Eurovision Song Contest 2014: Conchita stravince, Emma Marrone sprofonda tra i peggiori

By on maggio 11, 2014
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EUROVISION SONG CONTEST 2014: CONCHITA WURTS STRAVINCE – Se la becca tutta la vittoria, ed anche meritatamente, l’austriaca donna barbuta Conchita Wurst, rappresentante non solo del proprio paese d’origine, ma anche di tutta una catena di persone che in Europa (e non solo) combattono battaglie mediatiche e culturali per vedere riconosciuti diritti fondamentali troppo spesso violati. Non solo voce dunque, ma anche un grande messaggio di apertura culturale ampiamente apprezzato dalla moltitudine di paesi che hanno preso parte all’evento, facendole ottenere un consenso altissimo tale da sbalzarla senza intoppi al primo posto in classifica.

CONCHITA WURST VINCE L’EUROVISION: L’EUROPA HA RACCOLTO IL MESSAGGIO – Una grande apertura, forse una nuova strada per l’intera Europa, che troppo spesso si preoccupa del denaro mettendo in secondo piano la vita quotidiana dei suoi cittadini fatta anche di diversità. La dimostrazione di voglia di cambiamento verso certi aspetti culturali è arrivata non solo dal plebiscito di voti piovuti per l’Austria, ma anche ascoltando i sonori fischi lanciati di continuo alla Russia, Paese omofobo e guerrigliero per eccellenza, tristemente famoso per la sua non tolleranza verso la comunità gay. Anche l’Italia (forse inaspettatamente) ha condiviso il messaggio di emancipazione lanciato dalla Wurst, contribuendo non poco alla sua vittoria. Discorso a parte per la nostra Emma Marrone che, seppur ben immersa nel contesto Eurofestival, è sprofondata nella seconda colonna della classifica prendendo una sonora bocciatura.

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Nella Gallery le immagini di Emma Marrone e Conchita Wurst all’Eurovision Song Contest 2014

EMMA MARRONE NON CONVINCE E SCIVOLA IN FONDO ALLA CLASSIFICA – Eh già, mentre da una parte la vittoria è arrivata con tutti gli onori del caso, dall’altra parte, dalle nostre parti, ben poche sono state le nazioni che hanno credito alla Città di Emma Marrone. Ventunesima, e con una manciata di numerini a distruggere i suoi sogni di vittoria, la cantante salentina non ha soddisfatto le sue aspettative segnando il peggior risultato raccolto da quando l’Italia è tornata partecipe alla competizione internazionale. C’era da aspettarselo, è partita con molte perplessità al seguito, ma nonostante tutto la sua esibizione è stata di gran lunga migliore rispetto alle aspettative della vigilia.

EMMA MARRONE QUASI PACATA E PER NULLA VOLGARE – Forse le avranno dato un sedativo prima di scendere in campo,o forse qualche chiamata dall’alto l’avrà reindirizzata verso una strada meno nevrotica e più pacata, ma in ogni caso, questa sera, Emma Marrone, a dispetto di quanto visto nelle prove, ha davvero fatto la sua bella figura elargendo grinta ma senza uscire dalle righe. Un’esibizione che stacca nettamente da quelle viste i tre anni precedenti, col palco ricco di elementi, molta luce, ed una grafica piena che ha letteralmente incorniciato un momento musicale che, per nostra fortuna, non è sfociato nel volgare. Perché si sa, Emma Marrone non ha il fisico da dea, ne tanto meno ha l’aria suadente o femminile che invece appartiene ad altri tipi di cantanti, e vedere quelle mutande dorate (“ma so’ pantaloncini”) sfoggiate con orgoglio nel bel mezzo delle prove anche in mondovisione sarebbe stata una brutta macchia sull’invidiato stile italiano.

OTTIMA ESIBIZIONE IN PIENO STILE EUROVISION – Un pezzo dalla musicalità molto internazionale, uno dei pochi cantanti nella lingua propria del paese rappresentato, partito, come poi si è dimostrato, sfavorito secondo gli scommettitori inglesi. Una nota di merito alla Marrone va sottolineata quando si considera cosa sia d’avvero l’Eurovision Song Contest, un Festival internazionale dai più considerato al limite del trash, dove a farla da padrona è, più che la buona musica, l’impatto visivo e la trasgressione nell’esibizione. Poteva fare di peggio (il rischio era davvero dietro l’angolo), anzi, a dire il vero chiunque si aspettava strusciate in terra ai limiti del buon gusto che di certo non sarebbero state adatte alla sua fisicità, ma, per fortuna, di queste ne abbiamo vista soltanto una, forse il momento più basso di un’esibizione che comunque, nel complesso, è risultata organica e ben studiata in toto, dagli abiti, ai colori, agli effetti scenici. Peccato però che tutto questo non sia bastato… La Rai è ancora una volta salva!

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

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