Downton Abbey 3: ancora ascolti deludenti per la serie TV britannica

By on gennaio 12, 2014
Downtown Abbey 3

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DOWNTON ABBEY: ADDIO O ARRIVEDERCI? Si è appena conclusa la terza stagione di Downton Abbey e già si parla di un addio alla televisione italiana. La serie, campionessa d’ascolti nel Regno Unito e negli Stati Uniti, non ha infatti riscosso il successo che avrebbe meritato nel nostro paese. Tra Bafta, Emmy e Golden Globe (tra cui la nomination per il 2014), la serie, nata dalla raffinata penna di Julian Fellows, continua a spopolare nel Regno Unito e oltreoceano, tanto da spingere la produzione a finanziare una quinta stagione che, con ogni probabilità, sarà proprio la season finale. Nonostante quest’enorme successo, il pubblico italiano ha sempre trovato difficoltà ad apprezzare la serie tv britannica, con ascolti deludenti e in continuo calo. La serie era pronta a fare i bagagli ma, a quanto pare, i pochi aficionados potranno stare tranquilli: Rete 4 trasmetterà la quarta stagione.

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PROMOZIONI, DOPPIAGGIO E PALINSESTO: TUTTI I MOTIVI DEL FLOP. Il flop di Downton Abbey sembra essere tutto italiano. A pochi giorni dalla conclusione della terza stagione, ci chiediamo quali siano le motivazioni che hanno impedito il decollo della serie, osannata da pubblico e critica. Molti attribuiscono l’insuccesso agli eccessivi spazi pubblicitari inseriti all’interno degli episodi. A questo proposito, il direttore di Rete 4, Giuseppe Feyles, afferma:

“Respingo al mittente le critiche, è giusto mettere nel palinsesto la qualità alta, dobbiamo offrire prodotti per ogni tipo di pubblico, non solo quelli ‘larghi’ per tutti. Ci abbiamo creduto e l’abbiamo proposta durante le feste. Gli ascolti non sono una sorpresa, per un livello così alto possiamo rinunciare a qualche punto di share, è un ottimo risultato. Perché destinare una serie così solo alla pay tv? La pubblicità era identica, forse verso la seconda parte era più intensa”.

Questo sembra essere soltanto uno dei motivi, accanto al quale troviamo le pesanti critiche al montaggio delle puntate e al doppiaggio che penalizzerebbe l’aspetto più squisitamente british dei dialoghi tra i personaggi. Complice la diffusione dello streaming su larga scala: difficilmente gli appassionati rinunciano alle puntate in lingua originale, con o senza sottotitoli. Che sia il palinsesto? Certamente la scelta di trasmettere Downton Abbey subito dopo Il Segreto e Tempesta d’Amore risulta quanto mai coraggiosa, specialmente per un contenuto di qualità qual è Downton Abbey.

DOWNTON ABBEY: TUTTI I DATI D’ASCOLTO DALLA PRIMA STAGIONE A OGGI. A 72 ore dalla conclusione della terza stagione possiamo, dati in mano, fare una stima dei dati auditel della serie. La prima stagione partì abbastanza bene facendo registrare, tra il 2011 e il 2012, uno share pari al 5,56%, con una media di 1.371.000 di telespettatori. Nel dicembre 2012, alla messa in onda della seconda stagione, assistiamo a un primo calo: 1.014.000 telespettatori, per il 4,46% di share. La media della terza stagione, senza i dati dell’ultima puntata, si attesta attorno al 4,09%, per 949.000 telespettatori. I dati in caduta libera vanno compensati con il dato della puntata del 9 gennaio, che ha fatto registrare il 3% di share, per una media di telespettatori di 825.000 unità. Ora, alla luce di questi dati, sono tante le domande che dobbiamo porci. Certo è che Rete 4 meriti un plauso per il coraggio e la scelta di trasmettere serie tv di questa levatura. In attesa della quarta stagione, possiamo goderci Hatfield&McCoys, con Bill Paxton e Kevin Kostner, grazie alla quale l’attore americano ha conquistato un Goldel Globe per miglior performance di un attore in una miniserie e un Emmy Awards, come miglior attore protagonista in una miniserie.

Martina Dessì

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