Squadra Antimafia 6, intervista a Valentina Carnelutti: “Per fare in modo che Veronica Colombo sia credibile io non la giudico”

By on febbraio 28, 2014
Valentina Carnelutti intervista

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VALENTINA CARNELUTTI, INTERVISTA – Attrice, ma anche sceneggiatrice, doppiatrice e regista, Valentina Carnelutti è un’artista completa. Recentemente premiata al Torino Film Festival grazie al “RECUIEM”, sua opera prima dietro alla macchina da presa, è diventata un volto noto anche al grande pubblico televisivo grazie alla sua interpretazione nei panni di Veronica Colombo, all’interno della seguitissima fiction MediasetSquadra Antimafia 5”. Attualmente Valentina è ancora impegnata nelle riprese della sesta stagione della serie, che vedremo su Canale 5 in autunno, ma tra un ciak e l’altro ha trovato il tempo di rilasciare un’intervista esclusiva al nostro blog. Tramite i nostri microfoni ha ripercorso il proprio percorso professionale, soffermandosi sui vari lavori che ha svolto e tuttora svolge. A proposito di “Squadra Antimafia 6” ha mantenuto un certo riserbo, spendendo però qualche parola relativamente al proprio personaggio e al complicato rapporto tra Veronica e Lara (Ana Caterina Morariu), che alla fine della quinta stagione è stata costretta ad arrestare la sorella. Cosa accadrà nelle nuove puntate? Ecco l’intervista completa a Valentina Carnelutti.

 

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Fai parte del mondo dello spettacolo da parecchio tempo: sei attrice, sceneggiatrice e doppiatrice, hai studiato danza e teatro e realizzato anche lavori dietro la macchina da presa. Per prima cosa vorrei sapere, quale mezzo di espressione ti è più congeniale? Inoltre ti domando, di cosa preferisci occuparti?

Lo strumento sono sempre io, e l’obiettivo è sempre realizzare qualcosa che abbia un senso, dar voce a personaggi che possano aiutare il prossimo a capire qualcosa in più del mondo che lo circonda o di sé, della propria intimità, che possa farsi domande più accurate e precise, o sentirsi meno solo nelle circostanze più avverse. Tutti i miei studi – che non sono finiti, anzi! – concorrono a far funzionare meglio il mio strumento, tenendo sveglia l’attenzione e la curiosità, mettendomi in discussione. Produrre e dirigere il mio primo film (RECUIEM, premio miglior film al Torino Film Festival) è stato magnifico! Mi sembrava che la vita intera confluisse nell’orchestrazione del lavoro, delle immagini… ogni cosa sembrava andare morbidamente al suo posto come se in questi anni non avessi fatto altro che prepararla. Ma essere diretta è altrettanto magnifico. Intuire l’anima di personaggio, trovarne la voce e il corpo, vestirne i panni e poi viverci, in quei frammenti di vita che mi è dato di raccontare… è tutto quel che mi piace. Preferisco occuparmi di cose che si possano condividere, di cose che facciano bene a quante più persone possibile, di cose che quando uno le sente o le vede sta meglio, perché ha riso o perché si è sentito capito o perché gli è venuta voglia di migliorare un pezzetto di sé o del proprio mondo. E mi piace lavorare con cura, dunque dove sia possibile dedicare al lavoro e ai collaboratori il tempo necessario, l’attenzione, il rispetto del lavoro stesso. In questo senso produrre il cortometraggio è stato stupefacente, eravamo tutti molto felici.

Dopo aver preso parte a progetti cinematografici importanti come “La meglio gioventù” di Giordana, “Tutta la vita davanti” di Virzì, “Il mio west” di Veronesi e “Caos Calmo” di Grimaldi, che bilancio ti senti di tracciare,  relativo alla tua carriera cinematografica?

Nessun bilancio, non sono un’economista. Ho la stessa identica voglia di far bene il lavoro che avevo quando ho fatto la recita di The Sound of Music in quinta elementare: tornavo a casa in pullman studiando e sottolineando il copione, frugavo negli armadi di casa per trovare una camicetta giusta per il mio personaggio e mi arrampicavo per scovare il cappello da marinaio di mio padre da prestare al bambino che faceva il mio fidanzato, canticchiavo le canzoni per restare nell’umore del musical… mi sembra di fare la stessa vita anche adesso. Mi sembra di ripartire sempre da zero rispetto al lavoro. Tutto è sempre da conquistare, e poi da scoprire e poi da costruire e poi ancora, da sostenere. E non c’è qualcosa di garantito per aver fatto Maria Chiara o Francesca o Céline… Però c’è l’esperienza, che a me dà un po’ più di coraggio nell’azzardare territori meno conosciuti (come per esempio con il personaggio di Veronica Colombo), e anche nel riconoscere quello che proprio non mi piace.

