Piazzapulita: l’auditel non premia, ma l’ottima lezione di giornalismo di Corrado Formigli conquista la rete

By on settembre 16, 2014

Diciamolo subito: con la prima puntata di Piazzapulita lunedì 15 settembre, su La7 è andata in onda una grande lezione di giornalismo, un ottimo esempio di cosa vuol dire fare servizio pubblico. Il debutto della nuova stagione del talk show, che è parso profondamente rinnovato rispetto al classico dibattito tra politici e giornalisti, è il segno che esiste una nuova strada per i programmi di approfondimento.

Si può fare: questo è il messaggio della prima puntata di Piazzapulita dal titolo Sangue Nostrum. Si può fare un talk che metta in primo piano l’informazione in senso stretto, si può portare il reportage in prima serata, si può e si deve approfondire le vicende più scottanti andando a documentare sul campo ciò che succede a pochi passi da noi. Si può parlare di Isis senza fare demagogia, si può portare l’Islam in televisione ascoltando le voci dei musulmani. Si può capire, analizzare, approfondire quella che Papa Fancesco ha definito “la Terza Guerra Mondiale” sparsa in diversi angoli del mondo.

Per l’esordio della nuova stagione di Piazzapulita, quasi 4 ore di trasmissione in diretta, Corrado Formigli è tornato nelle vesti di inviato e il suo reportage dall’Iraq e dal Kurdistan è un piccolo gioiello documentaristico.

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Dal racconto dell’inadeguatezza dei Peshmerga curdi di fronte al potente e ricco esercito dei tagliateste dell’Isis alla testimonianza di una mamma col suo bambino stuprata e imprigionata per la sua appartenenza ad una minoranza religiosa, quello di Formigli è una lezione di buon giornalismo in piena regola. Intenso e straziante anche il reportage di Francesca Mannocchi dalla Libia, con le immagini e le testimonianze dei profughi eritrei e somali imprigionati in gabbie come animali prima della partenza con i barconi verso le coste italiane.

Il dibattito in studio è sempre stata la parte qualitativamente meno forte di Piazzapulita, ma questa volta anche la discussione tra gli ospiti (tra cui Massimo Cacciari, Matteo Salvini e Khalid Chauoki) si fa tremendamente seria di fronte al racconto preciso e drammatico che emerge dai reportage.

D’altronde l’obiettivo era proprio questo, tornare a raccontare la realtà uscendo dalla gabbia autoreferenziale che ha improgionato i talk e i loro conduttori negli ultimi anni. “Fare un patto di serietà col pubblico” è l’intento dichiarato alla vigilia da Corrado Formigli al Fatto Quotidiano:

Parlare di cose che abbiamo visto con i nostri occhi, raccontare cosa sta succedendo in Iraq e qual è la posta in gioco essendo andati con le nostre troupe anche in Libia. Penso che sia sano tornare a sporcarsi di sabbia le scarpe.

Formigli e i suoi inviati lo hanno fatto. E pazienza se l’auditel inspiegabilmente non ha premiato (945 mila telespettatori ed il 4,59 per cento di share per la puntata, che ha subito la concorrenza tra gli altri de Il commissario Montalbano, Squadra Antimafia e Pechino Express): la prima puntata del settembre 2013 fece registrare il 5,70% di share media con oltre 1,1 milioni di telespettatori. “L’ascolto per una volta lo metto in secondo piano” aveva detto orgogliosmente il conduttore prima del ritorno in tv. Un chissenefrega doveroso e sacrosanto, soprattutto alla luce della bella serata di informazione che ne è venuta fuori.

Piazzapulita ha comunque conquistato letteralmente la rete: con l’hashtag #Piazzapulita sono stati generati centinaia di messaggi di complimenti per l’ottimo servizio reso con la prima puntata, promossa a pieni voti. La dimostrazione che il talk non è morto o che comunque lo si può risuscitare ritrovando il senso più puro del diritto all’informazione, la funzione primaria del giornalismo, raccontare i fatti e fornire gli strumenti per comprenderli. “La crisi dei talk ha fatto bene a Piazzapulita. Evviva” ha commentato il critico tv e giornalista de L’Espresso Riccardo Bocca. Ci uniamo alla sua esultanza, con i complimenti per la redazione di Piazzapulita: è riuscita in quello che sembrava un miracolo.

About ClaudiaGagliardi

Nata a Pompei nel 1987, si è laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul pluralismo e l'indipendenza dell'informazione e sta per specializzarsi in Comunicazione istituzionale. Oggi si occupa delle pagine di attualità del portale Excite.it. Appassionata di giornalismo e di politica, segue con attenzione il mondo della televisione, spesso con occhio critico, soprattutto sul versante della qualità dell'informazione. Divoratrice di programmi di approfondimento e di satira, ma anche di serie tv ("Friends" e "Lost" su tutte) e di cinema, insegue il sogno di diventare giornalista professionista.

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