Movimento 5 Stelle contro la Rai: “Renzi sovraesposto”

By on aprile 12, 2014
Movimento 5 stelle contro la presunta sovraesposizione di Renzi in RAI

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RENZI-SUPERSTAR? – Nella televisione di Stato, di Renzi si parla ogni giorno: che sia sovraesposto rispetto ad esponenti di altri partiti politici? Questo è il dubbio venuto a Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai in Parlamento. A scaldare gli animi, probabilmente, anche un’intervista di non molto tempo fa, al TG1, in l’attuale Presidente del Consiglio si era espresso, oltre che contro la Camusso, contro Grillo ed il suo partito. Fico, negli ultimi giorni, ha scritto ad Anna Maria Tarantola per lamentare la disparità di trattamento all’interno dei tg nazionali Rai tra Renzi e i 5 Stelle (Ansa). Infatti, in una nota si legge che i dati forniti dall’Osservatorio di Pavia attestano un 45,1% dello spazio televisivo assegnato a Renzi, mentre ai pentastellati è toccato il 7,2% (dati riferiti alla settimana dal 22 al 28 marzo).

POLEMICA SUL PLURALISMO NEL SERVIZIO PUBBLICO – I deputati ed i senatori dei 5 Stelle hanno presentato un esposto all’autorità garante delle comunicazioni che si riferisce ad una “vergognosa violazione del pluralismo del servizio pubblico in favore del presidente del Consiglio e dei suoi ministri”. Le affermazioni contro la Rai sarebbero addirittura di “un preoccupante servilismo nei confronti del Governo che rasenta livelli da regime”. Roberto Fico, dunque, ha domandato all’azienda televisiva di Stato i motivi della presunta sovraesposizione del Presidente del Consiglio all’interno dei programmi di informazione (seguono, dopo il salto, altre dichiarazioni).

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5 STELLE: PAR CONDICIO CERCASI – Nel comunicato, inoltre, si può leggere:

“Anche con riferimento al periodo pre-elettorale (durante il quale l’Agcom raccomanda di osservare con particolare cura l’equilibrio delle presenze dei soggetti politici) il dato della sovraesposizione è evidente specialmente tenendo conto della sola presenza televisiva del Presidente del Consiglio. Un esempio per tutti: la puntata di Porta a Porta del 13 marzo che ha visto Renzi protagonista assoluto per due ore senza contraddittorio. […] Dall’entrata in vigore della par condicio, il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto limitarsi all’informazione relativa alle funzioni istituzionali svolte e non a presenziare in tv con contenuti propagandistici”.

Su Facebook, infine, Fico ha commentato:

“Nelle ultime settimane, che coincidono con l’inizio della par condicio, abbiamo assistito a una massiccia presenza di Renzi, e dei suoi ministri, nei notiziari e nei talk show Rai.

Per quanto riguarda la Rai, nel Contratto di Servizio, che definisce, disciplina e regolamenta il servizio pubblico, si legge che pluralismo, completezza ed imparzialità devono essere garantite ai fini della qualità dell’informazione: sarebbe auspicabile non doverlo nemmeno ricordare, eppure il bisogno è tutt’oggi avvertito. Se bisogna trovare una falla al discorso di Fico, però, proviamo a limitare l’ambito della protesta ai talk show. Come si può conciliare, in quel caso, il bilanciamento della presenza dei 5 Stelle con quella di altri esponenti politici, quando è esplicitato a chiare lettere nel Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento che sarebbe opportuno “evitare la partecipazione ai talk show televisivi”? Il quesito, al momento, resta aperto.

About White Gold

Nato in un soleggiato mercoledì del 1990, dopo la maturità linguistica e una Laurea binazionale in Lettere, sto studiando Comunicazione e Culture dei Media. L'interesse per il mezzo televisivo è soltanto uno dei motivi che mi spinge a scrivere per questo blog, oltre a farmi intraprendere alcune esperienze nello studio di casi di comunicazione sociale alla Rai.

One Comment

  1. Rossella

    aprile 12, 2014 at 22:21

    Il punto di vista di Fico mi sembra condivisibile nella misura in cui Vecchioni ha portato a Sanremo un pezzo come “Chiami ancora amore” e non ha diviso il pubblico, forse neanche la critica: questo non lo ricordo!
    “Il mio canto libero” nell’immaginario collettivo è (solo) una canzone d’amore, “Chiamami ancora amore” invece appare come un testo impegnato, un lavoro di denuncia che a mio avviso racconta un punto di vista in cui non mi identifico perché è chiaro com’è chiaro che da un altro punto di vista anche “Il mio canto libero” non è solo una canzone d’amore. Se stasera non ci fosse stato Garko dalla De Filippi con ogni probabilità Raiuno avrebbe vinto la serata: mai dire mai!
    Sarebbe un dato interesante.

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