Bonolis a Sanremo? “Al momento, ho altre cose da fare”

By on aprile 2, 2014
Bonolis su Sanremo

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LA LECTIO MAGISTRALIS All’Università LUISS “Guido Carli”, Paolo Bonolis ha parlato dei sessant’anni della RAI con Gubitosi, direttore generale dell’azienda televisiva di Stato, Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, Milly Carlucci, recentemente nominata commendatore dal presidente Napolitano per i meriti artistici e televisivi, Gaia Tortora e Fabrizio Frizzi. Stando a quanto riportato dall’ANSA, il mattatore di Canale 5 (fresco di sostituzione nel preserale dell’ammiraglia del Biscione) ha tenuto una sorta di lectio magistralis, catalizzando l’attenzione degli studenti.

A SANREMO? FORSE, MA NON PRESTO – Su un ritorno di Bonolis al Festival di Sanremo, Leone ha affermato: Bonolis è un fuoriclasse. Non condurrà forse quella [l’edizione, N.d.R.] del prossimo anno, ma è sicuramente tra i conduttori che ciclicamente devono tornare a salire sul palco dell’Ariston, mentre il presentatore ha commentato più direttamente: “Al momento ho altre cose da fare”. In merito ad un ritorno alle reti di Stato, l’ideatore di Avanti un altro ha chiosato:

”La vita è fatta di corsi e ricorsi storici, ma ci tengo a dire che servizio pubblico lo fai la di là dell’azienda per la quale lavori. Sono andato in RAI per quello che mi consentiva di fare in quel momento, e in Mediaset perché mi ha lasciato allora la libertà di fare altre cose”.

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UNA TELEVISIONE DA SVECCHIARE – Alla domanda se la televisione sia cambiata parecchio negli ultimi anni, la risposta di Bonolis non si è fatta attendere. La TV, infatti, sarebbe rea di non essersi sufficientemente evoluta rispetto agli esordi, quando ancora era pionieristica. Ciò avrebbe contribuito all’allontanamento delle giovani generazioni, che tendono, così, a virare verso il web. Per Gubitosi, inoltre, è necessario continuare ad occuparsi di informazione ed intrattenimento; quello che cambia (o dovrebbe cambiare) sono le modalità di rappresentazione.

IL MEDIUM-TV – C’è da dire, però, che non è tanto il mezzo fisico (lo schermo dell’elettrodomestico), quanto piuttosto il medium propriamente detto a fare la televisione. Quindi, che la si guardi “dal vero” o che se ne seguano spezzoni su internet, non cambia molto la definizione del medium televisivo. Ciò che muta è il rapporto (che diventa molto meno verticale) con quello che è il mezzo di comunicazione più diffuso al mondo e che, al momento, supera ancora la realtà internet.

About White Gold

Nato in un soleggiato mercoledì del 1990, dopo la maturità linguistica e una Laurea binazionale in Lettere, sto studiando Comunicazione e Culture dei Media. L'interesse per il mezzo televisivo è soltanto uno dei motivi che mi spinge a scrivere per questo blog, oltre a farmi intraprendere alcune esperienze nello studio di casi di comunicazione sociale alla Rai.

One Comment

  1. Rossella

    aprile 2, 2014 at 19:59

    Il televoto ha allungato di qualche anno la vita della televisione. Ad oggi serve a poco perche’ ci sono programmi che pur floppando sulle generaliste diventano dei programmi cult; il telespettatore rischia di sentirsi subalterno rispetto ai media.
    Io la penso così!

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