Servizio Pubblico, tra Santoro e Travaglio aria di rottura? Rebus sul “ticket” per la nuova edizione: pronto Belpietro

By on maggio 11, 2014
Servizio Pubblico, Michele Santoro

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SERVIZIO PUBBLICO, VOCI SUL POSSIBILE ADDIO DI TRAVAGLIO. SANTORO “TENTATO” DALLA CARTA BELPIETRO PER LA SUCCESSIONE. Novità in vista per l’organigramma del talk show politico più seguito del panorama italiano, che secondo quanto riferito da La Notizia sarebbe attraversato da una serie di tensioni interne destinate a sfociare in una piccola-grande rivoluzione. In bilico, dopo anni ed anni di proficua collaborazione sempre accompagnata da un feeling a livello personale prima ancora che professionale, potrebbe esserci la poltrona dell’editorialista Marco Travaglio, apprezzato opinion leader e insidiosa spina nel fianco di non pochi leader di partito, oggetto di impietosi affondi conditi da ironia e una buona dose di “teatralità” da consumato fustigatore dei costumi nazionali. Il pomo della discordia per la coppia di giornalisti più affiatata e assortita degli ultimi anni, seguendo la tesi proposta dal cronista parlamentare Marco Castoro, il rapporto con il Movimento 5 Stelle ed in generale l’equidistanza dagli schieramenti politici.

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MICHELE SANTORO PENSA AL DOPO-TRAVAGLIO PER IL NUOVO SERVIZIO PUBBLICO. Erano stati in molti a chiedersi, di fronte all’inasprirsi dello scontro tra l’anchorman campano e Beppe Grillo, bacchettato severamente quasi tutti i giovedì dal suo ex amico oltre che dall’ancora più duro Vauro, quali fossero i margini di “sopportazione” del vicedirettore del Fatto Quotidiano, collocato su posizioni assai meno intransigenti nei confronti del M5S e invece insofferente verso la sinistra di governo. Le differenze di opinioni sembrano marcarsi di settimana in settimana, nonostante l’apparenza di una comunanza di vedute sui grandi temi affrontati nelle varie puntate e la rigida divisione dei ruoli in studio che finora ha funzionato alla perfezione dando al programma quel “quid” in più rispetto alla concorrenza grazie anche alla grande professionalità dei suoi interpreti di punta.

SERVIZIO PUBBLICO, LE STRADE DI TRAVAGLIO E SANTORO POTREBBERO DIVIDERSI? Indizio di questo progressivo distacco del numero due del Fatto dalla linea editoriale di quella che in molti consideravano la trasmissione “antiberlusconiana” per antonomasia, lo scarso entusiasmo mostrato proprio dall’ex allievo di Montanelli per la gestione della puntata passata alla storia come “la rivincita di Berlusconi in piena campagna per le scorse elezioni politiche. L’impressione di un cedimento del conduttore rispetto alle richieste del leader del centrodestra, a poco più di 10 anni dal famoso editto bulgaro, aveva diviso lo zoccolo duro del pubblico “santoriano”, mentre emblematico finora appariva a riguardo il silenzio di Travaglio su quell’inatteso show elettorale del Cavaliere in trasferta. Da qui a ritenere cosa fatta la rottura, il passo è tutt’altro che breve: ma lo spettro di Maurizio Belpietro, direttore di Libero e abitué degli studi di Santoro, comincia ad aleggiare dalle parti di Cinecittà.

About Marco Franco

Il giornalismo come "cane da guardia" della democrazia, scrivere per diffondere idee e creare coscienza: queste sono le stelle polari che lo guidano. Studi classici, laurea in Giurisprudenza in arrivo, Marco non ha mai smesso di coltivare i suoi interessi, primo tra tutti la lettura. Libri, riviste e tanti quotidiani sempre al suo fianco, in una continua ricerca delle "verità scomode". Idealista, spesso "controcorrente" e attivo nel volontariato, ama la politica e l'informazione di antica scuola. Riccardo Iacona e Milena Gabanelli i punti di riferimento, per coraggio e professionalità dimostrati sul campo. Esperienza come web writer su diverse piattaforme e come redattore in bollettini d'informazione politica locale. Natura, sport e la musica rock le altre passioni, anzi il carburante per andare avanti!

One Comment

  1. Rossella

    maggio 11, 2014 at 12:02:13

    E’ difficile fare supposizioni sulla base di qualche voce di corridoio.
    In ogni caso questo programma mi convince sempre meno; Anno uno, poi, ricorda Amici prima maniera, ma infondo la stessa conduzione di Santoro, da un po’ di tempo a questa parte, sembra sempre meno caratterizzata da quel taglio giornalistico che faceva la differenza quando appariva antiberlusconiano.
    Non immagino un dopo Travaglio perché lui ad oggi si potrebbe considerare l’alter ego di Santoro, ma non voglio fare insinuazioni: mi riferisco all’impianto della trasmissione e non a quanto espresso: ci mancherebbe!
    Travaglio con i suoi interventi riesce a dare un’identità a quel talk! In ogni caso senza Travaglio il programma avrebbe molte più chance di sbancare l’auditel… ho notato che nella televisione di oggi più la conduzione si fa debole più il gradimento aumenta, penso ad Amici di Maria De Filippi; ebbene il programma ha risentito della mancanza di Emma, evidentemente il carattere della cantante salentina abbassava di un tono la gravità della conduzione.
    Adesso la conduzione sembra più “forte” e siccome la stagione di Baudo si è conclusa da un pezzo, il pubblico fatica a digerire il linguaggio tradizionale: preferisce il linguaggio della postmodernità, ma non mi sembra una buona ragione per inaugurare la stagione del “polireality”, un genere che si rivelerebbe congeniale a dare un’identità all’antipolitica. I collegamenti dalla casa o dalla cueva non hanno né capo né coda, si tratta di talk in cui non si viene mai a capo di nulla.
    Di Anno uno non mi è piaciuta la retorica del cerchio e l’idea del club – #stocon…- quindi il cerchio come seduta e come momento creativo, ma anche l’idea di rappresentanza. Mi è sembrato tutto molto gonfio di retorica e non sono riuscita a isolare la differenza tra senso civico e impegno politico.

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