Vasco Rossi si confessa a Vanity Fair: “La giustizia è nelle mani della malavita”

By on giugno 24, 2014
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IL BLASCO SENZA FRENI SULL’ITALIA E LE ISTITUZIONI. Mancano poche ore all’inizio dell’attesissimo tour di Vasco Rossi, Live Kom 014. Da domani il Blasco cercherà di riscrivere la storia, ricordando quel 10 luglio del 1990 a San Siro, data davvero memorabile e preludio alla stagione degli stadi presidiata da un artista italiano. Sono passati 24 anni: saranno sette i concerti, 3 a Roma e 4 a Milano, con i quali Vasco potrà dimostrare ancora la leggerezza dei suoi 62 anni, proprio alla vigilia della nascita del suo primo nipotino. Un nonno sprint, Vasco, che solo tre anni fa rischiò di morire per un’infezione. Il terrore della malattia e la consapevolezza della morte lo hanno persino portato a sposare la sua storica compagna Laura Schmidt, anche se confessa di non portare la fede e di essere anellofobico. All’origine di questa paura sembra esservi un racconto del padre, che Vasco ricorda insieme a Vanity Fair:

È vero. Colpa di un racconto che mi fece mio padre quando ero piccolo. Mi disse che un tizio si era strappato un dito saltando giù da un camion perché l’anello era rimasto impigliato da qualche parte. Ma, comunque, la fede la porto sempre con me in una borsina, è il mio portafortuna.

Un portafortuna che è valso, probabilmente, 3 milioni e 800mila fan su Facebook e quasi 518mila followers su Twitter. Numeri che potrebbero metterlo a capo del partito del Komandante, del quale, ironicamente, non vuole proprio sapere.

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VASCO ROSSI PARLA DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA. Parole d’elogio per il premier Matteo Renzi, un giovane che sta cercando di dare una sterzata. Ciononostante, il Blasco sembra avere qualche remora proprio in ciò che riguarda la giustizia in Italia:

I processi sono troppo lenti. Un Paese dove la giustizia non funziona è nelle mani della malavita. Sa che c’è? Che la politica o la fai o stai zitto, perché è lo stesso che discutere di calcio davanti alla Tv: non serve a niente, visto che l’allenatore non siamo né io né lei.

Vasco Rossi si scaglia poi contro l’armata dei dissidenti della rete che, a detta sua, si sentirebbero autorizzati a scrivere ogni genere di offesa, purché resti nell’anonimato. Uno sguardo soprattutto alle sue esperienze passate, da tossico “indipendente”, come lui stesso ama definirsi:

Drogato lo ero vent’anni fa, se lo ero, perché sono sempre stato un tossico indipendente, nel senso che l’eroina non l’ho mai toccata. Diciamo che ho fatto le mie esperienze, non me ne vanto, ma neanche me ne vergogno.

Ancora una lezione di vita da Vasco, quindi, che ha sempre avuto il merito (o il demerito) di portare il suo essere sul palco. Ne avuto tanti contro (e tanti ancora ne avrà), ma ne ha avuti altrettanti a favore. In un numero che sarà davvero difficile eguagliare.

About Martina Dessì

Nata nel 1988, in un venerdì molto speciale… Dopo la maturità scientifica, conseguita a pieni voti, ha deciso di iscriversi al corso di laurea in Chimica. Non trascura la passione per la lettura, che nutre sin da bambina, divorando enormi quantità di libri. Quasi per caso, si trova ora ad inseguire il suo sogno, che sembrava ormai sopito, scrivere…

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