Non è mai troppo tardi, il riassunto della prima puntata

By on febbraio 25, 2014
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NON E’ MAI TROPPO TARDI – Grande successo per la prima puntata della miniserie diretta da Giacomo Campiotti e prodotta da Rai Fiction e Bibi Film Tv, andata in onda ieri sera su Rai Uno. La corsa all’auditel, infatti, ha premiato la vera storia del professor Alberto Manzi che alla fine degli anni Cinquanta ha condotto un programma televisivo nel quale ha insegnato agli italiani a leggere e scrivere. L’episodio ha raccolto 5.932.000 telespettatori e il 21,06% di share, un risultato che gli ha permesso di vincere la serata.

NON E’ MAI TROPPO TARDI – Nel cast della fiction compaiono Claudio Santamaria (Alberto Manzi), Nicole Grimaudo (Ida), Gennaro Mirto (Ricotta), Lorenzo Guidi (Felice), Francesco Marchioro (Felice da adulto), Andrea Tidona (Galbiati), Roberto Citran (Gianluigi Bedon), Emanuela Grimalda (direttrice della scuola), Lucia Mascino (Maria Grazia Puglisi), Alberto Molinari (Nazareno Padellaro), Lele Vannoli (guardia carceraria), Moise Curia (Marcello), Alessandro Natale (Tommaso), Giorgio Colangeli (direttore del carcere), Edoardo Pesce (Eugenio Berti), Marco Messeri (Volpicelli), Giuseppe Ariano (Ferranti), Roberto Attias (membro del Consiglio Discplinare), Mauro Cardinali (funzionario della Rai), Bruno Cariello (padre di Paolo), Damiano De Laurentis (Paolo), Giovanni D’Addario (ladro), Matteo De Buono (Antonio), Davide Di Nepi (Massimo Manzi), Erika Di Rienzo (Roberta Manzi), Tony Mazzara (parroco).

NON E’ MAI TROPPO TARDI – Ecco quello che è successo nella prima puntata:

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NON E’ MAI TROPPO TARDI – Roma, 15 novembre 1960: avviene l’esordio in tv del professor Alberto Manzi. Guardando dei bambini giocare l’uomo torna con la mente indietro nel passato, esattamente nel 1946, in una Roma che tenta di ricostruirsi dopo la guerra. Lo vediamo intento in una protesta presso il Provveditorato agli studi, dopo essere stato escluso dalla graduatoria per l’insegnamento. Deluso, incontra Nazareno Padellaro, il quale gli propone una cattedra presso il carcere minorile, un lavoro che nessuno vuole. Il direttore del riformatorio, un uomo duro, sequestra libri e penne ad Alberto, che deve così insegnare solo con la parola. Ci sarebbero le basi per scappare via, così come hanno fatto i suoi predecessori, ma il maestro è coraggioso, e decide di restare con i ragazzi da solo. Alberto si presenta inizialmente come un condannato, ma poi rivela la sua vera identità. Il capetto della prigione, Ricotta, lo sfida a pugni: si fa lezione se il professore vince, e in effetti Alberto riesce a metterlo ko. E’ la sua prima vittoria. Intanto è alla ricerca della sua ragazza, Ida, scomparsa nel nulla. Le condizioni della prigione lasciamo sgomento Alberto, che cerca di coinvolgere i ragazzi a fare lezione con lui. Ma nessuno sembra intenzionato ad ascoltarlo. Manzi parla col direttore, spiegando che senza libri e senza penne non si può insegnare nulla. Ma il direttore è cinico, e pensa che per quei ragazzi ci voglia solo rigore e disciplina e che la scuola non gli serve a nulla. Mentre sta per lasciare il suo lavoro, Alberto scopre che Ida lavora in una scuola elementare e quindi decide di mantenere il posto e raggiungere la ragazza. Ida si mostra fredda e distaccata, la coppia non si vede da due anni, e per lei la relazione è finita. Ma il giorno dopo Alberto le lascia appese di fronte a casa tutte le lettere che si sono scritti nel corso degli anni, strappandole un sorriso. Ida ci ripensa, e riabbraccia il suo amato, mostrandole poi la bambina. Il giorno della laurea Manzi riceve i complimenti del suo professore, che gli consiglia di non arrendersi con i suoi ragazzi. Nel frattempo, al carcere, Alberto tenta di spiegare ai ragazzi l’importanza dell’istruzione, ma sembra inutile. Ricotta, oltretutto, scatena una rissa e viene spedito al correzionale. Alberto protesta con il direttore, che sembra fermo sulle sue posizioni e gli rivela che un tempo anche lui era così positivo. Alla fine rivede la sua posizione, ma è l’ultima possibilità. Ricotta è grato al professore e cambia il suo atteggiamento. I ragazzi, adesso, sembrano aver fiducia in lui.

