Festival di Sanremo: la Corte dei Conti richiede una razionalizzazione dei costi

By on febbraio 13, 2014
Festival di Sanremo 2014

text-align: justify”>Festival di Sanremo 2014LE POLEMICHE SUGLI SPRECHI – Dopo le già note esternazioni (e ripetute provocazioni) di Renato Brunetta sui compensi Rai, un monito contro gli sprechi e il bilancio in rosso del Festival di Sanremo arriva anche dalla Corte dei Conti. Stando a quanto riportato ieri da Repubblica, infatti, i ricavi pubblicitari non sarebbero sufficienti a coprire tutte le uscite, tanto da poter paragonare le perdite gionaliere  del Festival con quelle di un colosso dei trasporti: Alitalia. Se le perdite nell’ambito del Festival sono di 1,34 milioni al giorno, quelle della compagnia di bandiera si assestano all’incirca sulla stessa linea, con 1,6 milioni di euro quotidiani.

LE ULTIME EDIZIONI – I numeri in questione si riferiscono alle edizioni a partire dal 2010, vale a dire quelle firmate dalla conduzione (in ordine cronologico) di Antonella Clerici, Gianni Morandi (con Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu), Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Le perdite sarebbero in diminuzione, così come lo sarebbero i costi, oltre al fatto che la convenzione con il Comune di Sanremo farebbe ora risparmiare alla Rai 2 milioni. Ma ancora non basta. Non tanto perché le spese di produzione sarebbero aumentate di 200 mila euro, quanto piuttosto perché le entrate pubblicitarie faticherebbero a ricoprire la totalità dei costi (i dati dell’anno scorso devono ancora essere verificati dalla Corte dei Conti).

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LE DICHIARAZIONI IN CONFERENZA STAMPA – Il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone, avrebbe precisato durante la conferenza stampa che “il Festival rientra tra i programmi per cui è previsto il finanziamento dal canone. Quindi è improprio parlare di saldo negativo. Sanremo poi è un fiore all’occhiello, dà visibilità all’azienda, illumina e accende una rete“. Inoltre, per l’edizione che si appresta a partire, i 18 milioni di euro del costo complessivo sarebbero già stati coperti dagli investimenti pubblicitari dei principali sponsor (Conad, Findus, Suzuki e Dash). Viale Mazzini, inoltre, replica ufficialmente affermando che la Corte dei Conti si riferirebbe principalmente alla gestione amministrativa 2011-2012, mentre nel 2013 (il cui bilancio è ancora in corso di formazione) si sarebbero già intravisti i primi notevoli miglioramenti gestionali.

I COMPENSI D’ORO – C’è da dire che i fulmini e le saette della Corte dei Conti non si riferiscono soltanto a Sanremo, ma in senso più generale, all’attuale situazione amministrativa della Rai. Per constatare una lieve (ma significativa) inversione di tendenza negli ultimi cinque anni, basti pensare al milione di euro ricevuto da Bonolis per l’edizione 2009, ai 500 mila euro della Clerici, agli 800 mila (pare non confermati) per ciascuna edizione di Morandi e ai 600 e 350 mila rispettivamente per Fazio (forse la sua ultima edizione) e Littizzetto (indiscrezioni da TvBlog). Parafrasando una recente campagna sui lavori creativi apparsa su YouTube (#cogl**neNO), è chiaro che i lavori creativi siano lavori a tutti gli effetti. Quello che suona strano a (praticamente) tutti, è quanto debbano essere retribuiti alcuni “lavori creativi speciali”, soprattutto quando gli introiti pubblicitari faticano immensamente a risalire la china e il canone (che servirebbe a finanziare il servizio pubblico – ma che cos’è, poi, il servizio pubblico?) è (e, per ora, rimane) una delle tasse più evase d’Italia.

Federico Moracci

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