Festival di Sanremo 2014: scenografia essenziale, scarna e poco impatto

By on febbraio 19, 2014
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SANREMO 2014, UNA SCENOGRAFIA RIGIDA INCORNICIA LO SPAZIO DEL PALCO – Le premesse erano delle migliori, si sentiva aria di grandiosità e pareva che, nonostante il basso profilo adottato, l’impatto scenico sarebbe stato di forza sullo spettatore. Terminata la dittatura dei “supermercati” Castelli, caratterizzati da impianti maestosi d’alta tecnologia con complessi scenografici molto elaborati ma quasi ostici per l’impianto rigido di un teatro, lo scorso anno, con Francesca Montinaro, si era trovato il giusto compromesso per approfondire il piccolo spazio teatrale senza farne perdere le basi. L’artista Emanuela Trixie Zitkowsky, che ha curato per quest’anno la scenografia del Festival di Sanremo, ha riportato la linea di base segnata lo scorso anno riprendendone la scala a scomparsa, la posizione degli orchestranti e la forte profondità amplificata dalla pulizia sul palco privo di movimenti. Se dalle premesse si potevano intuire sorprese interessanti, dopo la prima ci si è dovuti ricredere trovandosi davanti ad uno spazio rigido e poco integrato con l’artista a centro palco.

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Nella gallery le immagini della nuova scenografia di Sanremo

SANREMO 2014, UNA SCENOGRAFIA ESSENZIALE MA POCO D’IMPATTO – Di base, si notano da subito un ampio spazio centrale pavimentato in nero spezzato da una scacchiera e da una lunga passerella centrale che offrono gioco di luci e colore; sullo sfondo, un grande schermo verticale divide i gabbiotti dell’orchestra, che si alterna ad un drappeggio decorato raffigurante una lunga scala con finestra in cima. A dare movimento alla scena di base vi è la scala a scomparsa che si erge dal pavimento, poco utilizzata durante la serata, mentre lo spazio dedicato agli orchestrali risulta raddoppiato rispetto all’anno scorso. Sul lato sinistro del palcoscenico si nota un’interessante scala a spirale che scompare nel soffitto, mentre l’integrazione tra palco e pubblico non è favorita. A richiamare alla mente la vecchia scenografia ci si mettono i drappeggi che colonizzano lo spazio, presenti dietro l’orchestra e sulle balaustre a coprire i tipici globi luminosi dell’Ariston; questi ultimi, contribuiscono inoltre a restringere uno spazio che già di per se non è molto ampio.

UNO SPAZIO SCARNO E POCO MOVIMENTATO – I riferimenti con la scenografia della Montinaro diventano automatici anche a causa dei colori e dell’illuminazione in studio molto simili allo scorso anno. Manca il movimento sul palco, gli effetti di luce non bastano a riempire uno spazio rigido che non accoglie né coinvolge lo spettatore, dando l’impressione di essere in un’area incompleta. Se è vero che nell’idea di base meglio spiegata in questo articolo si è andati alla ricerca della bellezza nell’indefinito e nel sospeso, nella realizzazione finale l’incompletezza dello spazio prende il sopravvento, e non permette di tastare realmente uno spazio che c’è, ma non sembra esserci. Uno spazio talmente scarno che, più che immerso in un’opera di rivalutazione come l’idea voleva, sembra rappresentare la pigrizia che c’è nel non voler rivalutare.

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About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

One Comment

  1. Francesco

    febbraio 21, 2014 at 17:10:09

    Cos’è un Festival?
    è un luogo dove si concentrano vibrazioni sonore che ci emozionano e ci accompagnano nella vita……….
    Lo spazio scenico del palco è l’ambiente che contiene il trampolino di lancio di piacevoli sensazioni… ……..
    Da un ambiente scenografrafico come quello di Sanremo 2014 è possibile diffondere vibrazioni positive, emozioni e senzazioni piacevoli?…..
    Sulle quinte sono riprodotte architetture ottocentesche trasandate e diroccate, sul fondale una nera struttura metallica di putrelle, travi e tubi che contengono una orchestra resa quasi invisibile… il tutto scarsamente illuminato da luci ambrate.
    Questa scenografia riproduce un ambiente molto simile ai cantieri dell’Aquila terremotata….
    In un luogo così si può essere pronti a ricevere belle senzazioni e gradite emozioni?; riuscireste ad essere allegri, cantare e ballare tra le tetre vie notturne dell’Aquila devastata dal terremoto?…………
    Io no!!!………………

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