Furore – Il Vento della Speranza: riassunto della prima puntata

By on maggio 15, 2014
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FURORE, IL VENTO DELLA SPERANZA – Ieri sera in prima tv assoluta è andata in onda la prima puntata (qui le anticipazioni) della fiction targata Ares, sceneggiata da Luigi Montefiori, Laura Sabatino ed Alessandro Scippa, con la regia di Alessio Inturri. La fiction ha portato la rete ammiraglia Mediaset a registrare più ascolti nella serata. La storia di passione e di coraggio, nell’Italia del dopoguerra, dove numerose persone, per cercare lavoro, lasciavano le loro terre spostandosi in altre regioni, ha totalizzato 4.704 milioni di telespettatori con uno share del 17.38%. Il cast è composto da molti attori presenti in altre produzioni Ares, oltre i protagonisti Francesco Testi e Massimiliano Morra, troviamo Cosima Coppola, Giuliana De Sio, Angela Molina, Giuseppe De Rosa, Stefano Dionisi, Martina Pinto, Tullio Solenghi e tanti altri.

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RIASSUNTO PRIMA PUNTATA – Vito Licata (Francesco Testi) e Saruzzo (Massimiliano Morra) sono due fratelli siciliani, rispettivamente il primogenito e il secondogenito, che, dopo la morte del fratello minore per una malattia cardiaca, negli anni ’50, decidono di abbandonare la Sicilia e trasferirsi al Nord, in Liguria, insieme alla madre Crocifissa (Angela Molina) e alla sorellina Rosa (Aurora Giovinazzo), in cerca di lavoro e di un futuro migliore. Si dirigono precisamente a Novi Ligure perché lì troveranno il fratello di Crocifissa, zio Mario Patanè (Giuseppe De Rosa), pronto ad aiutarli. Durante il viaggio in treno, Vito conosce Orchidea (Cosima Coppola), una prostituta che lui aiuta a sfuggire alla polizia. Lei, per ricambiare l’aiuto, gli concede un’indimenticabile notte di passione nel vagone letto del treno. Ben presto la famiglia, pur non aspettandoselo, dovrà fare i conti con una realtà ostile, carica di pregiudizi e discriminazioni nei confronti dei meridionali, che vengono tenuti a distanza dagli abitanti del posto che non perdono l’occasione per prenderli in giro.

I fratelli Licata riescono a farsi assumere dal commendator Rino Schivo (Stefano Dionisi), titolare senza scrupoli di un’impresa edile all’interno della quale i dipendenti lavorano in nero e senza nessun tipo di tutela, inoltre sposato con Sofia (Elena Russo), una napoletana trapiantata in Liguria con la madre e le due sorelle minori, Marisella (Adua Del Vesco) e Giuseppina (Clotilde Esposito). I due fratelli Licata vengono inseriti a lavorare in uno dei cantieri di Schivo, dove il loro zio è capocantiere, soprattutto grazie all’intraprendenza di Vito, che riesce a disinnescare una bomba che rischia di mandare tutto il lavoro degli operai all’aria. Una mattina Vito accompagna la piccola Rosa a scuola e tra l’imbarazzo e lo stupore scopre che la maestra Orchidea è in realtà la prostituta che ha incontrato sul treno e con la quale ha trascorso la notte, ma scopre con sorpresa che la ragazza si fa chiamare Concetta. La bella e giovane donna è la fidanzata del cugino Pietro (Antonio Grosso), con il quale presto convolerà a nozze. Ben presto lo stesso Vito scopre che Concetta tradisce il cugino con il commendator Schivo.

Mentre le due sorelle minori di Sofia vogliono conquistare i due fratelli Licata, la sorella maggiore scopre che il marito la tradisce, ma non sa con chi. Inoltre Sofia deve vedersela con Gisella (Martina Pinto), figlia di Schivo, nato dalle sue prime nozze, che non la sopporta e con la moglie del sindaco Belgrano (Tullio Solenghi), Luciana (Alessandra Martines), una donna razzista e classista. Tuttavia al cantiere di Schivo, un operaio si è infortunato e la sorella, Irma Voglino (Giuliana De Sio), lo convince a denunciare il datore di lavoro, ma il commendatore convince lo zio dei Licata ad andare a minacciare con una pistola il ragazzo, per convincerlo a ritirare la denuncia, ma con il tentativo di spaventare il ragazzo parte involontariamente un colpo e il giovane muore. Dopo l’omicidio, Schivo obbliga Concetta ad aiutarlo a far sparire il corpo dell’uomo, e la puntata si conclude con la ragazza che riesce a nascondere la pistola che ha ucciso l’operaio, e che potrebbe incastrare il commendatore.

About Paolo Mastromarino

Paolo Mastromarino (Classe 89) nato a Castellana Grotte (Bari), laureato in Scienze della comunicazione culturale e forme dello spettacolo presso l'università Lumsa di Roma, ad ora iscritto al corso di laurea magistrale in Produzione di testi e format per l'audiovisivo. Mi piace scrivere e da sempre sono appassionato di televisione, programmi televisivi e fiction, insomma mondo dello spettacolo in generale. Trovo molto interessante studiare il mondo televisivo straniero, soprattutto britannico e americano

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