Sanremo 2014: le pagelle della seconda serata del Festival

By on febbraio 20, 2014
Sanremo: pagelle della seconda serata

Festival di Sanremo 2014: pagelle della seconda serata” href=”http://www.lanostratv.it/festival-di-sanremo/sanremo-2014-le-pagelle-della-seconda-serata-del-festival/attachment/sanremo-2014-2/” rel=”attachment wp-att-218143″>Sanremo: pagelle della seconda serata

Dopo le pagelle della prima serata, ecco quelle della seconda, in cui, tra alti e bassi (soprattutto di share), si sono esibiti i BIG restanti e le prime quattro Nuove Proposte.

FRANCESCO RENGA, “A UN ISOLATO DA TE” E “VIVENDO ADESSO” – VOTO: 8.

È il primo ad esibirsi, memore della vittoria del 2005. Era piuttosto prevedibile che passasse il secondo pezzo (che totalizza, infatti, il 56% delle preferenze): rispetto a “A un isolato da te”, “Vivendo adesso” si presenta più incalzante, probabilmente più sanremese (eh sì, miei cari, troverete questo aggettivo molte volte nel corso del post) e si può notare, sullo sfondo del pezzo, la presenza di Elisa, che firma il brano.

GIULIANO PALMA, “COSÌ LONTANO” E “UN BACIO CRUDELE” – VOTO 7.

Criticato stamattina (citofonare Cristiano Malgioglio, ma non solo) per aver cantato ad immagine e somiglianza di Nina Zilli, si sente forte la presenza dell’autrice del pezzo, soprattutto nella prima canzone, “Così lontano”, dal sapore un po’ retrò, che passa con il 58% dei voti, a discapito di “Un bacio crudele”, che mixa funk, rock, reggae e R&B.

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NOEMI, “UN UOMO È UN ALBERO” E “BAGNATI DAL SOLE” – VOTO: 8.

Giudicata fuori forma per alcuni versi (il sound ricercato dell’album prossimamente in uscita si scontra un po’ con testi talora al di sotto delle sue possibilità), la rossa cantante zoppica sull’attacco del primo pezzo (“Un uomo è un albero”), ma recupera brillantemente, grazie alla sua particolare timbrica unita ad un’interpretazione ed al coinvolgimento del pubblico (“Posso chiedervi di alzare le mani?” chiede, a un tratto, timidamente la Scopelliti). È il secondo pezzo a passare (“Bagnati dal sole”), con il 66% delle preferenze: era prevedibile che passasse questo, perché in esso è decisamente più riconoscibile il sound di Noemi e poi, tra le due, era la canzone più sanremese (siamo a due).

RENZO RUBINO, “ORA” E “PER SEMPRE E POI BASTA” – VOTO: 7,5.

Forse è passato troppo poco tempo dal successo dell’anno scorso con “Il postino (amami uomo)”, tant’è che ancora non sembra chiara la direzione, a livello musicale, che il cantante intende intraprendere. Ma è ancora giovane, e piuttosto promettente per di più. Notevoli gli arrangiamenti nei due pezzi presentati: Rubino suona il piano e canta, coinvolgendo il pubblico che appare in visibilio alla fine delle due esibizioni. “Ora” si scontra con “Per sempre e poi basta” (Fazio sottolinea più volte il cambio di atmosfera tra le due canzoni): prevale la prima, con il 53% dei voti.

RON, “UN ABBRACCIO UNICO” E “SING IN THE RAIN”–  VOTO: 7,5.

Sono passati 44 anni dalla sua prima apparizione al Festival (all’epoca, con Nada), ma per Ron il tempo sembra scorrere al rallentatore. Quest’anno, Rosalino Cellamare porta a Sanremo amore e romanticismo. Fra “Un abbraccio unico” e “Sing in the rain” è la seconda a prevalere, con il 57% delle preferenze: oltretutto, è il pezzo più sanremese (e siamo a quota tre) per via del fischiettio durante il ritornello.

RICCARDO SINIGALLIA, “PRIMA DI ANDARE VIA” E “UNA RIGENERAZIONE”- VOTO: 6,5.

Se le sonorità e gli arrangiamenti sono apprezzabili, si può constatare, di contro, un leggero sfasamento dell’artista rispetto al contesto dei BIG. Gradevole (ricorda lo stile dei Tiromancino), ma a tratti le sonorità paiono più adeguate a Sanremo Giovani. Tra “Prima di andare via” e “Una rigenerazione” è la prima a passare il turno, con il 70% dei voti.

FRANCESCO SÀRCINA, “NEL TUO SORRISO” E “IN QUESTA CITTÀ” – VOTO: 6,5.

Nella grafica, compare l’accento sulla A, forse memore del pasticcio di Belen-Canalis nel presentarlo nell’edizione 2011, e di cui su Youtube ancora ci sono alcune “prove”. Per quanto riguarda i pezzi presentati, il sound delle Vibrazioni è ancora piuttosto udibile (soprattutto in “Nel tuo sorriso”), mentre si notano alcuni sforzi di ricerca più personale nel secondo pezzo, “In questa città”, che si presenta meno sanremese (e siamo a quattro!) rispetto al primo.

 Nella sezione Nuove Proposte, tra i quattro pezzi presentati, ne sono passati due, anche se Fazio tiene a precisare che tutti si esibiranno nuovamente nel corso della finalissima.

DIODATO, “BABILONIA” – VOTO: 7.

Dopo aver firmato la colonna sonora del film “Anni felici” di Daniele Luchetti, Sanremo gli offre un altro momento di grande visibilità. È grintoso, canta bene, ma la canzone sa di già sentito.

FILIPPO GRAZIANI, “LE COSE BELLE” – VOTO: 8.

Ricorda vagamente Mengoni in alcuni frangenti (pochi, a dire la verità), ma la canzone “Le cose belle” è piuttosto riconoscibile, pop ma, soprattutto, si vede che l’artista ha esperienza (per citarne una in particolare, è stato finalista al premio Tenco come miglior interprete).

BIANCA, “SAPRAI” – VOTO: 6,5.

Arriva da Area Sanremo, ha 21 anni e complessivamente, nel look, ricorda un po’ Adele. Peccato per la canzone, un po’ banalotta, perché la ragazza ha le carte in regola, sia a livello di timbro sia a livello di interpretazione.

ZIBBA, “SENZA DI TE” – VOTO: 8,5.

L’arrangiamento è ricercato, il pezzo è orecchiabile, si potrebbe dire sanremese (e cinque!), ma senza scadere nella banalità. Finora, probabilmente il pezzo che ha più probabilità di vincere (se non altro, almeno il premio della critica).

 Ci vediamo domani con le pagelle della terza serata del Festival di Sanremo.

Federico Moracci

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