Le Iene Show: l’altra faccia delle missioni di pace dei militari italiani

By on aprile 10, 2014
foto inchiesta le iene 10 aprile

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foto inchiesta le iene 10 aprile

IERI SERA, UNA NUOVA PUNTATA DE LE IENE SHOW. È iniziata poco più tardi delle 21.10 e si è conclusa alle 00.40, l’undicesima puntata della nuova stagione de Le Iene Show. Tanti i servizi proposti durante la lunga diretta. Immancabile il servizio politico di Filippo Roma, ancora sulla spending rewiew, ci ha reso partecipi dell’aumento dell’onorario di alcuni manager di Palazzo Chigi. Matteo Viviani, invece, ha continuato a indagare sulle proprietà curative della dieta vegana. Il servizio di punta della serata è stato senza dubbio quello di Luigi Pelazza, che è tornato ad occuparsi delle presunte torture ai militari presso la base militare italiana di White House. Dopo la puntata della scorsa settimana, Pelazza ha intervistato un altro militare, che ha addirittura mostrato dei video che testimonierebbero gli interrogatori-tortura comminati ai danni dei prigionieri.

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LE DICHIARAZIONI CHOC DELL’OSPITE DI LUIGI PELAZZA. Un’intervista davvero choccante, quella andata in onda nella puntata di ieri sera de Le Iene Show. Luigi Pelazza ha voluto andare a fondo sulla questione degli interrogatori avvenuti nel 2003 presso la base italiana di White House, in Iraq. La Iena intervista un altro militare e gli chiede conto delle presunte torture avvenute dieci anni fa in Iraq. Il militare conferma la versione già conosciuta: nella White House avvenivano degli interrogatori un po’ particolari, condotti da chi di dovere. Tutto avveniva secondo le modalità già raccontate, con i prigionieri incatenati e incappucciati. Ma questo è niente in confronto alla risposta che mai ci saremo aspettati. Coraggiosamente, Pelazza ha l’ardire di chiedere: “Chi prendeva queste persone?” – risponde il militare: “Il Sismi”. Sconosciuti i tempi della prigionia, che poteva durare poco tempo o diversi giorni, a seconda della disponibilità a parlare degli ostaggi. Il militare mostra poi un video nel quale appaiono i detenuti con i polsi costretti dalle fascette da elettricista, una benda verde sugli occhi e la testa china. A detta dell’ospite di Pelazza, i prigionieri non avevano diritto né di mangiare, né di bere. Ennesimo risvolto choccante, la specializzazione di un militare a utilizzare il metodo di tortura con elettrodi. Lasciamo all’immaginazione del lettore le conseguenze di tale tortura, ricordando semplicemente che un elettrodo è capace di scaricare un voltaggio pari a 220 volt, che equivale a mettere le dita nella presa della corrente. Un orrore senza fine che sembra chiudere il cerchio sull’attentato alla base italiana di Nassiriya e all’agente segreto Nicola Calipari.

About Martina Dessì

Nata nel 1988, in un venerdì molto speciale… Dopo la maturità scientifica, conseguita a pieni voti, ha deciso di iscriversi al corso di laurea in Chimica. Non trascura la passione per la lettura, che nutre sin da bambina, divorando enormi quantità di libri. Quasi per caso, si trova ora ad inseguire il suo sogno, che sembrava ormai sopito, scrivere…

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