Come mi vorrei: Luca Tiraboschi e Barbara Serra difendono Belen

By on aprile 24, 2014
foto di belen rodriguez

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COME MI VORREI: PETIZIONE ON LINE PER CHIUDERLO. Quando c’è Belen di mezzo non si può mai star tranquilli. Ma andiamo con ordine. Il 7 Aprile, è partito su Italia1, il nuovo pomeriggio che vanta tre produzioni nuove di zecca: Vecchi bastrardi, Urban Wild e Come mi vorrei con Belen Rodriguez. La show girl argentina, tornata in tv dopo Italia’s got talent, prova quotidianamente a dare consigli di stile e seduzioni a ragazze insicure del proprio aspetto fisico. Il programma, ispirato a vari format in onda su diversi canali tematici (Real Time in primis) non sta ottenendo il successo sperato, viaggiando intorno ad una media del 3% di share. Un risultato molto basso, che potrebbe portare da qui a breve, alla chiusura definitiva. Non bastano i bassi ascolti, in quanto nei giorni scorsi è stata lanciata una petizione on line, per chiedere la chiusura del programma in quanto ritenuto maschilista. Camilla De Luca, studentessa padovana di 20 anni e promotrice dell’iniziativa, ha messo sotto accusa la prima puntata del programma, in cui Linda, una ragazzi di 21 anni dal look dark, è stata trasformata in una bambolina, “senza considerare le sue opinioni”. La petizione al momento, conta più di 32000 firme.

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COME MI VORREI: LE DICHIARAZIONI DI LUCA TIRABOSCHI. Il direttore di Italia1, Luca Tiraboschi, è intervenuto sulla questione dichiarando: “Stiamo parlando di un people show, di intrattenimento. Non credo sia compito della tv commerciale e in particolare di un programma come questo fare dell’introspezione psicologica approfondita. Inoltre quelli del programma sono consigli, se la protagonista non ci si rivede dal giorno dopo può tornare come prima!“ (fonte Il Corriere della sera). Tiraboschi inoltre rivendica la paternità di format di makeover: “I pionieri con questo genere di programmi siamo stati noi con Il brutto anatroccolo, ma ora ce ne sono di simili su Real Time, Mtv, FoxLife, e nessuno dice niente. Ma siccome qui c’è Belen scatta la polemica”.

COME MI VORREI: IL COMMENTO DI BELEN. Dal canto suo, la diretta interessata Belen Rodriguez, ha postato l’intervista del direttore su Facebook, commentando: “In Italia per cambiare una legge nessuno fa niente, invece per cercare di far chiudere un programma si raccolgono firme, quando basterebbe semplicemente cambiare canale…”. Come darle torto.

COME MI VORREI: BARBARA SERRA PROPONE DI BOICOTTARE GLI SPONSOR. Sull’argomento è intervenuta anche la giornalista Barbara Serra, che sul blog del corriere.it, si è schierata in difesa di Belen, scrivendo: “I conduttori di un programma non decidono il format, quindi Belen non c’entra, è la nostra TV ad essere maschilista“.  La giornalista ha inoltre avanzato una proposta alquanto interessante: il boicottaggio degli sponsor. “Scommetto che il Dott Tiraboschi inizierebbe a farsi un bel po’ di quella che lui chiama “introspezione psicologica approfondita” nel momento in cui le marche che pubblicizzano sul suo canale avessero un calo di vendite proprio per colpa della programmazione…” – sottolinea la Serra. La polemica è destinata a proseguire. Aggiornamenti nelle prossime settimane.

