Fabrizio Corona scrive a Virus – Il contagio delle idee: “Il carcere mi sta mangiando vivo”

By on ottobre 31, 2014
foto fabrizio corona

Da mesi si parla di questo argomento: grazia si – grazia no. Tanti i pareri e le spiegazioni fornite da coloro che sono favorevoli come altrettanto numerosi sono coloro contrari al provvedimento di clemenza individuale. Finora a fare da portavoce dei suoi pensieri ci aveva pensato mamma Gabriella ma ora a parlare è il diretto interessato e lo fa tramite la televisione. Grazie al programma del giovedì sera di Rai 2 condotto da Nicola Porro, il re dei paparazzi racconta la sua vita in carcere.

Fabrizio Corona scrive a Virus – Il contagio delle idee: “Il carcere mi sta mangiando vivo”. Dure le parole del fotografo rilasciate tramite un’intervista epistolare, in quanto il diretto interessato sta scontando una pena nel carcere di Opera (Milano). Parole scioccanti quelle che Corona ha riservato al programma e ai telespettatori a casa, parole che mai nessuno si sarebbe aspettato da un combattente come lui.

Fabrizio Corona scrive a Virus – Il contagio delle idee: “Il carcere mi sta mangiando vivo”. Purtroppo, o per fortuna, l’agente fotografico non si è limitato a dire solo questo ma ha raccontato quella che è stata la sua vita durante questo anno e mezzo di carcere. Ci troviamo davanti un Corona triste, sconfortato e amareggiato. Di seguito le sue dichiarazioni.

foto_fabrizio_corona

Oggi non sto più bene, non ce la faccio più, non riesco a star su, sono crollato. [..] Non esco più dalla cella, non vado all’ora d’aria da 3 mesi; sono molto dimagrito e la rabbia è diventata dolore, la voglia di fare è diventata riflessione [..] Sa che significa stare 24 ore al giorno chiuso in una cella di tre metri quadrati con un altra persona? [..] Sto male, non mi vergogno a dirlo; non ho più paura di far sapere chi sono veramente“.

Fabrizio Corona ha anche affermato che il personale sanitario del carcere ha scritto un documento con il quale si afferma che il percorso del fotografo all’interno delle mure carcerarie si potrebbe definire concluso e che si potrebbe dare il via all’affidamento terapeutico ma il soggetto sta scontando una pena per estorsione aggravata e, per questo motivo, non gli spettano benefici carcerari. “[..] Io sono Corona, un caso, un soggetto pericoloso con un reato ostativo. Per me niente cura. Solo pena“.

Fabrizio Corona racconta ancora a Virus che chiederà la grazia al Presidente della Repubblica ma non per condonare la pena ma per scontarla per vie alternative e per uno scopo ben preciso: “Oggi devo solo pensare a come riprendere in mano la mia vita e a come tornare da mio figlio. Io non voglio scappare dalla mia pena, io non voglio farla franca, io voglio scontare e pagare la mia condanna. [..] Non chiedo impunità. Chiedo di poter scontare quello che ho fatto senza essere paragonato ad un mafioso“.

E’ un Fabrizio Corona cambiato, diverso da quel ragazzo sfrontato, arrogante ed esibizionista che tutti noi abbiamo conosciuto tramite i giornali che riportavano le sue bravate e, come afferma lui stesso, “oggi c’è l’uomo, c’è il padre“. In studio c’era anche mamma Gabriella che non ha fatto altro che ribadire quello che ha raccontato nel salotto di Verissimo, da Silvia Toffanin, qualche settimana fa e ringraziare nuovamente Adriano Celentano per la lettera con la quale richiedeva a gran voce la grazia per suo figlio.

In attesa di vedere come andranno le cose, noi ci stringiamo al dolore provato da Fabrizio Corona, alla sua famiglia e a tutti i carcerati che vivono situazioni indecenti nelle carceri italiane.

About Alessandro Petroni

Nato a Roma il 19 Febbraio 1988, è laureato in Psicologia Clinica e laureando in Sessuologia e Psicologia della Devianza. E' un appassionato di televisione, musica, cinema e tutto ciò che gira attorno a queste forme d'arte, compreso il gossip. Amante dei reality e talent show, si diverte a criticare e scrivere sul mondo dello spettacolo sempre con professionalità.

2 Comments

  1. Daniela Caravaggi

    ottobre 31, 2014 at 05:27

    È davvero vergognoso quello che sta succedendo a Fabrizio! E dimostra ancora una volta quanto è corrotta la giustizia italiana! E sarebbe anche ora che Napolitano si degnasse almeno x educazione, a dare una risposta alla famiglia e all’ opinione pubblica! C’ è del marcio in questa storia! Non ci sono validi motivi, Trezeguet ha dichiarato che non è mai stato ricattato!! Su che basi gli danno l’aggravante?? Xche’ agli assassini non danno tutti questi anni?? Forse qualche politico ha paura di qualcosa che Fabrizio sa e potrebbe dire…Auguro tutto il male possibile a chi lo vuole tenere lì e non gli permette neanche di curarsi! Questa è istigazione al suicidio e non sanno neanche cosa sia la carità cristiana! Tutti corrotti in questo schifo di paese! Si dovrebbero vergognare! Ma si sa, hanno tutti la faccia come il c…

  2. Rossella

    ottobre 31, 2014 at 13:33

    A mio avviso quello che ha fatto è grave; riesco a comprendere l’indignazione di chi ridimensiona il tutto perché sembra quasi che il successo (in senso lato) ti regali una sorta di onnipotenza… ma questa impressione diventa un dato di fatto soprattutto quando t’interroghi sul criterio con cui si sceglie di approfondire un delitto piuttosto che un altro. Chi sono i protagonisti? Nel 99,9%dei casi sono persone cosiddette comuni… poi ci sono suicidi sul quale resta un alone di mistero. Almeno in Mediaset continuano a mixare la vita delle persone comuni con quella dei personaggi in vista… in Rai si lavora in maniera diversa. Non mi riferisco solo ai delitti… gli spunti il più delle volte vengono anche dalla cronaca rosa. La vita in diretta, al momento, mi sembra un programma molto fragile… il mx ideale oggi è quello Sposini-Venier o comunque due personaggi affini capaci di unire l’alto al basso… la Parodi è troppo professionale e sembra quasi tutelare l’intervistato a scapito dell’indagato di turno che giustamente tratta con distacco giornalistico… non si riesce a decriptare quel format, sembra un programma d’ispirazione socialista traghettato da due pseudo democristiani… poi cambi canale e magari vedi un signore intronato nella sua libreria ed ecco che hai l’immagine del socialismo reale.

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