Sanremo 2014: Fazio soporifero, Littizzetto eccitante. Carrà regina indiscussa, Castà poco aprezzata. I Big non hanno convinto

By on febbraio 19, 2014

text-align: center”>foto di fabio fazio e luciana littizzetto a sanremo 2014

SANREMO 2014: FAZIO E LITTIZZETTO. Ieri sera è partito il grande carrozzone festivaliero (qui gli ascolti), accompagnato,  come tradizione vuole, da mille polemiche. Si è cominciati con il Prefestival a cura di Pif, che ha convinto il pubblico televisivo, ma dal quale ci si aspettava qualcosa di più. Confidiamo nelle prossime serate. L’apertura della 64esima edizione del Festival, non è stata per nulla semplice in quanto Fazio ha dovuto prima fare i conti con un sipario che non si apriva e poi con i due operai napoletani, arrampicati sulle balaustre, che chiedevano di essere ascoltati. Da grande uomo della televisione qual è, Fazio è riuscito a portare avanti lo show e ad evitare ulteriori polemiche. L’inizio è stato lento, come nello stile di Fazio, ma profondo: il conduttore ha fatto un monologo sulla bellezza, lanciando un monito alle istituzioni affinché riescano a valorizzare il territorio e le tante opere d’arte italiche. Il ritmo è rimasto lo stesso con Luciano Ligabue, che ha omaggiato De Andrè. Per fortuna ci ha pensato Luciana Littizzetto a portare colore sul palco dell’Ariston con la sua verve e la sua spontaneità, che ancora una volta la eleggono regina incontrastata della kermesse canora. Se Fazio si è lasciato andare molte volte alla malinconia e alla pesantezza che lo contraddistinguono, ci ha pensato la Littizzetto con la sua pungente ironia, sempre pronta, a riportare allegria e ridare spensieratezza al format. In definitiva per un Fazio soporifero, una Littizzetto eccitante.

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SANREMO 2014: GLI OSPITI DELLA PRIMA SERATA. Per quel che concerne gli ospiti: il momento Castà, che ricordava molto il caffè concerto, poteva essere evitato. Fazio che gioca a fare il cascamorto con Laetitia non ha nulla di originale e l’omaggio al varietà, sembra più un ricordo del bagaglino (la Castà sembrava Nathalie Caldonazzo) che un tributo alla coppia Vitti-Sordi. La Castà insomma poteva tranquillamente starsene in Francia, nessuno ne avrebbe sentito la mancanza. Per una Castà che toppa, c’è invece una Carrà che non si smentisce mai. La regina della televisione italiana, torna a Sanremo presentando due singoli del suo nuovo album Replay, che la consacrano, ancora una volta, come regina indiscussa del palcoscenico. È moderna, veloce, sempre all’avanguardia, e mai scontata. Un bel momento di televisione: se fosse stata in gara avrebbe vinto sicuramente. Ultimo momento quello di Ysuf Cat Stevens, che parte debole, penalizzato dalle canzoni che propone, poco conosciuto al pubblico, ma che con All you need is love e Father and son, riesce a mettere d’accordo tutti, guadagnandosi due standing ovation, tra l’emozione generale del pubblico.

SANREMO 2014: I 7 BIG IN GARA. I cantanti: la gara con i 7, sui 14 Big di Sanremo 2014, è stata un contorno all’intero show. La maggior parte dei brani di Sanremo 2014 erano caratterizzati da una monotonia di fondo, che rendevano la visione dello show, già appesantito da Fazio, ancor più difficile da seguire fino alla fine. Di Arisa convince più Controvento (il brano che ha passato il turno), più orecchiabile e melodico, di Lentamente, brano si qualitativamente alto, ma troppo difficile da percepire al primo ascolto. Frankie HI NRG riporta il vero rap a Sanremo con Pedala, destinato a diventare il tormentone dell’estate, a differenza di Un uomo è vivo che non rimane impressa. La Ruggiero, che ci conferma una signora della musica italiana, per la sua classe e la sua immensa voce, propone due brani nel suo stile, che non sono destinati a lasciare il segno. Apprezzabile invece il tentativo di Raphael Gualazzi, di mischiare il blues con la disco music, accompagnato da Bloody Beetroots: se nel primo brano Tanto ci sei questa contaminazione è solo auspicabile ma non reale, più concreta è nel secondo brano Liberi o No (che passa al turno successivo) destinata a far ballare i giovanissimi. Cristiano De Andrè, con i suoi testi da cantautore impegnato, ci prova ma non ci riesce. A differenza dei Perturbazione, che si rivelano la vera scoperta della prima serata. I gruppi non hanno mai avuto vita facile a Sanremo (citofonare Almamegretta), ma i Perturbazione propongono due buoni brani, pieni di ritmo. Conclude la gara della prima serata, Giusy Ferreri, che calca il palco dell’Ariston bel oltre la mezzanotte, e che con i suoi due brani, entrambi scritti da Casalino, riporta le canzonette a Sanremo, prive però di quel quid plus necessario per arrivare tra i finalisti.

SANREMO 2014: DOPOFESTIVAL E SOTTOVOCE. Al termine della serata all’Aristion, è partito sul web un DopoFestival, molto divertente ed educato, che ha dato spunti di riflessione eh ha gettato benzina sulle già mille critiche, analizzando gli aspetti più controversi della serata appena conclusa. I conduttori Filippo Solibello e Marco Ardemagni sono stati simpatici ma allo stesso tempo pungenti, offrendo al pubblico uno spettacolo scorrevole e gradevole, nonostante l’ora. Non solo il web, in quanto anche Rai1 ha avuto il suo DopoFestival, che ha riportato in video Gigi Marzullo. Il conduttore con il suo fare tranquillo e pacato, ha offerto una versione speciale di Sottovoce con ospiti bolliti e polemiche sterili.

SANREMO 2014: UNO SGUARDO D’INSIEME ALLA PRIMA PUNTATA. In definitiva la prima puntata di Sanremo 2014, nonostante gli imprevisti, ha recuperato in corso, ma non è riuscita a bissare l’ottima premier dello scorso anno.  Fazio soporifero, Littizzetto si conferma nuovamente la regina della kermesse per spontaneità e simpatia, Pif rimandato, Carrà una regina incontrastata, i Big avrebbero potuto fare meglio. Confidiamo nei sette cantanti che presenteranno i loro due brani questa sera. Buon Sanremo 2014.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

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