Servizio Pubblico, militanti “pro Silvio” aggrediscono l’inviato Luca Bertazzoni

By on novembre 29, 2013
Roma, aggressione alla troupe di Santoro

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SERVIZIO PUBBLICO, LA7 MOSTRA IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE A LUCA BERTAZZONI. Duro il mestiere dell’inviato, specialmente nei giorni caldi della politica e in occasione di manifestazioni di piazza con forte connotazione “ideologica”. A fare le spese delle tensioni seguenti al voto del Senato per la decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi è stato il reporter del talk show condotto da Michele Santoro, chiamato a raccogliere sul campo e a caldo gli umori del popolo forzista dopo l’estromissione da Palazzo Madama dell’ex presidente del Consiglio. Già altre trasmissioni, andate in onda la sera stessa della pronuncia del ramo alto del Parlamento, avevano raccontato quanto è accaduto a margine del comizio del leader del centrodestra, con pochi ma significativi momenti di tensione tra partecipanti alla manifestazione e troupe televisive (si pensi ai forti spintoni subiti da Saverio Raimondo de La Gabbia).

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SERVIZIO PUBBLICO, LUCA BERTAZZIONI AGGREDITO DA MANIFESTANTI “BERLUSCONIANI”. Peggiore sorte, rispetto ad altri colleghi, è toccata al giornalista del programma politico di punta de La7, preso di mira da alcuni militanti scesi in piazza in difesa del Cavaliere con tanto di simboli ed effigi di estrema destra. Gli animi si sono accesi subito, di fronte alle prime domande fatte dall’inviato televisivo su quanto visto in quella parte della piazza, dove campeggiava una croce celtica esposta orgogliosamente da un manifestante agli slogan pro-Berlusconi si alternavano improvvisati cori nostalgici. Senza farsi pregare, il possessore della particolare targa col vistoso simbolo nero su campo bianco ha “regalato” un colpo proibito a Bertazzoni, rompendo il vetro della cornice sulla testa dell’incredulo interlocutore, poi accompagnato con modi altrettanto spicciolo dagli altri attivisti giunti a Roma probabilmente dalla Campania.

SERVIZIO PUBBLICO, IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE A LUCA BERTAZZONI NELLA PUNTATA DEL 28 NOVEMBRE. L’episodio non ha avuto seguito e fortunatamente nessuno si è fatto male, entrando pertanto a far parte della collezione di insulti, spinte e “gentilezze” varie raccolte nei cortei e durante le iniziative politiche di diversi partiti o movimenti da Bertazzoni, abituato a realizzare i servizi in condizioni spesso tutt’altro che favorevoli. I rapporti tra i sostenitori delle forze di centrodestra e lo staff della trasmissione di Michele Santoro, si sa, sono sempre stati problematici, come testimoniano anni e anni di puntate di Annozero prima e di Servizio Pubblico poi (senza dimenticare i tempi di Samarcanda e Il rosso e il nero, col conduttore salernitano in prima linea nella critica ai governi in carica). L’uscita di scena, momentanea o definitiva che sia, di Silvio Berlusconi, del resto, non poteva essere indolore per elettori e simpatizzanti che sulla leadership del Cavaliere hanno sempre fatto affidamento.

About Marco Franco

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One Comment

  1. Rossella

    novembre 29, 2013 at 16:10

    Mi sembra obsoleta l’idea dell’inviato che raccoglie le interviste, ma non mi riferisco solo a Servizio Pubblico: ovvio! Un tempo esistevano gli ideali e i valori, oggi esiste il pensiero. Per un fatto di onestà intellettuale sarebbe meglio evitare di dare un volto a un movimento attraverso qualche intervento che può spaziare dal folklore alla cieca militanza, anche quella merita rispetto perché riconoscersi in un leader piuttosto che in un simbolo non mi sembra un reato; basterebbe qualche ripresa per fornire un resoconto della manifestazione, ma tanto per dire: c’è stata (punto). E’ altrettanto vero che ogni manifestazione dovrebbe rimanere all’interno di certi confini, però l’idea dell’ inviato non mi convince in valore assoluto. Comunque questo giornalista ha tutta la mia solidarietà! Il mio punto di vista è ad ampio raggio. Prendiamo le pellicce: a quanti piacciono? Quanti lo ammetterebbero in pubblico? In questi anni sono cambiate tante cose, non viviamo negli anni settanta. La televisione è una cassa di risonanza importante. Pensiamo al tema della famiglia, tende ad essere sviscerato come un “work in progress” e c’è chi pensa ancora che la famiglia cosiddetta tradizionale sia una prerogativa dei meridionali, ovviamente non tutti i meridionali credono in questo valore, però si tende a portare avanti questo stereotipo in maniera quasi strumentale. Altro stereotipo è quello legato al tema della convivenza, sembra quasi che la persona contraria alla convivenza debba avere una motivazione di natura religiosa. Un cattolico potrebbe sposare un’atea o due atei si potrebbero sposare, in entrambi i casi quelle persone potrebbero essere contrarie alla convivenza per un fatto di principio. Ma ci sarebbero tanti esempi. Che dire? Sono scettica! Forse avrebbe più valore un’intervista anonima in cui l’intervistato vive l’atmosfera del segreto dell’urna.

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