Giovanni Licchello a LaNostratv: “Ho rifiutato il Grande Fratello, preferisco il mio progetto nelle scuole contro l’omofobia”

By on gennaio 22, 2014
Giovanni Licchello

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GIOVANNI LICCHELLO DICE NO AL GRANDE FRATELLO 13 – Mister Gay 213, ex calciatore, bello, tante qualità e molto sensibile ai temi sociali: lui è Giovanni Licchello, di Brindisi. Prima di arrivare alla ribalta grazie alla fascia del gay più bello d’Italia, Giovanni Licchello ha calcato i campi di calcio, nel 2004 in serie C1 nel Chieti per poi continuare la carriera professionistica in Serie D fino alla  massima categoria svizzera con la maglia del Sion. Poi il concorso di Mister Gay 2013 e la vittoria grazie alla sua bellezza e alla sua personalità, non banale e superficiale. Il suo prossimo passo non sarà il Grande Fratello 13, nonostante un corteggiamento serrato da parte degli addetti ai lavori ma il suo progetto nelle scuole, quello per la lotta contro l’omofobia, iniziativa che gli sta dando molte soddisfazioni.

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INTERVISTA A GIOVANNI LICCHELLO – Giovanni Licchello ha le idee chiare sul suo futuro, un futuro che non sarà l’ingresso nella casa del Grande Fratello 13 che partirà, salvo cambiamenti, il 25 febbraio. Giovanni si è raccontato a noi del LaNostratv.it

Perchè hai rifiutato il Grande Fratello 13? All’inzio ero stuzzicato all’idea di entrare nella casa del Grande Fratello, mi definiscono il ragazzo della porta accanto e mi piaceva l’ideadi portare questa figura in caso ma alla fine ho deciso di rifiutare. Ci sono stati molti incontri, ma alla fine ho pensato fino a quando potrei essere stato credibile. Gli autori hanno capito e ringraziato.

Cosa pensi degli omosessuali che hanno già preso parte al reality? Hanno rappresentato al meglio i gay? Negli anni passati hanno voluto farci credere che il gay è colui che fa divertire gli altri.Non mi piacciono certi atteggiamenti che la tv vuol trasmetterci ma anche un po’ colpa nostra che guardiamo, valutiamo contro la nostra dignità.

Una battuta sugli ex concorrenti del Grande Fratello? Non ho mai conociuto nessuno, ma credo che alcuni soffrano del dimenticatoio (ride)

Parlami del progetto nelle scuole? E’ iniziato a Brindisi ma ora anche altri presidi, con tutte le difficoltà che possono esserci, si stanno muovendo. Un progetto per la lotto contro l’omofobia che mi sta dando molte soddisfazioni, Inoltre ho diverse collaborazioni con testate dove periodicamente escono dei miei interventi, grazie anche a persone come Alessandro Cecchi Paone, una bravissima persona, molto preparata e di cultura. Così come Vladimir Luxuria e altri.

Cosa ti aspetti dal futuro? Semplicemente di trovare una mia stabilità qui a Milano senza preoccuparmi della tv. Di stare con il mio compagno e di manternere il mio lavoro.  La normalità che ho sempre mantenuto.

Cosa pensi dell’omosessualità nel mondo del calcio ? L’ Italia non è pronta per parlare di omosessualità,  figurati di omosessualità nel calcio.La vedo dura che da qui a breve si superi questo limite, il nostro Paese è molto indietro. Ancora si lotta contro il razzismo quindi…

 

About Federico Ranauro

Nato e residente in provincia di Salerno ma da cinque anni vive a Parma. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma. Ha la passione per la scrittura e lavora come giornalista da circa tre anni, in particolare nel settore sportivo e televisivo.

3 Comments

  1. Rossella

    gennaio 23, 2014 at 12:57:13

    Mi sembra un progetto molto nobile, ma infondo si rivela inefficace nella misura in cui non riesce a lavorare sui luoghi comuni che alimentano l’omofobia, un sentimento assolutamente deplorevole. Uno dei luoghi comuni sul quale si dovrebbe lavorare è quello legato all’idea che non si tratterebbe di relazioni longeve. Quindi per scardinare questi tabù si dovrebbe puntare sul racconto di amori che durano da tanti anni. Forse dovrebbero essere le coppie più longeve a sensibilizzare l’opinione pubblica anche se il contributo di un giovane è pur sempre apprezzabile, ma ha il valore di una testimonianza.

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