Domenica In, Kilimangiaro e Quelli Che: Domenica Live batte tutti tranne L’Arena

By on ottobre 20, 2014
foto conduttori domenica

E’ una delle sfide televisive più interessanti e avvincenti, quella della domenica, che si batte a colpi di esclusive, populismo, trash, comicità più o meno riuscita, documentari e quant’altro. Tra i contenitori storici, quelli targati Rai, che da anni allietano il giorno festivo degli italiani ne è spuntato poi uno targato Mediaset, si doveva trovare infatti una soluzione alla questione ascolti in un giorno comunque sia importante.

Domenica In, Kilimangiaro e Quelli Che: Domenica Live batte tutti tranne L’Arena. Una missione riuscita, quella di raggiungere risultati minimi con budget ridotto, che è andata anche oltre il proprio fine, arrivando quindi a battere la spietata concorrenza e imponendosi nel corso delle stagioni.

La gara tra Domenica In, Kilimangiaro e Quelli Che vede Domenica Live battere tutti tranne L’Arena. Il discorso si fa più ampio, notando un calo importante degli ascolti che, talvolta è evidente anche solo di anno in anno. Tutto ciò porterà ad un inevitabile, comunque già avvenuto, svilimento dell’offerta?

foto_giletti_arena

Veniamo allora agli ascolti di ieri, domenica 19 ottobre, partendo dalle reti cadette: Rai2 e Rai3. Quelli Che Aspettano, con Nicola Savino, registra 976.000 telespettatori che in Quelli Che Il Calcio diventano 1.134.000. Lo share è stato del 6.09% nell’anteprima e poi del 8.50%. I dati del programma di intrattenimento e teoricamente calcistico rimangono in linea con la media della precedente edizione e con quelle condotte da Victoria Cabello. Il cambio di conduzione non ha migliorato la formula che doveva integrare maggiormente lo sport nazionale e l’auditel non ha registrato miglioramenti. Nota positiva, la stabilità, per un programma che negli anni ha perso molti affezionati.

Kilimangiaro vive un grande cambiamento: dal 1998 è sempre stato condotto da Licia Colò, che a La Vita In Diretta è stata intervistata sulla questione, mentre quest’anno per la prima volta al timone c’è Camila Raznovich. La differenza c’è e si vede nello share. Solo il 3.26% per Il Borgo Dei Borghi, risultato disastroso, con 493.000 spettatori, e il 4.77% con 625.000 interessati alla sezione Ci Divertiremo un Mondo. In calo rispetto a domenica scorsa (4.28%-5.54% e 644.000-741.000 curiosi) ma soprattutto rispetto alla passata edizione con la Colò (927.000 affezionati per uno share del 6.85%), nonostante fosse iniziata la crisi di identità del format che l’ha portata ad essere esclusa.

Quindi sfida delle sfide con Giletti che, con L’Arena, registra nella prima parte ben 3.353.000 telespettatori e uno share del 20.94% e il segmento Protagonisti crolla a picco con 1.988.000 spettatori e il 14.36% che calano a 1.517.000 (11.91%) per la Domenica In di Paola Perego e Pino Insegno. Se il padrone di casa della fascia post-prandiale festiva di Rai 1 si vanta di raggiungere i 4 milioni, buon per lui, ma non è più così. Nonostante il calo naturale negli anni, rimane comunque leader assoluto a differenza dello storico Domenica In che, se con la Cuccarini riusciva a battere la concorrenza, con Venier prima e Perego ora, non più. Certo settimana scorsa ci fu la vittoria su Canale 5, ma per nemmeno un punto di share in totale.

Passiamo dunque a Barbara d’Urso che si porta a casa un 2-1 contro l’acerrima nemica ma è ancora lontana da Giletti. Si scontra con lui nella parte Attualità e registra un misero 12.37% di share con 1.902.000 telespettatori, nel segmento successivo si scontra in parte ancora con L’Arena, ma in Protagonisti, e subito dopo inizia Domenica In, raggiungendo 2.061.000 spettatori per il 15.83% che diventano, in Domenica Live prima parte, con l’intervista a Matteo Renzi, 2.351.000 (19.18%) e nella seconda 2.006.000 (15.04%). Barbarella travolge tutti, seguita da tanti italiani che sembrano adorarla. Lontani gli ascolti di Domenica Cinque e Buona Domenica ma a quanto pare sufficienti per Mediaset che l’ha riconfermata.

About Manuel Lardelli

Nato nel 1996, giovane aspirante giornalista, frequenta il quinto anno del liceo linguistico. Le sue passioni sono la musica e la televisione; ama infatti Madonna e Kylie Minogue e si diletta a scrivere riguardo a ciò che succede davanti e dietro le quinte del piccolo schermo. Sogna una vita fatta di scadenze, corse, orari incerti, pezzi scritti, servizi montati e magari di apparire in video.

2 Comments

  1. Rossella

    ottobre 20, 2014 at 14:12

    La Perego è penalizzata dalla conduzione doppia che la fa apparire un tantino apatica. La Raznovich con ogni probabilità non funziona perché è troppo renziana per Raitre. Nell’immaginario collettivo questa rete è la patria terra di quei comunisti che si sono formati negli anni in cui si esauriva la guerra fredda e la divisione del mondo in blocchi contrapposti… Lucia Annunziata, ad esempio, ti fa pensare al consolidamento della comunità europea, alla fine del Comunismo con la perestrojka di Gorbaciov e alla caduta del miro di Berlino del 1989… la sua generazione, se ci pensiamo, rimane un tantino indigesta perché si sono formati in quegli anni in cui si avviava il rapido processo di disintegrazione dei regimi del socialismo reale nell’est europeo… il registro radical chic è la negazione della loro identità e quindi di quella di Raitre. La spontaneità di Savino mi sembra un’ostentazione; lo abbiamo visto al tg delle venti, primo servizio Barbara D’Urso e secondo Annunziata… due momenti istituzionali di cui uno tra serio e faceto. In entrambi i casi la compostezza appariva come un elemento capace di accorciare qualsiasi distanza… quella è spontaneità: altro che Savino!

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