Detto Fatto, puntata del 6 febbraio 2014: la ricetta della genovese di Daniela De Simone

By on febbraio 6, 2014
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DETTO FATTO, LA RICETTA DEL 6 FEBBRAIO: LA GENOVESE

Vuoi imbandire la tua tavola con un primo e un secondo favolosi? Prepara la genovese che Daniela De Simone e Gabriele Twitterino hanno presentato oggi nella cucina di Detto Fatto, su Rai2, con Caterina Balivo. Un piatto di ziti e un secondo a base di vitellone, entrambi gustosissimi! Da provare subito!

INGREDIENTI. Cipolle, coste di sedano, carote, muscolo di vitellone, prosciutto crudo, pomodorini, vino bianco, olio extravergine d’oliva, burro, ziti, sale, pepe e basilico (le dosi degli ingredienti per 6 persone sono indicate nelle 2 schede contenute nella gallery fotografica sottostante, dove sono disponibili anche le immagini che illustrano, passo dopo passo, tutte le fasi della preparazione di questa fantastica genovese).

Dopo il salto, la procedura per la preparazione.

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PREPARAZIONE. Innanzitutto tagliare a fettine sottili le cipolle bionde. Subito dopo tritare il prosciutto crudo, le carote e le coste di sedano. Spellare i pomodorini e tagliarli in 4 spicchi. Mettere a scaldare l’olio extravergine d’oliva in una padella con il burro, rosolando tutte le verdure (cipolle, carote, sedano e pomodori) e il prosciutto crudo. Aggiungere poi la carne e farla rosolare bene su tutti i lati, sfumandola con il vino bianco. Salare, pepare e unire in seguito 2 bicchieri d’acqua, coprendo con un coperchio e facendo stufare per circa 6-8 ore (fin quando la carne non sarà tenerissima). Trascorse 6-8 ore, togliere la carne dal tegame, aggiungere il basilico, regolare di sale e pepe e far restringere la salsa. Scolare quindi gli ziti (cotti in una pentola contenente abbondante acqua salata) e condirli con la salsa preparata, insaporendoli con dell’altro basilico spezzettato e un po’ di parmigiano grattugiato. Impiattarli e servirli abbinandoli alla carne. Daniela De Simone specifica che per la preparazione di questo piatto bisogna usare il vitellone, perchè è più saporito rispetto al vitello e più morbido rispetto al manzo. Come taglio sostiene che il migliore sia il cappello del prete, che ha venatura di grasso e sciogliendosi lentamente manterrà la carne morbida. Sottolinea inoltre che ogni volta che si fa un arrosto, un brasato o una lunga cottura, occorre iniziare con una buona rosolatura: questo permetterà ai succhi della carne di restare all’interno del pezzo. Si avrà perciò una carne morbida e saporita. In caso contrario si avrebbe un effetto “lesso” poco gradevole. Detto… fatto!

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About Emanuele Fiocca

Nato a Soveria Mannelli (Catanzaro) il 7 Luglio 1987, è un calabrese doc. Attratto dalla televisione fin da bambino, ha maturato negli anni esperienze in diversi programmi della RAI come UnoMattina in Famiglia, Mezzogiorno in Famiglia, Alle Falde del Kilimangiaro, L'Arena e Domenica In. Caporedattore de LaNostraTv dall'11 Agosto 2014 e Responsabile Editoriale di "Lavorare Nello Spettacolo", le sue più grandi passioni sono la natura, il giornalismo e ovviamente la Tv!

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