Massimo Ranieri ospite dell’Università degli studi di Salerno. Viaggio tra il suo passato, presente e futuro

By on ottobre 17, 2014

Oggi pomeriggio all’Università degli studi di Salerno, nel Teatro di Ateneo, attraverso l’organizzazione eccellente dell’organo universitario culturale Davimedia, ha visto protagonista di un incontro unico nel suo genere, un grandissimo artista, il quale ha regalato a tutti una lezione di umiltà, rara ai giorni nostri. Un uomo davvero con la “U” maiuscola, come appare in tv, che a cuore aperto ha raccontato la sua vita alle nuove generazioni e a quelle che lo hanno seguito da sempre.

Massimo Ranieri, un artista a tutto tondo è stato l’ospite d’onore dell’Università degli studi di Salerno, ha raccontato il “Massimo”, bambino, adolescente, e adulto, raccontando quel suo lato nascosto ed intimo, che non tutti conoscevano e conoscono. Autorevole presenza di questo incontro è stata quella dell’attore e amico da sempre Enzo De Caro, il quale ha proposto al rettore dell’Università di avviare le pratiche per assegnare a Ranieri, la Laurea ad honoris Causa per tutto quello che nel corso degli anni ha donato a tutto il suo pubblico.

Massimo Ranieri, personaggio amatissimo dai grandi e dai piccini, uscito trionfatore dalla nuova edizione di Sogno e son desto 2 in onda su Rai1 qualche settimana fa, ha deciso di raccontarsi a 360°, senza peli sulla lingua, davanti agli studenti dell’Università degli studi di Salerno, ai docenti e ai fan (per lo più signore) accorse ad applaudire il loro begnamino.

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Massimo Ranieri, grande artista, cantante, attore, conduttore, cos’è che non ha mai perso in tutti questi anni?
“Non ho mai perso l’essere ragazzino. Quel bambino che vive in noi, ma che ad una certa età deve diventare adulto per forza. Rappresenta la maschera che ogni giorno, noi attori dobbiamo indossare. Il problema è che con questa maschera, il bambino che è in noi viene schiacchiato. Se a 63 anni sono così pieno di energia e mai stanco è merito del bambino che c’è in me. Il mio essere ragazzino è ancor più rafforzato dal fatto che a 7 anni mia madre mi ha sbattuto fuori da cosa e ho dovuto iniziare a lavorare per la famiglia”.

Nonostante il successo internazionale che nel corso della sua carriera ha ottenuto, quanto si sente legato a Napoli?
“Se non fossi nato a Napoli non sarei così. Mi ricordo un aneddoto molto simpatico, con un amico di vecchia data, un certo Gianni Morandi, il quale una volta mi disse: “Se c’è una cosa che ti invidio, è il fatto che tu sei nato a Napoli e io a Bologna!”.

Sogno e son desto è uno spettacolo che la sta portando in giro per tutto il Paese, ma in realtà a chi è dedicato?
“Questo è uno spettacolo dedicato ai secondi vincitori, quelli che nonostante non abbiano vinto, hanno partecipato. Uno spettacolo dedicato a quelli che hanno avuto tanta dignità e di aver partecipato senza scorciatoie. In realtà, sono più vincitori, dei vincitori stessi.”

Tra poco sarà di nuovo in tourneè con il Riccardo III di Shakespeare, il più grande drammaturgo di tutti i tempi, come si sta preparando a questa nuova avventura?
“Sto ancora facendo le prove per questo nuovo spettacolo, che a febbraio mi porterà a Salerno al Teatro Verdi. Riccardo III è un testo maledetto per tutti gli attori. Personaggio straordinario. Non potrei mai competere con lui, è il male impersonificato. Riccardo III affascina perchè siamo attratti dal buio, e non dal sole, perchè non sappiamo cosa c’è. Riccardo III è una prova d’attore, che a 63 anni devo provare a sostenere”.

Massimo Ranieri, in tutti questi anni di carriera, ti aspettavi tanto affetto dal pubblico?
“Quando vado dai miei 21 pronipoti a Napoli, tutti giovani, la prima cosa che gli dico è di essere sempre sinceri con quello che vogliono fare, di non essere mai mezzo e mezzo. Prenderete degli schiaffi, vi aiuteranno a capire gli errori che farete. Nonostante abbia avuto un’ infanzia dura, non mi sono mai vergognato o umiliato di raccogliere immondizia casa per casa con mio fratello. Mi sono sentito sempre utile, fiero di essere stato in grado di raccogliere quelle poche lire che riuscivo a guadagnare, in modo tale da poter aiutare la mia famiglia. Poi grazie a Dio, ho avuto il dono di questa voce, e il resto è storia. Vi ripeto, nonostante questo, io quando mi guardo allo specchio, so di essere stato sincero con me stesso”.

