Le mani dentro la città, intervista ad Andrea Tidona: “Interpreterò un boss temuto, rispettato, di un certo carisma e pieno di amore per la famiglia”

By on marzo 12, 2014
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ANDREA TIDONA, INTERVISTAAndrea Tidona sta attraversando un periodo professionalmente molto soddisfacente: dopo 25 anni di teatro e la consacrazione nel cinema avvenuta grazie alle pellicole di M. T. GiordanaI cento passi” e “La meglio gioventù”, è approdato sul piccolo schermo e sta partecipando a numerose fiction e serie tv in onda tra Rai e Mediaset proprio in questi mesi. Lo abbiamo appena visto recitare in “Braccialetti Rossi” (e con tutta probabilità farà parte anche della seconda stagione della serie), “Non è mai troppo tardi”, “Il giudice meschino”, e per la Rai tornerà a breve a lavorare al fianco di Michele Riondino, sul set di un inedito ciclo de “Il giovane Montalbano”. Inoltre, di recente è comparso ne “I segreti di Borgo Larici” e da venerdì 14 marzo lo vedremo sugli schermi di Canale 5 interpretare un nuovo personaggio, all’interno della fiction con Simona Cavallari “Le mani dentro la città”. Abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Tidona, che ha rilasciato un’intervista esclusiva al nostro blog parlando della propria quarantennale carriera e della serialità televisiva italiana, della quale è uno tra i più prolifici interpreti.

 

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Svolge la professione di attore e doppiatore da molti anni: può riassumere la sua prolifica carriera professionale ai nostri lettori?

Un pò difficile riassumere una quasi quarantennale carriera in poche righe, ma ci provo. Per i primi venticinque anni è stata una carriera quasi esclusivamente teatrale. Fatta, nei primi anni, di apprendistato, lavorando negli spettacoli di due indiscussi maestri del teatro italiano come Giorgio Strehler e Glauco Mauri. Successivamente collaborazioni con bravissimi registi, che mi hanno affidato ruoli importanti o da protagonista, permettendomi di confrontarmi con i generi più disparati basta vedere gli autori, da Shakespeare a Woody Allen, da Molière a Pirandello, da Sofocle a Chechov, da Goldoni a Wild a Show e a tantissimi autori contemporanei. Nel frattempo lavoravo anche nel doppiaggio dove a essere sincero non mi sono mai distinto granché. Nel 1999 la svolta cinematografica con “I cento passi” di M.T.Giordana  e successivamente con  “La meglio gioventù” sempre di Giordana. Da allora il mio lavoro si è svolto più che altro davanti alla macchina da presa partecipando a film, mini serie e serie televisive varie.

Cosa le piace di più del suo lavoro? E cosa invece eviterebbe volentieri?

Del mio lavoro mi piace il lavoro! Anche quando è duro e faticoso, fatto troppo in fretta, questo lavoro è stupendo e resta comunque un privilegio. Eviterei volentieri l’ambiente che circonda questo lavoro e credo, in fondo, di riuscirci abbastanza.

Questo è decisamente il suo momento: è presente in moltissime fiction e serie tv in onda in questo periodo. Si sono appena concluse “Braccialetti Rossi” e “Non è mai troppo tardi” e “Il giudice Meschino” su Rai 1, ma anche “I segreti di Borgo Larici” su Canale 5. Alla luce di queste partecipazioni, cosa si sente di dire sulla serialità televisiva italiana?

Penso che con i dovuti distinguo, rispetto agli argomenti che si trattano e il pubblico a cui ci si rivolge, meriti attenzione e rispetto. Un esempio per tutti è “Non è mai troppo tardi”. E’ quanto meno curioso che un personaggio come il maestro Manzi non interessi il cinema e venga portato sullo schermo da una fiction televisiva. In questo caso io mi sento di dire grazie!

Braccialetti rossi è stata molto seguita e ne sarà realizzata anche una seconda stagione: lei ne farà parte?

Sì, o almeno così dovrebbe essere. Fin quando non ci sono le nuove sceneggiature e non si firma…non si sa mai.

A cosa pensa sia dovuto il successo indiscutibile di questa serie?

Indubbiamente al bisogno enorme che ha il pubblico di vivere emozioni intense. Alla bravura e alla simpatia dei ragazzi e alla straordinaria capacità di Campiotti di amalgamare tutti gli elementi che hanno concorso alla realizzazione di questa bellissima serie.

Riguardo a “I Segreti di Borgo Larici” invece, si sa già se avrà un seguito? Il finale sembrerebbe implicare una nuova stagione, nonostante la qualità del prodotto però, purtroppo gli ascolti non sono stati quelli sperati…

Sì, l’idea iniziale era di continuare con una seconda stagione. Poi tutto però dipende dalle strategie della rete ovviamente. Gli ascolti non sono stati soddisfacenti è vero, o almeno al di sotto delle aspettative, ma io mi chiedo quale serie “schiacciata” ogni sera fra partite di calcio, “Le iene” e quant’altro sarebbe riuscita a fare di più.

A brevissimo la vedremo anche in “Le mani dentro la città”, in onda su Canale 5 dal 14 marzo. Può anticiparci che tipo di personaggio interpreterà e quali sono secondo lei i punti di forza di questa nuova fiction?

Il mio personaggio è il classico boss temuto, rispettato, di un certo carisma pieno di amore per la famiglia, orgoglioso dei suoi figli fino a quando sia i figli che gli adepti fanno quello che vuole lui. Diversamente diventa feroce e sanguinario come solo certi personaggi del mondo della malavita sanno essere. I punti di forza sono il lavoro di tutti noi che abbiamo concorso a realizzare le serie e il portare alla luce i legami fra ‘ndrangheta e ambienti della politica, della finanza e della sanità in un luogo che fino ad oggi si riteneva al di fuori di queste realtà e cioè Milano e la Lombardia.

A due anni di distanza dalla prima stagione ripartirà anche “Il giovane Montalbano”. Quali sorprese riserveranno le puntate in arrivo ai telespettatori?

A questa domanda posso rispondere solo con l’immaginazione in quanto ancora non abbiamo ripreso e le sceneggiature sono in via di definizione. Ma sono certo che la penna di Camilleri e degli sceneggiatori avrà creato nuove storie con retroscena del commissario inedite molto interessanti e che rincontrare i miei compagni di lavoro sarà bellissimo…e poi nella mia terra, perché io sono di Modica.

Vuole lasciare un saluto o un commento ai lettori de Lanostratv?

Sono colpito dal seguito che hanno siti come il vostro, e ringrazio tutti i vostri lettori per il calore e l’affetto che dimostrano a noi “fictionari”!

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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