The Voice of Italy: Suor Cristina e il padre nostro in diretta che desta perplessità. E se la musica non è una priorità…

By on giugno 6, 2014
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text-align: center”>suor cristina vince the voice of italy con il padre nostro in diretta

THE VOICE OF ITALY, UNA FINALE SENZA COLPI DI SCENA DAGLI ESITI SCONTATI – Finale dagli esiti a dir poco scontati quella andata in onda ieri sera per The Voice of Italy 2puntata che finalmente mette fine alla lunga e discussa “bagarre suor Cristina” che ormai da lungo tempo teneva banco con vittorie scontate e non sempre meritate, con polemiche da ogni dove ed un J-Ax avvocato sempre pronto a controbattere l’accusa. Un finale previsto e prevedibile in ogni sua parte a partire dalla twit-vendetta di Noemi verso J-Ax, con una Giorgia Pino sfavorita al televoto ed uscita come quarta classificata, un Tommaso Pini piazzatosi al terzo posto ed un acutissimo Giacomo Voli che, piazzandosi secondo, ha di fatto vinto l’edizione considerando che il primo posto era già stato determinato dai tempi delle Blind. Inutile a dirsi, suor Cristina conquista il gradino più alto del podio con un discreto 62% di preferenze, risultato meno plebiscitario del 70% ottenuto contro Dylan Magon ma pur sempre utile a spazzare via la concorrenza del momento.

UN PADRE NOSTRO FUORI LUOGO PER UN FINALE DI PUNTATA CHE NON HA CONVINTO – Tralasciando per un attimo il fattore vittoria, che comunque ha destato forti perplessità nel mondo del web (Twitter in primis, anche se era tutto in mano al televoto e quindi ribaltabile in base ai voleri di ognuno), la cosa che più di altre ha lasciato perplesso lo spettatore è stato quel padre nostro recitato (o imposto) a mo’ di discorso pos-vittoria che poco è stato digerito non solo dalla gente a casa, ma anche dai soggetti presenti lì sul palco di fianco a lei. Un finale a dir poco fuori luogo, cafonesco, che ha spinto un programma televisivo votato alla musica ad estremizzare l’evidente lato religioso della suora in un’autentica propaganda cattolica gratuita, in barba alla presunta laicità di uno Stato libero da religioni di cui la Rai è istituzionalmente rappresentante mediatica .

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Nella Gallery le immagini della vittoria di Suor Cristina Scuccia a The Voice of Italy

SUOR CRISTINA VALUTA LE SUE VERE PRIORITÀ, MA INTANTO PORTA A CASA UN CONTRATTO DA SOGNO – Inoltre, ieri sera la suora al momento più popolare d’Italia o, se vogliamo, del mondo, ha lasciato sbigottiti buona parte del pubblico fedele al talent show con alcune frasi che magari nelle intenzioni volevano giocare a suo favore, ma che a conti fatti hanno contribuito a far emergere di lei un lato poco rispettoso nei confronti di chi fa musica seriamente, compagni di squadra compresi. Con l’infelice uscita del “Dopo tornerò alle mie priorità” ha di fatti reso pubblica la sua idea di talent come gioco passeggero che però le è valso un contratto discografico con una grande casa di produzione, ponendo di fatti la sua presenza da cantante in secondo piano rispetto alle sue vocazioni religiose nello stesso istante in cui sapeva con certezza che,da lì a pochi istanti, il sogno di migliaia di ragazzi che fanno musica per vivere sarebbe finito dritto nelle sue mani. Insomma, pura filosofia cattolica, “siate poveri che noi abbiamo lo Ior“.

PEZZO FACILE PER LA METEORA SUOR CRISTINA – Avrà anche un forte popolarità alle spalle e a guardarla susciterà anche una certa simpatia in chi le sta difronte, ma di tanto in tanto, prima di presentarsi ad un pubblico così vasto come quello che ha ricercato lei, le priorità personali sarebbero da ricercare un attimino prima di gettarsi nel mezzo di un calderone così profondo. Il suo pezzo d’esordio, Lungo La Riva, scritto da una personalità autorevole quale è Neffa, già si colloca nelle hit estive da ballare in spiaggia o negli oratori ed è perfetta per far divertire i bambini grazie al suo stile spensierato e coinvolgente, ma già conferma l’idea che di questa suora continueremo a sentir parlare ancora per poco, un autentico pezzo facile da meteore di passaggio. E se una star mondiale si stava cercando per The Voice of Italy eccola che finalmente la si è trovata, ma se la ricerca puntava ad una voce che facesse storia beh, in questo caso l’obiettivo non è stato centrato. VaticanItalia colpisce e affonda.

About Vito Tricarico

Nato nel cuore del sud nel 1993, diplomato da non molto come Tecnico della Gestione Aziendale. Curioso osservatore con la voglia di costruirsi ogni cosa con le proprie mani, dedica il proprio tempo a dilettarsi nella scrittura, nel disegno e dare seconda vita ad oggetti comuni.

One Comment

  1. Rossella

    giugno 8, 2014 at 10:44

    Sarebbe stato fuori luogo in un’altra Italia, spesso e volentieri artisti e intellettuali scelgono la piazza per dare vita alle loro performance o comunque li scelgono come spazi espositivi. Il linguaggio dei media sembra andare nella medesima direzione, penso a Un medico in famiglia. Che dire? Non si possono usare due pesi e due misure!
    Comunque capisco chi s’indigna perché io nel mio piccolo quando so che una strada diventa museo per un tot di tempo cambio strada, cerco un percorso alternativo; ma è una questione di principio: mi ritengo una persona molto tollerante! Però mi indigna l’indifferenza davanti a chi manifesta perché magari vive vicino ad una discarica e in quel caso non sempre c’è la stesa apertura, invece i flash mob e le varie letture in piazza sembrano manifestazioni del genio e della civiltà di un paese.
    Ricordo che qualche anno fa anche i tg nazionali parlarono di una manifestazione che si era tenuta vicino casa mia e il disagio di chi aspettava il treno sembrava più grave del problema che viveva la gente in quei posti. Magari si trattò di una mia impressione, però che dire? Ebbi questa sensazione!

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