Cos’è il successo per te? Come si raggiunge? Cosa ne pensi dei talent show?
“Per il successo dovremmo sapere l’etimologia della parola stessa, ma io ho solo la quinta elementare, quindi… Diciamo che il liceo per me sarebbe stato il massimo che avrei sperato, comunque… per me il successo si deve costruire giorno dopo giorno, conquistando qualcosa, come una carezza,un disco, un amore, il lavoro, sempre con entusismo. I talent show lasciano il tempo che trovano, una volta c’era il Cantagiro, il Festivalbar, adesso invece ci sono Amici, X Factor. Sono dei giovani che da un lato sono sfortunati, ma dall’altra sono sfortunati, perchè difficilmente restano sulla cresta dell’onda. I nostri talent una volta erano i battesimi, i matrimoni, e se andava bene e si spargeva la voce che eri bravo allora arrivavi a cantare alle feste di paese. Queste occasioni erano i nostri banchi di prova. Oggi, i vari cantanti che escono dai talent, sono dei semi-divi, e non hanno quella maturità che avevamo noi di affrontare il pubblico delle feste di paese”.

Questo è stato l’incontro con il grande Massimo Ranieri, artista come pochi, professionalmente e umanamente. Obiettivamente è uno dei pochi personaggi dello spettacolo che come lo si vede in televisione, è così anche nella realtà. Sarà forse questo il segreto del suo successo da circa 50 anni?

About Leila Cimarelli

Leila Cimarelli, nasce il 10 marzo 1990, originaria di Roma, nel 2000 si trasferisce con la famiglia a Salerno. Amante del cinema, del teatro e della televisione, da sempre. Diplomata nel 2009 all'Istituto Tecnico Commerciale "A.Genovesi" - Salerno, nel 2010 si iscrive alla facoltà di Discipline delle arti visive, della musica e dello spettacolo presso l' Università degli Studi di Salerno, laureandosi nel febbraio 2014. Ora è iscritta al corso di laurea magistrale di Editoria, Informazione e GiornalismoTelevisione dell’Università Roma Tre. Sogna un giorno, di poter lavorare nel mondo del giornalismo.

2 Comments

  1. carol

    ottobre 17, 2014 at 23:50

    bhe..ke dire? cara leila. la tua intervista sul grande e unico artista dei nostri tempi, e stata soddisfacente, sei stata bravissima a commentare il nostro MASSIMO. voglio solo dirti ke ho invidiato tutto il tempo ke sei stata con lui…brava .complimenti ti sei meritata un 10 e lode, x la tua intervista.

  2. Rossella

    dicembre 11, 2014 at 14:43

    Per coerenza dovremmo dire sì anche a Mara al potere! Secondo me la proposta che Silvio Berlusconi ha fatto a Mara Venier si è rivelata un vero affondo alla sinistra italiana. Mi ha fatto riflettere sui limiti di un governo di sinistra, non che ce ne fosse bisogno… secondo me le leggi ad personam sono un patrimonio della loro cultura politica; come leggere tutte le loro battaglie? In tempi non sospetti hanno avuto il grande merito di propagandare “l’ognuno per se e…” e ancora oggi, se andiamo a vedere come si pongono davanti ai temi etici, si capisce che non sono molto sensibili al tema della giustizia, quantomeno la interpretano in una prospettiva che non tiene conto del concetto di bene comune. L’uguaglianza non è seconda alla libertà… proprio ieri ho avuto modo di riflettere sul senso dell’uguaglianza davanti alla morte! Per non parlare del divorzio breve o di tutte le proposte che sono diventate leggi… certo: si deve salvaguardare sempre il singolo! Invece fare le riforme è più complicato… ancora non mi spiego le tempistiche. Ci sono state proposte venute dall’esterno che sono diventate leggi alla velocità della luce. Tra l’essere buonista o populista preferisco di gran lunga la seconda opzione… “Mara al potere” è il paradigma del buon governo – certo sarebbe anche un format di successo- che discorsi sono? La politica non deve fare un bel niente per i cittadini. Il buon governo dipende dall’onestà della persona… provano a corromperti e ti dimetti: ecco tutto!

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