Rai, sciopero e manifestazione a Roma contro il governo: “Tagli ingiusti, no alla spending review”

By on maggio 31, 2014
Sedi regionali e spending review, sciopero Rai

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RAI, SCIOPERO NAZIONALE CONTRO I TAGLI DEL GOVERNO RENZI ALLA TV PUBBLICA. Clima teso a Viale Mazzini per i provvedimenti annunciati dal governo in tema di riduzione della spesa, con la riconfermata inclusione dell’azienda radiotelevisiva di Stato tra gli enti tenuti a sottoporsi alla “cura dimagrante” della spending review targata Carlo Cottarelli. Nessun margine sembra essere rimasto per la trattativa con l’esecutivo, nemmeno dopo l’annuncio della mobilitazione da parte dei sindacati di categoria come risposta al provvedimento in arrivo. Usigrai, Snater, Libersind Conf, Slc Cgil, Fistel Cisl e Ugl telecomunicazioni hanno fissato per l’11 giugno uno sciopero, che troverà coronamento nella manifestazione a Roma contro i tagli dei trasferimenti governativi e la vendita di Raiway ai privati. Sul piede di guerra per la drastica sforbiciata ai danni della più grande industria culturale del Paese, gli organizzatori della protesta sottolineano il rischio di “incostituzionalità” delle misure licenziate da Palazzo Chigi e la preoccupazione per la perdita di posti di lavoro conseguente allo “smantellamento” dei pilastri di un ente finito nell’occhio del ciclone per gli sprechi e l’obsoleta articolazione regionale.

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RAI CONTRO GOVERNO SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMA L’11 GIUGNO. “Siamo disponibili al confronto sulla riforma della Rai” avvertono i leader sindacali nella nota stampo che annuncia le iniziative di lotta in programma per il mese di Giugno, prima di precisare a chiare lettere che “la nostra azienda non deve essere usata per fare cassa. Si profila pertanto uno scontro aperto tra politica e tv pubblica, sulla scia di quelle tensioni innescate nelle scorse settimane dalle dichiarazioni incrociate del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del commissario incaricato della spending review Carlo Cottarelli, in merito alla chiusura dei cordoni delle casse statali nei confronti dell’ente radiotelevisivo nazionale, chiamato a “contribuire al risanamento con una cifra non inferiore ai 150 milioni di euro.

11 GIUGNO, SCIOPERO DELLA RAI CONTRO LA SPENDING REVIEW DECISA DA RENZI E COTTARELLI. Un simile sacrificio, lamentano a Viale Mazzini, potrebbe compromettere in maniera irreversibile l’integrità dell’azienda, con effetti devastanti a breve termine sull’occupazione e sull’offerta culturale della televisione italiana. Il taglio previsto dall’articolo 21 del Dl Irpef, rispondono dal ministero dell’Economia, non è in discussione, mentre qualche spiraglio di confronto potrebbe venire fuori per le misure di revisione delle partecipate comprese nell’art 20 dello stesso decreto. Fuori dal polverone delle polemiche, almeno per il momento, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, pronta comunque a partecipare attivamente all’audizione del 4 giugno in Commissione di Vigilanza, anche se la temperatura non sembra destinata ad abbassarsi da qui ai prossimi giorni.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. Rossella

    maggio 31, 2014 at 15:24

    Secondo me si potrebbe considerare come una sorta di pausa di riflessione. Devo ammettere che Mediaset mi sembra molto più competitiva, mi è sembrata interessante anche la scelta di recuperare trasmissioni cult come Buona Domenica: operazione che di nostalgico sembra avere poco e nulla! Per me ha il sapore dell’approfondimento intelligente e la messa in onda –a occhio e croce- non dovrebbe costare quanto Techetecheté o L’altra. Devo ammettere che questi programmi sul colpo mi hanno entusiasmato, però alla fine le ho trovati autoreferenziali. Guardando Buona domenica posso riflettere sul “corpo delle donne”: oggettivamente i canoni sembrano diversi! Ma poi dentro quel programma leggi il senso del divenire… è un flusso inarrestabile che chiamavamo storia!

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