basta il 70% dei consensi positivi per fare alzare il videowall, un enorme muro che scherma i cantanti dal pubblico, e concludere la performance davanti agli applausi. Chi non raggiunge la soglia prevista resta dietro il muro e viene eliminato. I tre giurati votano allo stesso modo ma il loro voto ha un peso maggiore. Resta però il pubblico il sovrano assoluto del programma.

E IN ITALIA? – Il format ha raggiunto numeri altissimi in Israele (ben il 49% di share, numeroni). Rising Star andrà in onda questa estate negli Usa (la ABC lo ha già acquistato) mentre in Europa è scattata la corsa all’acquisto. Per l’Italia si è fatta avanti la Toro Produzioni, la stessa di The Voice, ma le possibilità che il talent possa scontrarsi con il diretto competitor della stessa famiglia sono remote. Dove e quando andrà in onda Rising Star? Presto aggiornamenti.

About Simone Rausi

Quando nacque a Catania nel 1986, Pippo Baudo urlò “Fantastico!”. Già, la settima edizione era in onda su Raiuno in quel momento. Ha divorato decenni di fiction e programmi tv prima di laurearsi in Scienze della comunicazione. Ha fatto lo speaker, il giornalista, il blogger e attualmente è copywriter presso un’agenzia di pubblicità (ma sua nonna dice in giro che fa il copriwater). Ha scritto un romanzo sui carciofi ma non ne mangia uno da anni. Lo trovate su tutti i social network del mondo… o davanti qualche schermo.

One Comment

  1. Rossella

    novembre 19, 2013 at 21:25

    The voice è l’unico talent che mi dice qualcosa: c’è la Carrà! Per me è tutto quello che un artista dovrebbe essere: la protagonista! Che dire? Senza di lei sarebbe un talent come un altro. Su quella rete ci sono stati altri talent ma neanche me li ricordo perché non amavo quel registro stilistico. Peraltro penso che in televisione non si dovrebbe abusare con il “tu” perché adesso si usa in maniera inflazionata e talvolta diventa sconveniente perché mette in gioco la dignità della persona. A The Voice non a caso hanno abolito il rimprovero perché non sta né in cielo né in terra!

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