Per amore del mio popolo, intervista ad Adriano Pantaleo: “Considero Don Diana un eroe contemporaneo, è importante far conoscere al pubblico la sua storia”

By on marzo 16, 2014
Per amore del mio popolo - Intervista Adriano Pantaleo

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ADRIANO PANTALEO IN ‘PER AMORE DEL MIO POPOLO’, INTERVISTA – Molti lo ricorderanno, giovanissimo, in “Io speriamo che me la cavo”, oppure al fianco di Massimo d’Apporto in  “Amico mio” – la serie Rai che negli anni ‘90 lo ha fatto entrare nel cuore degli italiani nei panni del piccolo Spillo – ma oggi Adriano Pantaleo è cresciuto e di strada nel mondo dello spettacolo ne ha fatta parecchia. Classe 1983,  è molto attivo soprattutto a teatro e con la sua compagnia Nestt ha portato in moltissime città italiane lo spettacolo “Educazione siberiana”. Ad aprile aprirà insieme ai suoi colleghi un teatro nella periferia est di Napoli, da lui definito “Un sogno che si realizza dopo quattro anni di sacrifici in un quartiere che non aveva un teatro”. Inoltre, il 18 e il 19 marzo lo vedremo in tv su Rai 1, tra i protagonisti della fiction con Alessandro Preziosi incentrata sulle eroiche gesta di Don Diana, “Per amore del mio popolo”. Sul set  “tutto napoletano” diretto da Antonio Frazzi si è creata una magica atmosfera che ha permesso di raccontare al meglio le gesta di un personaggio da molti considerato un eroe contemporaneo. Ecco cosa ci ha raccontato Adriano Pantaleo, nel corso di questa intervista esclusiva che l’attore ha rilasciato al nostro blog.

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Hai iniziato a recitare da piccolissimo: potresti riassumere le tappe principali della tua carriera?

Io speriamo che me la cavo”, il mio primo film, la mia prima grande emozioni, senza il quale non sarebbe accaduto nulla. “Amico mio” la nascita di spillo, il grande amore degli italiani. Poi il teatro, e in primis “Gomorra”,  che mi ha segnato come artista e come uomo.

Cosa ricordi dei tuoi primi passi nel mondo dello spettacolo?

La sensazione di trovarmi in un grande luna park, e al tempo stesso, di fare qualcosa di importante e di unico.

Oggi ti dividi tra tv, cinema e teatro: quale mezzo regala più soddisfazione ad un giovane attore come te?

Il teatro è sicuramente quello che mi fa scoppiare il cuore, il cinema è il primo amore, la tv un ‘amante da scoprire’.  Nel teatro però, riesco, grazie ai tempi più dilatati, a curare meglio il particolare e giocare meglio con il personaggio che interpreto.

A breve sarai in tv per la fiction su Don Diana, “Per amore del mio popolo”, che tipo di personaggio interpreterai?

“Francesco Ficucello” è un bravo ragazzo, Uno scout carismatico, un amico stretto di Don Diana. Sarà lui che darà l’input al prete per iniziare la sua personalissima guerra alla camorra.

Perché consiglieresti ai lettori di sintonizzarsi su Rai 1 il 18 e il 19 marzo?

Considero  Don Diana, come altri grandi uomini che hanno combattuto il crimine organizzato, un grande eroe contemporaneo. Vedere questo film tv, è importante per far conoscere al grande pubblico la sua storia, una storia di amore per la propria terra, una storia d’amore per il proprio popolo. E per chi già sa, ricordare Don Peppino Diana, non può che essere un motivo di orgoglio. Spero che grazie a questa fiction, Casal di Principe, smetta di essere considerato il paese del crimine organizzato e diventi per la maggior parte degli italiana la terra di Don Peppino Diana.

Come ti sei trovato a recitare su questo set? Aneddoti particolari che ricordi?

Antonio Frazzi, è un regista come pochi ho avuto il piacere di incrociare. Riesce a dirigerti con semplicità e grande consapevolezza. Un’esperienza artistica che porterò sempre con me. Alessandro Preziosi, è un grade professionista, con lui è nata una bella amicizia sul set che ci ha permesso, spero,  di averla raccontata anche tramite i nostri personaggi. Anche con il resto del cast si è creata un’atmosfera magica, anche perché non lavoravo su un set “napoletano” da molti anni.

Inoltre in teatro, stai portando in tutta Italia “Educazione Siberiana”, puoi raccontarci meglio i dettagli?

Uno spettacolo a cui tengo particolarmente, un progetto ,nato due anni fa, con Francesco di Leva e la mia compagnia Nestt. Abbiamo avuto la possibilità di portarlo in tante grandi città italiane grazie ai tre stabili che lo hanno coprodotto assieme al Nestt. Un onore aver conosciuto e aver lavorato con Nicolai Lilin con cui è nato un rapporto di grande stima lavorativa e umana.

Il 2014 cos’altro ti riserverà?

Ad aprile insieme alla mia compagnia apriremo un teatro a San Giovanni a Teduccio periferia est di Napoli, che prenderà il nome dalla mia compagnia Nestt. Un sogno che si realizza dopo quattro anni di sacrifici in un quartiere che non aveva un teatro. Un grosso sacrificio economico e fisico di tutti noi e della associazione Gioco Immagini  e parole senza la quale tutto ciò non sarebbe stato possibile neanche immaginarlo.

Consiglieresti ai più giovani di intraprendere la tua stessa strada?

Credo che oggi chi si affaccia a questo mestiere deve sapere che è fatto di infiniti sacrifici. Non è facile come sembra, come sempre di più vogliono farci credere. Bisogna dedicarsi anima e cuore, studiando e rimanendo sempre umili. Credo che solo se si è consapevoli di tutto ciò si può affrontare questa scelta di vita.

Puoi lasciare un saluto ai lettori de Lanostratv?

Un abbraccio  a tutti, vi aspetto il 18 e 19 su rai 1 con “Per amore del mio popolo”.

About Mara Guzzon

Nata nei pressi di Lodi, si è laureata in Scienze e Tecnologie della comunicazione presso lo IULM di Milano. Nella stessa città ha frequentato il Master in Giornalismo e critica musicale del CPM Centroprofessionemusica e ha iniziato ad intraprendere i primi passi nel mondo del giornalismo scrivendo e fotografando. Appassionata di musica, cinema e televisione, attualmente collabora con siti appartenenti al settore dell'intrattenimento e con una web radio.

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