J-Ax lancia un appello a tutti i suoi colleghi sulle pagine di Chi: paghiamo più tasse per aiutare chi è in difficoltà

By on marzo 19, 2014
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text-align: center” align=”left”>J-Ax parla a Chi

LE TASSE DEGLI ARTISTI A CHI HA BISOGNO. Questo è l’appello che JAx, uno dei giudici di The Voice (insieme a Raffaella Carrà, Piero Pelù e Noemi), lancia a tutti i suoi colleghi in una lunga intervista sul settimanale Chi. La sua ricetta per risolvere la crisi è molto semplice ma, probabilmente, altrettanto difficile da accettare per molti artisti: “io che guadagno più di 100.000 euro l’anno, sono favorevole alla patrimoniale e voglio essere tassato e regalare agli italiani il mio 5 per cento, non lo 0,2 per cento sul mio totale degli introiti. Cari cantanti, facciamolo tutti”. Un appello che non sappiamo se verrà ascoltato ma che sicuramente farà discutere molto.

BISOGNA AIUTARSI GLI UNI CON GLI ALTRI. Le buone intenzioni del rapper italiano più amato dai giovani non finiscono qui. Sempre sulle pagine del settimanale il giudice di The Voice si dichiara un anarchico e manifesta una certa diffidenza nei confronti della politica. J-Ax , però, ha molta fiducia nelle persone e nell’aiuto che possono darsi l’un l’altro per uscire da questo drammatico momento di crisi che attanaglia il nostro Paese, tanto da definirsi: “una persona che sogna strutture  composte da cittadini che si aiutano fra di loro senza l’intromissione della politica”.

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DA LOSER A GIUDICE DI THE VOICE. Un’intervista a tutto tondo quella che l’artista ha rilasciato al settimanale. J-Ax ha raccontato di come si sia sentito sempre un perdente, un loser e di come il suo mito sia sempre stato il più popolare personaggio di Paolo Villaggio, Fantozzi. Incredibilmente il rapper, che non ha mai perso il successo da quando ha cominciato negli anni 90, dice: “Sono un loser da quando sono nato. Ma ho goduto, eccome se ho goduto. Il mio mito è Fantozzi. Il re dei loser che, alla fine, vinceva sempre”. Per spiegare questo concetto che appare un po’ strano aggiunge: “Quando con gli Articolo 31 vendevamo mezzo milione di copie, un certo tipo di stampa e di tv non ci considerava. I tg storpiavano sempre il mio nome, eravamo degli ‘invisibili’ di successo. Io e Max Pezzali degli 883, per tutti, eravamo zero. Lottavamo per finire in rassegna stampa al Festivalbar, nonostante vendessimo più di tutti. Avevo il complesso del povero”. E oggi, invece, è tutto cambiato: a 41 anni è il giudice di un talent show di successo che, però, a differenza di alcuni suoi colleghi non vuole fare il gioco al massacro con i concorrenti perché come dice molto umilmente: “ma chi sono io per fare del male a qualcuno?”.

About Patrizia Gariffo

Ama scrivere e lo fa da sempre. Dopo la laurea in Lettere Classiche è diventata giornalista pubblicista e questo le ha permesso di avere diverse esperienze sia sulla stampa tradizionale che su quella online e le ha fatto apprezzare sempre di più questo lavoro. E' una persona molto riservata, non le piace mettersi in mostra, anche quando potrebbe farlo. Preferisce la sostanza all’apparenza e non sopporta gli opportunisti e chi si sente più di quello che in realtà vale.

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