Piazzapulita, La Sfida: anticipazioni ed ospiti puntata di lunedì 16 dicembre

By on dicembre 16, 2013
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text-align: center”>Piazzapulita: anticipazioni puntata 16 dicembre

PIAZZAPULITA, LA SFIDA – La settimana della politica in tv si apre come sempre con Piazzapulita, il talk show di Corredo Formigli in onda su La7 in prima serata. LA SFIDA è il titolo della quindicesima puntata stagionale del programma, in onda lunedì 16 dicembre, alle 21.10. Tra i temi al centro della serata, il nuovo Pd di Matteo Renzi che comincia a prendere forma dopo il trionfo del sindaco di Firenze alle primarie di una settimana fa: con il discorso d’investitura all’assemblea Pd di Milano il neosegretario consolida l’asse con il premier Enrico Letta, ma impone la sua agenda al governo chiedendo un “patto alla tedesca” che abbia al centro i temi dei Democratici, poi lancia la sua sfida a Beppe Grillo, prontamente rispedita al mittente dal leader del Movimento 5 Stelle con un duro post sul suo blog.

PIAZZAPULITA, RIFORME E PROTESTE – Mentre Matteo Renzi avanza le sua proposte di legge elettorale maggioritaria, restituzione dei rimborsi elettorali e riforma radicale del Senato, con Beppe Grillo deciso a rifiutare ogni patto con i Democratici, nelle strade sale la tensione: i rappresentanti dei Movimenti scesi in piazza per protestare contro il governo e l’austerity si spaccano sull’opportunità di manifestare a Roma, ma continuano a minacciare la paralisi del Paese. Il governo Letta saprà reggere alla pressione del nuovo segretario democratico e delle rivolte sociali?

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PIAZZAPULITA, GLI OSPITI – Il conduttore Corrado Formigli ne discute su La7, tra servizi e collegamenti, con i suoi ospiti in studio: Paolo Mieli, presidente Rcs libri, l’imprenditore Oscar Farinetti, il direttore di Studio Aperto e Tg4 Giovanni Toti e l’imprenditore Lucio Chiavegato del Movimento Life. Piazzapulita è in onda in diretta su La7 alle 21.10 e in streaming sul sito La7.it. Sui social network è possibile seguire la puntata e commentarla usando l’hashtag #piazzapulita e gli altri che saranno lanciati nel corso della trasmissione.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 16, 2013 at 11:52

    Vedo che Busi manca all’appello. Come mai? Tanto per sapere… che poi sotto sotto mi sta pure simpatico: lo ammetto! E’ un romantico, come la maggior parte degli intellettuali italiani divisi tra titanismo e vittimismo, mi sembra una questione generazionale. In questo periodo storico la critica sembra aver perso il suo appeal, ma prima ancora la sua funzione specifica. L’analisi è caratterizzata da un profondo e rigoroso pessimismo materialistico che la rende disorganica e viziata da un intellettualismo tipicamente illuministico, quello che si fondava sulla convinzione che sarebbe stato sufficiente diffondere idee “vere” per trasformare la realtà; ovviamente questa prospettiva escludeva le condizioni reali e storiche in cui ci si trovava ad operare, in alcuni casi si arrivava a svalutare la politica nella sua pratica concreta. Penso che l’intellettuale dei nostri giorni racconti la parabola degli anni settanta; in quegli anni Sanguineti, se non sbaglio si tratta di questo grandissimo poeta, ebbene affermava, che la posizione progressiva della Ginestra leopardiana – la “grande utopia” leopardiana- avrebbe potuto aiutare a superare la crisi del nostro presente. Tanto per dirne una! Rispetto a queste posizioni trovo più lungimirante la prospettiva di Benedetto Croce, quantomeno continua ad avere una sua utilità perché garantisce il privilegio della coerenza e dell’indipendenza dell’intellettuale. La critica dell’età dominata dall’idealismo, quella a cavallo tra le due guerre, sembra fornire linee guida molto convincenti, soprattutto quando si concentra sul rapporto tra pensiero e poesia. Distinguendo tra “poesia” e “non poesia” si può relegare nel non poetico tutto quello che riguarda il pensiero. Da questa scuola di pensiero sono esclusi gli allievi del patito preso.

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