Pippo Fava, 30 anni dalla morte: il ricordo di un giornalista che sfidò la mafia, nella docufiction di Raitre

By on gennaio 5, 2014
Trent'anni dalla morte di Pippo Fava

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TRENT’ANNI DALLA MORTE DI PIPPO FAVA: SU RAITRE IL RICORDO DEL GIORNALISTA ANTIMAFIA. “A cosa serve vivere, se non si ha il coraggio di lottare?” si chiedeva Pippo Fava di fronte al bivio tra una carriera da “normale” giornalista e una vita in prima linea contro lo strapotere della mafia nella sua terra. L’esempio di un professionista di assoluto valore, capace di incantare col suo stile di scrittura fuori dal comune ed allo stesso tempo di sfidare senza alcun timore la cupola politico-criminale dominante in Sicilia col consenso tacito di buona parte dell’intellighenzia locale, resterà vivo ancora a lungo, grazie anche all’opera di quegli intraprendenti “carusi” cresciuti alla scuola dei “Siciliani” attorno al loro coraggioso maestro, eliminato da Cosa Nostra trent’anni fa su ordine preciso del boss Nitto Santapaola. Per raccontare la storia di un autentico eroe dell’antimafia (dei fatti, oltre che delle parole), andrà in onda oggi, nel giorno del trentesimo anniversario dalla morte del cronista catanese, una docufiction televisiva, intitolata “I ragazzi di Pippo Fava”, su Raitre in seconda serata.

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PIPPO FAVA E I QUEI CORAGGIOSI “SICILIANI GIOVANI”, NELLA FICTION RAI. Era il 5 gennaio del 1983, quando la sentenza di morte nei confronti dello scomodo giornalista siciliano veniva eseguita dai picciotti della mafia, in ossequio della volontà dei vertici di Cosa Nostra. L’uccisione di uno dei nemici pubblici della malavita organizzata fu programmata e portata a compimento con spietata freddezza nel giro di poco tempo, ma la reazione della Sicilia onesta non si fece attendere: davanti alla sede del mensile “I Siciliani” furono in tanti, giovanissimi aspiranti redattori e attivisti antimafia, a presentarsi per onorare la memoria di Giuseppe Fava e raccoglierne il testimone in barba ai diktat dei signori della malavita.

PIPPO FAVA, ESEMPIO DI LOTTA ALLA MAFIA: 30 ANNI FA COSA NOSTRA UCCIDEVA IL SUO NEMICO PUBBLICO. Proprio la vicenda di questi ragazzi, altra faccia della medaglia di una storia non certo a lieto fine, sarà alla base della narrazione televisiva, resa ancor più suggestiva dalla scelta (farina del sacco del regista Franza Di Rosa e degli altri autori) di far rivivere le gesta del giornalista attraverso filmati inediti, come a volerne garantire una presenza fisica nel cast. Tutti gli attori, tranne Leo Gullotta che farà capolino per interpretare un personaggio minore, sono esordienti e giovanissimi, mentre un contributo importante alla sceneggiatura del documentario è arrivato da uno dei seguaci di Fava, Antonio Roccuzzo, che insieme a Gualtiero Peirce ha messo la firma su un lavoro studiato per creare coscienza soprattutto nelle più giovani generazioni.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

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