Elena Ceste: quando una scomparsa diventa un reality a tinte gialle

By on marzo 10, 2014
Elena Ceste Pomeriggio Cinque

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PROGRAMMI DI SERVIZIO E REALITY – Che la televisione ci abbia abituato da tempo a parlare di persone scomparse è un dato di fatto. Il problema riguarda, però, come vengono presentati i fatti. Fino al caso del ritrovamento in diretta (a Chi l’ha visto?) del cadavere della piccola Sarah Scazzi, le principali trasmissioni che si occupavano di scomparsi, lo facevano nell’ottica di servizio e di affiancamento virtuale (principalmente con inchieste e linee telefoniche aperte) alle indagini reali svolte dagli inquirenti. Purtroppo, però, la tendenza è cambiata. Ora, parlare delle ricerche di una persona ha assunto, da almeno tre anni, il carattere di un macabro reality.

UN’AIUTO IN TV – Non sono pochi coloro che si rivolgono in televisione con appelli, messaggi di dolore e di speranza. Il problema è che, spesso, il mezzo televisivo chiede qualcosa in cambio: si tratta di un do ut des, e la merce in cambio non è altro che la necessità del reality (spesso camuffato da infotainment) di tingersi di giallo. Dal 24 gennaio scorso, la maggior parte dei contenitori dell’infotainment del daytime si è occupata del caso di Elena Ceste, intervistando il marito, gli amici e alcuni presunti testimoni. Questi ultimi dicono di averla vista in una zona piuttosto circoscritta di Torino, tra il quartiere della Falchera e Porta Palazzo, e fra di loro c’è una sensitiva che avrebbe avvertito la presenza della donna nel raggio di pochi km da casa, senza escludere l’ipotesi che Elena Ceste non sia più in vita (fonte: LaNuovaProvincia.it).

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UN MACABRO REALITY – Inizia così il toto-scomparsa: chi afferma di essere sicuro di averla vista al caotico mercato della frutta di Porta Palazzo (come la signora Natalizia, più volte intervenuta a Pomeriggio Cinque e una a Domenica Live), oppure di averla incontrata sull’autobus e di averle addirittura parlato (come la signora Giovanna, intervenuta nelle medesime trasmissioni), oltre ad altri avvistamenti (reali o presunti) in seguito ai quali le azioni degli inquirenti potrebbero prendere direzioni che prima, magari, non erano state considerate. Certo, si presume che gli inquirenti già sappiano fare il loro lavoro, e che sentano (qualora lo ritengano necessario) i testimoni nel rispetto del protocollo di un’indagine. Il problema reale è quando vengono mandati in onda, come in loop, messaggi di parenti e conoscenti (emblematiche sono le dichiarazioni concitate del marito di Elena Ceste), e quando alcuni aspiranti testimoni oculari-opinionisti-“psicologi” abbozzano un’arrancata analisi psico-patologica della donna, del suo entourage e dei suoi malesseri.

SI PUÒ RIFIUTARE IL REALITY? – Proprio ieri, nel contesto della trasmissione domenicale di Videonews, Domenica Live, (seppure in un ambito totalmente diverso), l’attore Lorenzo Crespi ha provato, in modo piuttosto ingenuo, a contrastare la logica del reality che, a detta sua, la redazione della trasmissione avrebbe voluto inscenare a spese della propria salute (qui un post dedicato). Analogamente, per quanto riguarda l’argomento della scomparsa della donna astigiana, la tendenza a rifiutare la sovraesposizione mediatica è stato un elemento condiviso da molti non addetti allo spettacolo, tra i quali Enrico Cavallero, consigliere comunale di Costigliole d’Asti: [Sulla donna sono stati fatti] commenti che potrebbero giungere alle orecchie dei figli […] che, non dimentichiamolo come è giusto che sia , hanno sempre continuato la loro vita sociale e a frequentare le scuole. Ma nel rispetto dei bambini, del marito e dei parenti non dovrebbe forse prevalere il dovere morale del silenzio?” (fonte: ATNews.it). Il mezzo televisivo può essere davvero molto potente ma, come tutto ciò che ha potere, si può ritorcere contro chi ne viene coinvolto. Quindi, sì agli appelli, ma no a tutto il resto.

About White Gold

Nato in un soleggiato mercoledì del 1990, dopo la maturità linguistica e una Laurea binazionale in Lettere, sto studiando Comunicazione e Culture dei Media. L'interesse per il mezzo televisivo è soltanto uno dei motivi che mi spinge a scrivere per questo blog, oltre a farmi intraprendere alcune esperienze nello studio di casi di comunicazione sociale alla Rai.

One Comment

  1. Stefania

    marzo 13, 2014 at 18:54

    Questo è l’ennesimo caso del marito che ammazza la moglie. è stato sicuramente lui, una donna non scappa alla’improvviso di casa nuda con ,4Figli e senza occhiali. Di deve indagare su lui .

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