Alberto li porta a guardare le nuvole e il cielo, simbolo di libertà. Ida e Alberto, intanto, si sposano e si trasferiscono in una casa più grande. Il giorno successivo il maestro tenta di convincere il direttore a permettergli di usare penne e matite, ma non ottiene nulla. Decide quindi di portarle di nascosto poco alla volta. I ragazzi sono felicissimi e l’entusiasmo è tale che tutti imparano a scrivere. Da qui nasce l’idea di creare un giornalino con tutti i loro pensieri. Alberto legge i loro scritti e resta colpito dalla profondità dei suoi ragazzi, ma il giorno successivo vengono scoperte le matite in carcere. Il direttore è infuriato e vuole cacciare Alberto, ma poi legge il giornalino creato con i lavori dei ragazzi e decide di regalare loro le penne e permettergli di creare il giornalino. Ida, intanto, resta incinta. I ragazzi si riuniscono per decidere quali argomenti trattare per il giornalino, trovando stimoli e raccontando le loro speranze e i loro sogni. Il direttore però nega il permesso di inviare il giornalino al Ministero perché all’interno sono denunciate anche le condizioni misere del carcere, ma poi decide di provare lui stesso a mangiare nella mensa della prigione, restando disgustato e suscitando il clamore dei ragazzi. Il giornalino prende sempre più corpo e anche il Ministero ne resta entusiasta. Il successo di Alberto culmina col permesso di portare i ragazzi in gita fuori dal carcere. Ricotta progetta quindi la sua fuga. Il giorno successivo, nonostante le raccomandazioni, i ragazzi si sparpagliano nella pineta di Ostia, felici per quella libertà. Al termine della giornata tutti i ragazzi tornano al pullman, tranne Ricotta. Alberto è preoccupato, ma decide di andare via. Il giovane, però, fa ritorno. Ida partorisce, mentre il professore di Alberto gli propone di diventare assistente di pedagogia all’Università, un incarico prestigioso, ma egli non sa se accettare. Alla fine, durante una riunione coi suoi ragazzi, il maestro annuncia che alla fine dell’anno scolastico se ne andrà, destando la delusione e lo scontento di tutti. E’ arrivato il momento della separazione: il direttore del carcere è commosso e Manzi decide di andare a salutare i suoi ragazzi. Nel silenzio generale i ragazzi improvvisano una marcia di saluto e circondano il loro insegnante. Poi scoppiano in un caloroso abbraccio di gratitudine.

NON E’ MAI TROPPO TARDI – Nella seconda e ultima puntata, in onda stasera 25 febbraio alle 21,10 su Rai Uno, Alberto comincia a insegnare in una scuola elementare, lasciando il posto all’Università, mantenendo sempre quello spirito ribelle e il desiderio di offrire veramente qualcosa di importante ai giovani. Rifiuta i libri di testo e l’assegnare voti. E’ a questo punto che la direttrice della scuola, per liberarsi di lui, lo invita a partecipare a un provino per la Rai, in cerca di un maestro per una trasmissione incentrata sull’alfabetizzazione. Dopo qualche perplessità iniziale, Alberto diventa il conduttore di “Non è mai troppo tardi”, destinata a diventare un grandissimo successo. Ma il consiglio disciplinare non approva i suoi metodi di insegnamento, e intende allontanarlo definitivamente dalla scuola.

About Luca Mastroianni

E' nato a Roma ed è un giornalista pubblicista. Ha lavorato presso Legambiente e il Ministero dell'Ambiente, collaborando con agenzie e uffici stampa e occupandosi di attualità, diritti e corsi di giornalismo. Oltre alla scrittura ha grande passione per il calcio, il tennis e la musica. Della televisione ama soprattutto le serie tv degli anni Ottanta e Novanta: da Twin Peaks a La Tata, da C.S.I. a Friends, da I Griffin a Sex & the city.

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