Robin Williams: l’attore non aveva progettato di morire, cause di un atto estremo

By on agosto 19, 2014

A pochi giorni dalla notizia della morte dell’attore americano Robin Williams sembrano arrivare certezze sulle dinamiche dell’accaduto, una morte  così imprevedibile da risultare scioccante per il mondo intero, imprevedibile come il gesto compiuto dall’attore, perché è di questo che si parla, di suicidio, l’ennesimo nel mondo dello spettacolo, e che lascia tanti punti interrogativi nel pubblico.

L’attore era da tempo malato, soffriva di depressione, condizione accertata e testimoniata dai vari ricoveri subiti per combattere l’alcolismo, tutte conseguenze di un malessere fisico e mentale ancora più forte, sfociato, come nelle storie più intricate, nel gesto più estremo del suicidio.

Suicidio avvenuto per impiccagione, stando alle testimonianze della polizia, l’attore sarebbe stato trovato con una cintura stretta attorno al collo nella sua abitazione in California, nella baia di San Francisco. Oltre la malattia ad affliggere l’attore erano le delusioni professionali ed economiche, avrebbe infatti dovuto prendere parte come protagonista ad uno show televisivo.

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La morte per suicidio di Robin Williams ha destato stupore e perplessità nel pubblico e nella famiglia dell’attore, e ancora di più in base alle ultime dichiarazioni che lo riguardano, in particolare quelle Robert Schneider,  un amico con il quale l’attore avrebbe parlato il giorno precedente al fatale gesto. L’interlocutore di Robin Williams riferisce che l’attore fosse spesso infelice soprattutto negli ultimi tempi, ma nel momento della conversazione non sembrava  avere atteggiamenti insoliti che destassero sospetti.

Schneider attribuisce le cause del suicidio all’assunzione dei medicinali per contrastare il morbo di Parkinson che lo affliggeva ormai da tempo, malattia di cui però non voleva parlare. Non ci sarebbe quindi premeditazione nel gesto dell’attore Robin Williams. “Non capiremo mai come una persona amata come lui non sia riuscita a trovare la forza per restare”, queste sono le parole dei figli Zak, Cody e Zelda, parole dolci ma anche intrise di rabbia.

Secondo l’Istituto di Nazionale di Salute Mentale in America, i soggetti che sono affetti dal Morbo di Parkynson in concomitanza con uno stato di depressione sono quelli che soffrono maggiormente di ansia e di disturbi della concentrazione rispetto ai soggetti che presentano una sola delle due patologie. Queste malattie purtroppo hanno avuto la meglio, e hanno tolto il sorriso anche a colui che dentro e fuori i panni di Hunter “Patch” Adams lo regalava agli altri.

About Cristoforo Zambrano

Nato a Salerno il 17 Settembre 1990. Diplomato nel 2009 al Liceo Scientifico G. Da Procida di Salerno. Studente DaViMuS all'Università di Salerno in procinto di laurearsi, appassionato di musica, cinema, teatro e televisione, fermo sostenitore delle serie tv che mettono insieme tutti questi rami. Dalla vena critica molto accentuata.

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