Con quale regista ti piacerebbe tornare a lavorare? E da chi altro invece ti piacerebbe essere diretta?

Lavorerei volentieri con tutti i registi con cui ho già lavorato se ci fossero dei progetti sensati da condividere. Lavoro volentieri, questo è il fatto. Mi piace proprio. Mi sembra sempre di trovare qualcosa di buono, con chiunque lavori. E certo l’idea di essere ri-chiamata da un regista è promettente, denuncia una stima e immagino sia bello avere un linguaggio comune già avviato da rimettere in pratica in territori nuovi. Mi piacerebbe lavorare con una regista donna, e vorrei lavorare con Emanuele Crialese prima o poi; ma soprattutto vorrei collaborare con registi che condividano il mio entusiasmo nei confronti del lavoro.

Lo scorso anno sei arrivata anche alla grande platea televisiva nel ruolo di Veronica Colombo, che hai interpretato all’interno della seguitissima fiction “Squadra Antimafia 5” . In che modo affronti le contraddizioni rappresentate dal personaggio che interpreti?

Le contraddizioni sono quelle del personaggio, è lei ad affrontarle, dopo che gli sceneggiatori le scrivono. Io cerco di rendere plausibili le cose che dice con quelle che fa, quelle che sente e quelle che desidera. Parto dal fatto che è una donna, come me, che ha un corpo, delle necessità (di essere viva, amata), e a partire da quello che condivido con lei cerco nel testo le ragioni per cui fa quello che fa. Perché sia credibile io non la giudico. Perché altri possano goderne e giudicarla (gli spettatori) io devo eliminare il mio giudizio.

Pensi di avere dei punti in comune con lei o per vestire i suoi panni ti trasformi completamente?

Abbiamo il mio corpo in comune, la mia faccia, i miei muscoli, la mia voce…. Lei sarebbe un’altra se a interpretarla ci fosse un’altra donna. E la verità di fondo che cerco quando la sceneggiatura o la scena me lo concedono è certamente anche la mia, credo sia quella di ciascuno di noi, ha a che fare con la perdita, con i bisogni primari, con il dolore. Per il resto, siamo assai lontane come carattere e come modi. Veronica Colombo è doppia, falsa nella vita pubblica e in quella privata, io ho bisogno invece della verità, di dirla e di sentirla, costi quel che costi.

La quinta stagione si è conclusa con l’arresto del tuo personaggio avvenuto per mano di Lara, tua sorella. Sappiamo che entrambe farete parte delle nuove puntate (già girate tra Catania e Roma, che arriveranno su Canale 5 in autunno). Puoi anticiparci qualcosa su come si evolverà il vostro difficile rapporto?

Temo di no. Posso dire che Lara è per Veronica un punto di riferimento importante e che è sempre più difficile e doloroso fare i conti con il rischio di doverla perdere e deludere una volta varcata la soglia di un mondo sempre più ‘nero’, ma non posso dire altro.

Veronica rimarrà la donna determinata e spietata che abbiamo ormai imparato a conoscere o subirà dei cambiamenti?

Gioia, Veronica è buona! Vuole bene ai suoi elettori, non so perché tutti pensiate male di lei.

Ricordi qualche momento particolare delle recenti riprese di “Squadra Antimafia 6”?

Stiamo ancora girando… ma qualunque cosa mi venga in mente di dirti ora, svelerebbe cose che non volete sapere prima del tempo. Dunque di ‘momento particolare’ posso citare solo dei gran bei momenti di pausa con una troupe fantastica, piena di humor e capacità.

Vuoi salutare o lasciare un messaggio ai lettori de Lanostratv?

Grazie! Di essere arrivati fino in fondo a questa lettura… Se potete andate anche al cinema, a teatro, in biblioteca, al parco, al sole…

Photo Credit: Pascal Gentil

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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