Pino Insegno come Barbara d’Urso: gaffe sulla cecità a Domenica In

By on novembre 16, 2014
foto Domenica in Pino Insegno

La televisione italiana regala trash a volontà a chi ne desidera: basta infatti sintonizzarsi su un canale qualsiasi ed è facilissimo imbattervisi. Va detto però che i conduttori nostrani, quando non propinano ai telespettatori contenuti ignobili o qualche volta anche mentre lo fanno, riescono a collezionare delle gaffe che hanno del clamoroso, soprattutto perché per evitarle basterebbe pensare un attimo in più prima di parlare.

Pino Insegno a Domenica In invece è come Barbara d’Urso: si lancia in una gaffe sulla cecità. Abbiamo analizzato i motivi per i quali il programma non funziona e notato gli ascolti decisamente bassi, adesso invece possiamo apprezzare la sbadataggine del conduttore. Ma cosa è successo?

Beh, la clamorosa gaffe è avvenuta durante il segmento Ancora Volare. No, Pino Insegno non ha salutato i non vedenti che seguono Domenica In ma, a quanto pare, non deve aver riflettuto prima di porre una domanda al cantante Aleandro Baldi, concorrente della kermesse facente parte delle vecchie glorie.

“Come vedi questa sfida?” è stata la fatidica domanda pronunciata dal conduttore in merito alla competizione prima dell’esibizione di Ivan Cattaneo e Aba. Certo nessuna intenzione di offendere, la diretta porta a parlare senza riflettere perché si può essere presi dalla scaletta o da mille altre cose però la figura del conduttore è stata davvero barbina… o da Barbarella. Già perché anche Barbara d’Urso durante una puntata di Pomeriggio Cinque aveva commesso una gaffe sui generis ed era stata, come al solito, massacrata dalla critica. Succederà lo stesso anche per lui?

About Manuel Lardelli

Nato nel 1996, giovane aspirante giornalista, frequenta il quinto anno del liceo linguistico. Le sue passioni sono la musica e la televisione; ama infatti Madonna e Kylie Minogue e si diletta a scrivere riguardo a ciò che succede davanti e dietro le quinte del piccolo schermo. Sogna una vita fatta di scadenze, corse, orari incerti, pezzi scritti, servizi montati e magari di apparire in video.

2 Comments

  1. Rossella

    novembre 16, 2014 at 22:05

    “Come vedi questa sfida?” … e questa sarebbe la gaffe? Sta per – cosa te ne pare?- Mi sembra ovvio! Il richiamo all’evidenza oggettiva era relativo all’idea che se ne era fatto negli anni… teniamo conto che la Parietti ha cantato sul palco dell’Ariston (tanto per citare un festival che all’estero fa notizia) quindi sarebbe stato facile azzardare un pronostico… l’avrò ascoltata decine di volte quando ha fatto la promozione e non solo, al Bagaglino cantava (penso in playback)… a Macao ha cantato? Boh, poco importa! Mi sembra la storia degli ottanta euro dell’ on Pina Picerno… noi italiani abbiamo una percezione alterata della povertà ma questo non dipende da noi. Darci un lavoro significherebbe riscattarci da una povertà diversa da quella degli italiani del dopoguerra… da una parte sono contraria al salario minimo e all’introduzione del reddito di cittadinanza perché sono cambiate le prospettive e gli stili di vita. Semplicemente si regalerebbe al singolo la sensazione di essere ricco… è tutto a portata di mano, con milleduecento euro senza figli potresti vivere da piccolo signore… penso che il boom economico che vivremo a breve sarà una sensazione! Progressivamente si riscopre il gusto delle piccole cose (la casetta in campagna, le festicciole nel bar del paese – tipo radio degli anni settanta- l’amico di penna, la nonna, l’oratorio)… che allegria ragazzi! A parte gli scherzi… alle volte capita d’imbattersi nel finto ricco –che è anche più povero di te- però il lavoro gli consente di avere quegli oggetti che con milleduecento euro netti ti potresti consentire… alla faccia dello spot del divano di Announo… mi sembrava assurdo: chi potrebbe avere quest’ambizione? Avessero detto un centro commerciale a Dubai… forse forse!

  2. Emanuele

    novembre 16, 2014 at 23:13

    Ma come scrivi??? Mi ci è voluto un traduttore per capire di cosa volevi parlare. Ma sono questi i giornalisti del futuro?

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