Sanremo 2014: le pagelle della terza serata del Festival

By on febbraio 21, 2014
Festival di Sanremo

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Come promesso, ecco le pagelle della terza serata del Festival di Sanremo. Dal momento che la vera novità riguarda soltanto la presenza delle Nuove Proposte, per non ripeterci nel giudizio dei BIG , abbiamo lasciato interamente a voi la possibilità di votare il vostro artista preferito, e questo è il risultato. Inoltre, per evitare ripetizioni, le impressioni saranno più sintetiche rispetto alle prime due serate, in cui, invece, abbiamo ascoltato per la prima volta le canzoni dei BIG in gara: per rinfrescarvi la memoria, qui trovate le pagelle della prima e qui della seconda serata. Vi preannuncio, in ogni caso, che siete stati un po’ cattivelli nel giudicare alcuni cantanti: a volte, la media dei voti è piuttosto bassa, però è frutto della “sovranità popolare”.

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RENZO RUBINO, “ORA” – VOTO: 5-

Appare più rilassato di ieri il giovane cantante e, al termine dell’esibizione, il pubblico lo acclama in un tripudio. Tra le due canzoni in gara, l’artista afferma che è proprio “Ora” ad affaticarlo di più a livello di performance.“Che claque!” lo congeda la Littizzetto. Nella classifica parziale, che vale per il 25% di quella finale, si è classificato terzo.

GIUSY FERRERI, “TI PORTO A CENA DA ME” – VOTO: 8-

Nonostante fosse stata individuata come ipotetica vincitrice, si classifica soltanto settima. Sembra che la ricerca musicale di Giusy Ferreri sia rivolta ad una maggiore caratterizzazione del sound, non a livello troppo smaccato, come agli inizi, quando rischiava di sconfinare nel macchiettistico. Si sente ancora il recupero vocale in atto.

FRANKIE HI-NRG, “PEDALA” – VOTO: 6+

Ultimo classificato nella classifica parziale, Frankie Hi-Nrg porta a Sanremo una canzone molto riconoscibile, soprattutto nel ritornello (lo hanno fatto notare anche alcuni di voi sulla nostra pagina Facebook). Gli applausi lo dimostrano.

RAPHAEL GUALAZZI & THE BLOODY BEETROOTS, “LIBERI O NO” – VOTO: 5

Difficile controllare le parti in falsetto, ma, nonostante tutto, Gualazzi se la cava egregiamente. Si vede che è abituato sia alla logica del club sia a quella del concerto. Il ritornello “liberi o no” si ripete, grazie al coro, come un mantra. Che sia la ricetta segreta per essere un pezzo “sanremese”? Al momento, si classifica quinto.

CRISTIANO DE ANDRÉ, “IL CIELO È VUOTO” – VOTO: 5+

Ballad pop, interpretazione sentita: parte un fragoroso applauso da parte del pubblico. Fazio sottolinea che per De André avrebbe dovuto essere “Invisibili” la canzone a passare, ma il cantante afferma di essere affezionato anche a questo pezzo. Nella classifica parziale, si piazza al sesto posto.

FRANCESCO SARCINA, “TORNA IL SORRISO” – VOTO: 8,5

Sulla valutazione, mi rimetto alla vostra volontà. C’è da dire che il cantante acquisisce maggiore sicurezza nell’interpretazione rispetto all’esibizione della seconda serata. Il brano è una ballad con struttura piuttosto classica, ma questo non basta a farne un pezzo tipicamente sanremese. Finisce con il solito selfie (con Vessicchio). Nella classifica parziale, è undicesimo.

PERTURBAZIONE, “L’UNICA” – VOTO: 8+

La band torinese è accolta dal clamore del pubblico fin dal suo annuncio. Interessante la trovata elettronica che si ripete nel ritornello e nel bridge. Che sia uno stratagemma per rendere il pezzo più “sanremese”? Nella classifica provvisoria, si posizionano quarti.

FRANCESCO RENGA, “VIVENDO ADESSO” – VOTO: 8+

Qualcuno, tra il pubblico, già urla al momento della sua presentazione. Si sente gradevolmente la firma di Elisa, la cui levità si unisce alle altezze raggiungibili dalla voce di Renga. Nella classifica parziale, è primo.

RICCARDO SINIGALLIA, “PRIMA DI ANDARE VIA” – VOTO: 6+

A tratti, sembra di sentire cantare Federico Zampaglione dei Tiromancino. Ballad movimentata, ma decisamente lontana dal canone (sempre se si può definire in tali termini) della kermesse. Nella classifica provvisoria, conquista il decimo posto.

NOEMI, “BAGNATI DAL SOLE” – VOTO: 7

La voce, così come l’interpretazione, è graffiante. Ci si sarebbe aspettati di più dalla classifica provvisoria, tanto che il pubblico in sala fischia e rumoreggia. Questa situazione sa di déjà-vu. Al momento, Noemi è nona.

ANTONELLA RUGGIERO, “DA LONTANO” – VOTO: 7-

Le atmosfere sono rarefatte, vocalmente la cantante è la più dotata. La Ruggiero si presenta come teatrale anche nell’aspetto, non soltanto nell’interpretazione. Ricorda l’ultima apparizione di Giuni Russo al Festival, quando cantò “Morirò d’amore”. Al momento, è ottava.

ARISA, “CONTROVENTO” – VOTO: 7,5

Una dei candidati alla vittoria, l’evoluzione di Arisa tende più al minimal (anche rispetto all’anno scorso). Fischi di approvazione, oltre agli applausi, al termine dell’esibizione. “Sembra la Iervolino” dice la Littizzetto commentando la voce di Arisa quando parla. Nella classifica parziale, è seconda.

RON, “SING IN THE RAIN” – VOTO: 7-

Ron è Ron, nonostante si posizioni soltanto tredicesimo nella classifica provvisoria. Alcuni, sulla nostra pagina Facebook, evidenziano come, probabilmente, con l’altro pezzo, avrebbe potuto puntare più in alto. Peccato.

GIULIANO PALMA, “COSÌ LONTANO” – VOTO: 7+

Nonostante non sia stato particolarmente tartassato dai nostri visitatori, la classifica parziale parla in modo diverso: al momento, è ultimo, nonostante la canzone sia ballabile, e nemmeno poco sanremese. “Sei pettinato come Sallusti” gli dice la Littizzetto.

Veniamo ora alla sezione Nuove Proposte.

ROCCO HUNT, “NU JUORNO BUONO” – VOTO: 6+

Passa il turno il cantante napoletano. L’impronta sociale del pezzo ricorda vagamente “Non è l’inferno” di Emma Marrone. Che gli sia di buon auspicio?

VERONICA DE SIMONE, “NUVOLE CHE PASSANO” – VOTO: 7-

Nonostante non abbia passato il turno, l’orchestra si alza per complimentarsi con lei. L’interpretazione del pezzo è misurata e delicata.

THE NIRO, “1969” – VOTO: 6

Padronanza vocale non sempre perfetta, soprattutto all’inizio. Ma questo non basta a non fargli ricevere i complimenti, in primis della Littizzetto. E anche del pubblico: passa il turno.

VADIM, “LA MODERNITÀ” – VOTO: 3

Siete stati severi con lui, anche se c’è da dire, purtroppo, che l’unica cosa moderna era il titolo. Nei bassi, il cantante ricorda vagamente Tiziano Ferro.

Buon Festival a tutti e a domani per l’appuntamento con le pagelle della quarta serata della kermesse musical-televisiva.

Federico Moracci

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