DiMartedì di Giovanni Floris è la copia conforme di Ballarò: meno male che c’è Maurizio Crozza

By on settembre 16, 2014

Nulla di nuovo sul fronte La7: diciamolo subito, diMartedì di Giovanni Floris è la copia conforme di Ballarò. Poca fantasia e zero innovazione nel nuovo (si fa per dire) talk show del giornalista che ha debuttato martedì 16 settembre su La7, in contemporanea con l’esordio su Rai3 della prima edizione di Ballarò targata Massimo Giannini.

Almeno l’ex vicedirettore di Repubblica ci ha provato a sparigliare le carte: stesso studio in Via Teulada e stessa scenografia, ma nuova sigla firmata Ivano Fossati e ribaltamento della forumala usata da Floris nell’ultimo anno, ovvero prima l’intervista all’ospite di turno e poi il dibattito. E che ospite! Giannini ha intervistato Romani Prodi, un gran colpo averlo riportato in tv dopo gli eventi dell’ultimo anno, dal tradimento dei 101 nelle votazioni per il Quirinale al semestre europeo a guida italiana.

Su La7 si replica invece la stessa formula di Ballarò, a partire dalla copertina di Maurizio Crozza, che però da sola vale la puntata. Interessante la scenografia, che a tratti ricorda quella di Servizio Pubblico, ma la prossemica è praticamente identica a quella dello storico talk di Rai3: stesse sedie, stessa disposizione degli ospiti e perfino Floris che va avanti e indietro tra le due file tra una domanda e l’altra.

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Il programma resta uguale anche nella scrittura, col classico dibattito tra gli ospiti e lo stesso taglio dei servizi tradizionali di Ballarò (quello introduttivo, quello dedicato alla satira della rete col ricorso a vecchi spezzoni degli show di Corrado Guzzanti, quello di taglio economico e così via), d’altronde la squadra di giornalisti è traslocata in blocco su La7. Ricordano il format di Rai3 perfino la grafica e i temi musicali in sottofondo. A proposito, audio pessimo per l’intera serata, con qualche microfono aperto che genera un fruscio insopportabile, come fanno notare in tanti sui social.

Promosso a pieni voti solo Maurizio Crozza con la sua introduzione che in realtà è una pillola di Crozza nel paese delle meraviglie, in attesa del ritorno dello show da venerdì 3 ottobre. Sempre esilarante la copertina del comico genovese, a partire dall'”annuncite” di Renzi e il suo “passo dopo passo”, con tanto di riferimento alla vendetta nei confronti di Floris dopo il famoso attrito in diretta a Ballarò (“Senza aspettare mille giorni, ti ho fatto fuori dalla Rai in 20 minuti” dice Crozza-Renzi in apertura della puntata). Per poi passare all’ironia sull’overdose di talk in onda su La7 e la scarsa fantasia dei titoli dei programmi di Floris (“Hai trovato l’unico nome che riesce a far dire Ballarò! Da diciannoEquaranta a diMartedì… ma toglimi una curiosità, i tuoi figli come li hai chiamati? ‘Quello nato a marzo’ e ‘quello più piccolo di quello di prima’?). E poi l’inglese di Marchionne e l’imitazione nuova di zecca del segretario della Fiom Maurizio Landini, accompagnata da quella della leader Cgil Susanna Camusso.

Se il derby satirico Benigni contro Crozza apre le due serate di Rai3 e La7, dopo l’intervista di Giannini a Romani Prodi sembra di vedere lo stesso programma su entrambe le reti. Nemmeno la parte dell’intervista al presidente del Senato Piero Grasso e al segretario generale della Cei monsignor Galantino, o quella ad Eugenio Scalfari che fanno da inframezzo al dibattito, riesce a rappresentare un elemento di novità per diMartedì. E qualcuno ironizza su Twitter: “Aiuto, vedo doppio, Ballarò è di martedì!!!“.

Si ripete dunque lo schema già visto in altri casi: come Salvo Sottile col suo Linea Gialla, non troppo dissimile da Quarto Grado, anche diMartedì è una versione in salsa La7 del format di partenza del conduttore. Qui il problema è che con quello che ha pagato Floris (4 milioni di euro per tre anni, con talk show e striscia quotidiana su La7), Urbano Cairo non può permettersi un flop. E poi, se il programma non ingranasse, come si fa a spostarlo in palinsesto con quel nome?

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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