About Salvatore Petrillo

Avellino gli ha dato i natali, sotto il segno del Toro. La sua passione per la conduzione televisiva e tutto quanto fa spettacolo è nata con lui e fin da piccolo partecipa a feste, recite e saggi. All’età di 8 anni comincia lo studio del pianoforte frequentando poi il Conservatorio “D.Cimarosa” di Avellino. Laureatosi prima in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e poi in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università La Sapienza di Roma con il massimo dei voti, continua ad approfondire e conoscere meglio tutte le varie sfaccettature del mondo televisivo. Collabora con il quotidiano a tiratura regionale Corriere dell’Irpinia scrivendo di attualità, cronaca, spettacolo e con l’agenzia di organizzazione eventi ADVS di Roma. Dopo una parentesi di un anno e mezzo a Londra, dove ha cercato di rubare i trucchi del giornalismo anglosassone, torna in Italia per frequentare un corso di dizione e uso della voce e uno di conduzione televisiva presso l’Accademia 09 di Milano. In futuro sogna di farsi strada nel mondo della conduzione televisiva e dello spettacolo.

4 Comments

  1. Rossella

    aprile 24, 2014 at 18:40:54

    Mi sembra un programma come tanti! Non intendo paragonare Belen alla Loren, però penso che se, per assurdo, Sophia Loren dovesse accettare di co-condurre il festival con Conti non mancherebbero le polemiche, forse sarebbero di altra natura – della serie largo ai giovani- però non sarebbe una passeggiata. Ma credo nella buona fede di questi punti di vista, peraltro non sono un’estimatrice del programma di Belen. Che dire? Che tu sia una diva per definizione o la quintessenza del divismo di ritorno sarai, per forza di cose, fuori quadro perché suggerisci l’idea delle gerarchie. Proprio ieri sera ho rivisto un frammento di una vecchia intervista di limiti alla Loren, ad un certo punto subentra Sandra Mondaini e le immagini parlano da sole, non occorre aggiungere altro. In quell’ incontro, a mio avviso, c’è un modo di vivere, un modo di concepire la vita che fa entrare in crisi la comune idea di par condicio.

  2. marcy

    maggio 7, 2014 at 21:42:39

    Che patetici ! le petizioni dovrebbero farle per altri problemi ben più gravi di questa trasmissione dove si cambia il look per 1 giorno e poi se non piace si ritorna come prima, niente di irreparabile e ricordo a queste della petizione che sono le ragazze a chiamare la trasmissione per cambiare look Si attivassero con questo fervore per leggi da cane che ci sono in Italia

  3. Rossella

    maggio 8, 2014 at 12:53:39

    In democrazia c’è chi aderisce e chi manifesta il suo disappunto. In questo caso silenzio di chi aderisce è di gran lunga più sconcertante. L’ideale di chi manifesta finisce per apparire un’ideologia perché dall’altra parte non c’è la stessa determinazione. Secondo me il confine tra lotta e scontro si è fatto molto labile. Infondo anche quella di Gandhi si potrebbe considerare una lotta: una lotta non violenta! Mi sembra un problema culturale che potrebbe avere delle soluzioni. La cosa certa è che se non si rintracciano le cause diventa abbastanza difficile uscirne. Che dire? Potrebbe essere un problema di linguaggio e quindi contaminazioni di generi, di ambienti e di velleità del singolo. In realtà per come la vedo io è molto presuntuoso pensare di poter giocare su più fronti; invece nella nostra cultura Leonardo da Vinci sembra il ragazzo della porta accanto e anche le manifestazioni culturali o le università diventano palcoscenici in cui l’artista si sente a proprio agio. Ma è giusto sentirsi a proprio agio, per carità, dico solo che se un tuo film fattura milioni di euro o ti comporti come De Sica al GF o non prendi parte a manifestazioni in cui il gioco non vale la candela perché il gettone di presenza non è pari neanche all’1% dell’incasso del tuo ultimo film. Quando vengono meno le distanze e le proporzioni anche un salotto letterario o una manifestazione cultuale finisce apparire una gogna. Vince l’umiltà dei grandi che è l’altra faccia del politicamente corretto. Secondo me quando si passa una frontiera si devono sempre ristabilire le distanze.

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