Michele Santoro annuncia l’ultima stagione di Servizio Pubblico: “Troppi talk show, dal 2015 un nuovo viaggio”

By on settembre 24, 2014

L’overdose da talk show comincia a dare i suoi effetti e si riverbera su uno dei prodotti migliori dell’approfondimento in tv: Michele Santoro annuncia l’addio a Servizio Pubblico, o meglio l’ultima stagione del programma per come lo conosciamo. Giovedì 25 settembre parte la nuova edizione in prima serata su La7, la rete che più di tutte in questi anni ha contribuito ad innalzare l’offerta di talk show a carattere politico e che ora per prima ne subisce la crisi (basti pensare agli ascolti di Giovanni Floris).

Michele Santoro spiega le ragioni che lo porteranno ad archiviare quest’esperienza in un lungo e accorato post su Facebook, apparso sulla pagina ufficiale di Servizio Pubblico: “sarà l’ultima stagione” annuncia lapidario il giornalista campano, perché quella che definisce “overdose” da talk show è la conferma della “stanchezza di un genere” che ormai ha decretato “una specie di nausea” nel pubblico “e un vero e proprio rigetto“.

Non usa mezzi termini Michele Santoro, che pure fino a un anno fa difendeva ancora la validità dei talk show come strumento importante in un panorama televisivo ormai dominato dalla politica. Oggi spiega apertamente di “non condividere” affatto la strategia editoriale di “riempire all’inverosimile la programmazione di trasmissioni d’approfondimento“. Un riferimento evidente al palinsesto ormai troppo affollato di programmi tutti uguali di La7.

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Non a caso il post di Michele Santoro si intitola “Troppi talk? Decidete voi“. Alla vigilia di una nuova e decisiva stagione televisiva, dalla quale deriveranno le “scelte future” del conduttore di Servizio Pubblico, ecco l’appello ai telespettatori per provare a capire in che direzione andare. Quei telespettatori che in parte hanno sostenuto il costo dell’avventura indipendente di Santoro versando un contributo volontario perché il programma fosse realizzato e diffuso in multipiattaforma.

Per questo il giornalista si rivolge direttamente a loro, ricordando che senza quel supporto “Servizio Pubblico non sarebbe mai nato“. Un’esperienza profondamente “esaltante“, così Santoro definisce questo insolito esperimento che “per la prima volta nella storia della televisione” ha portato “una produzione indipendente (…) a fare a meno delle grandi reti generaliste“, fino a fare di La7 uan competitor credibile alla pari con le grandi emittenti tv. Con “una certa fierezza” Michele Santoro difende la sua Zerostudio’s S.r.l., “un’azienda sana, dove tutti lavorano con contratti dignitosi“, nata per autoprodurre un programma di approfondimento che il pubblico ha dimostrato di voler seguire. Fino all’annuncio della drastica decisione.

Voi sapete che io ho sempre sentito la necessità di battere strade nuove e per questo motivo ho deciso che questa sarà l’ultima stagione di Servizio Pubblico. Ho varato il progetto di Announo, che Giulia Innocenzi ha condotto al successo, e che riprenderà presto il suo cammino, per far comprendere a tutti la mia voglia di novità.

Se il dibattito sulla crisi del talk è sintomo di un più grave “impoverimento progressivo della tv” e più in generale “della nostra democrazia“, Santoro decide di scompaginare il quadro ancora una volta: quando il potenziale dei talk era al massimo storico ha deciso di tentare l’avventura da indipendente, ora che le cose sono cambiate, di fronte a “un calo della domanda del pubblico” cui corrisponde “un’incredibile moltiplicazione dell’offerta“, anticipa l’inevitabile decidendo di sperimentare ancora una volta.

Santoro ricorda le battaglie contro la censura all’epoca dell’editto bulgaro berlusconiano, segno di una vivacità culturale che sembra sparita di fronte agli attacchi all’informazione di Grillo o di Renzi. Un grosso errore, sottolinea il giornalista, perchè a tutti i politici, indistintamente, andrebbe “proibito di fare qualunque affermazione che limiti la libertà di pensiero e di informazione“.

Con l’orgoglio di chi ha portato in prima serata l’approfondimento su Tangentopoli, la crisi della Prima Repubblica, la trattativa Stato-Mafia, i processi di Berlusconi, i nuovi movimenti politici dalla Lega a Grillo, le battaglie contro l’austerity montiana, Santoro esprime la profonda consapevolezza che senza le sue trasmissioni sarebbero mancati ampi squarci su alcuni dei temi più controversi dell’ultimo ventennio. Ma nello stallo attuale tocca ancora una volta reinventarsi e cercare formule nuove per raccontare i fatti. Per farlo Santoro si affida al pubblico e lancia un appello.

Spetta a voi fare la selezione, cambiare canale, far sparire le imitazioni senza identità. Vi chiedo di seguirci attivamente, di criticarci severamente, di reagire alla nausea. La lunga avventura politica e culturale che ha assorbito la mia vita e quella di tanti miei collaboratori non sarebbe esistita senza di voi, senza il pubblico.

Lo studio di Servizio Pubblico sarà la metafora di questo cambiamento: l’immagine delle sedie ribaltate di Pina Bausch è il concept usato per la scenografia della nuova edizione, una metafora per provare a “frantumare il salotto televisivo” e “cambiare le modalità e il ritmo della nostra narrazione“. Santoro assicura che ce la metterà tutta, ma ha già deciso che “l’anno prossimo, cominceremo insieme un nuovo viaggio“. Non è chiaro se si tratti semplicemente della riproposizione di AnnoUno con Giulia Innocenzi, già previsto nel palinsesto 2014/2015 di La7, o di un genere del tutto nuovo come la docufiction o i reportage in prima serata, già sperimentati con Servizio Pubblico Più lo scorso anno con un discreto successo di pubblico.

Intanto però, si torna in onda. Per dirla alla Santoro, Servizio Pubblico può cominciare. E visto che  “il futuro si costruisce con il presente“, l’appuntamento è da giovedì 25 settembre in prima serata su La7.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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