Pif: grazie agli spot, un museo dell’antimafia

By on aprile 8, 2014
Pif sulla sua collaborazione con la Tim

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PIF TESTIMONIAL PER LA TELECOM – A circa una settimana dalla partenza della nuova stagione de Il testimone, in onda in prima serata  il martedì ed in seconda serata il giovedì, Pierfrancesco Diliberto ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito al suo ruolo di testimonial per la marca di telefonia in questione. Nel corso di un intervento con alcuni studenti di Palermo, infatti, l’ex vee-jay ha dichiarato:

“Voglio fare il museo dell’ antimafia e in questo progetto Telecom si è impegnata […]. Ho ricevuto anche l’adesione della figlia di Boris Giuliano e Roberta Iannì, figlia di Carmelo, l’ albergatore palermitano che aiutò la polizia ad arrestare raffinatori di droga, facendoli infiltrare nel suo albergo come camerieri”.

(Fonte: Ansa)

Si tratterebbe, dunque, di apparizioni non fini a se stesse, e lo scopo non sarebbe solo quello di fare cassa; anzi, le intenzioni del tuttofare della tv (in senso positivo, si intende: scrive, gira e monta) sarebbero nobili e, bisogna dirlo, assolutamente in linea con il suo progetto contro la mafia, cominciato tempo fa e portato avanti in più di una puntata de Il testimone.

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“BISOGNA VENDERE L’ANTIMAFIA” – Al settimanale Oggi, inoltre, Pif si è raccontato in un’intervista in cui, a fianco del desiderio di paternità (si sarebbe dato come limite per avere figli i 42 anni, e ne manca soltanto uno al raggiungimento del traguardo) sono raccolte dichiarazioni in merito alla tematica della mafia e, più nella fattispecie, dell’antimafia.

“Le stragi del 1992 ci hanno aperto gli occhi, reso consapevoli. Ma anche a Palermo non si conoscono eroi come Rocco Chinnici o Calogero Zucchetto: siamo stati bravi a vendere la mafia; ora è il momento di cominciare a vendere l’antimafia”.

Vendere l’antimafia, per l’appunto. Completamente condivisibile ed apprezzabile il ragionamento del regista de La mafia uccide solo d’estate, per quanto, purtroppo, la mafia resti un argomento decisamente notiziabile, mentre per parlare di antimafia è necessario uno sforzo documentaristico maggiore, oltre che molto meno (fortunatamente) sensazionalistico. Ironia e pochi fronzoli sembrano comunque essere, come al solito, due dei principali motivi ricorrenti della sesta stagione de Il testimone: restiamo in attesa di vedere nuovamente l’argomento affrontato sull’ottava rete del digitale terrestre.

About White Gold

Nato in un soleggiato mercoledì del 1990, dopo la maturità linguistica e una Laurea binazionale in Lettere, sto studiando Comunicazione e Culture dei Media. L'interesse per il mezzo televisivo è soltanto uno dei motivi che mi spinge a scrivere per questo blog, oltre a farmi intraprendere alcune esperienze nello studio di casi di comunicazione sociale alla Rai.

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