Luciana Littizzetto su Sanremo ai microfoni dell’Alfonso Signorini Show

By on febbraio 18, 2014
Luciana Littizzetto intervistata da Alfonso Signorini

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LE ANSIE DI FABIO FAZIO – Ansie e dubbi è normale siano all’ordine del giorno in un evento come il Festival. Tanto più se, parafrasando Caparezza, la seconda volta è sempre più difficile. A parlare di Fazio è la sua compagna di conduzione per le cinque serate a venire, Luciana Littizzetto, intervenuta stamattina ai microfoni dell’Alfonso Signorini Show, su Radio Montecarlo. Con la sua solita verve, la comica torinese ha affermato: “Ma sai che Fabio è capace, a prove finite, a mezzanotte e mezza, di dire ‘ho un dubbio atroce’. Ma sai che l’altra sera volevo buttarlo giù dal palco?”

LA “CONFUSIONE” DI LUCIANA LITTIZZETTO – A giudicare dall’ironia (inevitabile) con cui ha ballato stasera in apertura di Festival (oltre al suo vestito fintamente discinto), si possono comprendere meglio le dichiarazioni di stamattina ai microfoni di Signorini. “Io [faccio le prove] per fargli [a Fabio Fazio] un favore, ma tanto lo so che poi quando sono lì non capisco più niente e faccio quello che mi viene”. E poi ha aggiunto: “Indosso le calze coprenti non perché ho le vene varicose o non ho fatto la ceretta, ma sono del 1964. Cosa faccio? Faccio vedere le gambe? Non è il caso. Tutte hanno le gambe più belle delle mie”.

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I PRIMI RICORDI DEL FESTIVAL – Lucianina, incalzata da Signorini, ha poi dichiarato di avere, come uno tra i primi ricordi del Festival, la diatriba tra Massimo Ranieri e Gianni Morandi. La Littizzetto ha affermato di essere stata molto tormentata tra i due, perché “dentro al cuore sarebbe stato Morandi, però Ranieri era bello, spalancava quelle braccia da crocifisso”. Insomma, primi ricordi indubbiamente ameni per l’attrice piemontese, quando ancora la liturgia sanremese era qualcosa di intoccabile e inavvicinabile, a differenza dell’attuale (e naturale) evoluzione della kermesse musical-televisiva.

UN INIZIO DI FESTIVAL PARTICOLARMENTE TRAVAGLIATO – Se si può soprassedere sul sipario che non si alza, non si può altrettanto chiudere gli occhi di fronte ad una contestazione da parte di due lavoratori sbilanciati all’esterno di una balaustra, che minacciano di buttarsi per l’insostenibile situazione lavorativa della loro azienda (qui il post sull’accaduto e qui la diretta). Al di là degli atteggiamenti cinici o compassionevoli che domani (e, probabilmente, non solo domani) riempiranno molti parterre dei contenitori del daytime, ed astenendomi qui dal dare giudizi di alcun tipo, è senz’altro innegabile che, soprattutto negli ultimi due decenni, Sanremo rappresenti una “gabbia dorata” contro cui scagliarsi per mostrare (e dimostrare) che là, fuori, la realtà è molto meno sfarzosa e lussuosa di quella che il tanto famigerato “specchio del Paese” vorrebbe (o dovrebbe) rappresentare.

Federico Moracci

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