Le Iene Show, Caso Doping: Giovanni Tredici risponde a Danilo Di Luca

By on gennaio 30, 2014
Foto Danilo di Luca

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IL PROGRAMMA DI ITALIA UNO, TORNA A PARLARE DI DOPING CON DANILO DI LUCA. Enrico Lucci va nuovamente a trovare Danilo Di Luca, ciclista radiato per aver fatto uso di doping. Nella puntata della settimana scorsa, Di Luca si era sfogato con le nostre cravatte nere, lanciandosi in dichiarazioni pesanti, pur assumendosene tutte le responsabilità. Tutte le persone che fanno parte del mondo del ciclismo mi hanno attaccato, Nibali ha detto che  sono un cerebroleso e si dice dispiaciuto dell’affermazione dell’ultima maglia rosa del Giro d’Italia. Non solo reazioni negative, ma anche segnali di approvazione, in particolare dalla compagna di un ciclista dopato, che avrebbe ringraziato Di Luca per l’onestà delle sue affermazioni. L’ex ciclista asserisce di voler bene al ciclismo e, solo per questo e non per denaro o notorietà, ha deciso di rendere queste dichiarazioni a Le Iene. Pentito di essersi dopato o di essere stato scoperto? Entrambe le cose. Vorrebbe che tutti ammettessero le loro colpe perché, secondo Di Luca, ogni campione di ciclismo ha fatto uso, almeno una volta nella vita, di sostanze dopanti.

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LA PAROLA AL PROFESSOR GIOVANNI TREDICI. Dopo le affermazioni azzardate di Di Luca, secondo le quali il doping non causerebbe danni permanenti, la iena Lucci decide di sentire il parere del Prof. Giovanni Tredici, che smentisce quanto dichiarato dall’ex ciclista. Il doping causa tumori e neoplasie. Lucci va più a fondo e ha l’ardire di chiedere al professore se denuncerebbe un atleta scoperto a fare uso di sostanze dopanti. Il no di Tredici è categorico: la sua professione non comprenderebbe questo tipo di azioni, lui si limiterebbe a fare il medico. Secondo Davide De Zan, Di Luca non avrebbe detto nulla di nuovo, anche se non tutti si sono dopati. De Zan si dice fiducioso sull’onestà di Vincenzo Nibali, il trionfatore del Giro d’Italia. Sul confessare il comportamento scorretto di un atleta si dice favorevole, rimarcando come la diffusione del doping sia frutto dell’omertà. Sotto il punto di vista dei controlli medici (secondo Stefano Feltrin), i tifosi possono ritenersi tranquilli, mai come in questi tempi gli atleti sono monitorati sotto ogni aspetto, soprattutto grazie al passaporto biologico. La denuncia di Di Luca non ha nessun valore, perché priva di qualsiasi contestualizzazione. Con queste parole di Stefano Feltrin, si chiude il servizio di Enrico Lucci ma, la questione, sembra tutt’altro che archiviata.

About Martina Dessì

Nata nel 1988, in un venerdì molto speciale… Dopo la maturità scientifica, conseguita a pieni voti, ha deciso di iscriversi al corso di laurea in Chimica. Non trascura la passione per la lettura, che nutre sin da bambina, divorando enormi quantità di libri. Quasi per caso, si trova ora ad inseguire il suo sogno, che sembrava ormai sopito, scrivere…

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