“Francesco”, la fiction sul Santo di Assisi l’8 e il 9 dicembre su Rai 1

By on dicembre 4, 2014
foto Mateusz Kosciukiewicz

Il mese di dicembre si è aperto all’insegna delle grandi fiction su Rai 1: dopo “Qualunque cosa succeda”, la miniserie su Giorgio Ambrosoli con Pierfrancesco Favino, tocca ora all’attesissima fiction “Francesco” che andrà in onda lunedi 8 e martedì 9 dicembre alle 21:15 su Rai 1.

E’  un film per la tv che ripercorrerà tre periodi fondamentali della vicenda umana di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, uno dei Santi più venerati al mondo. Lo stesso Papa Francesco, subito dopo la sua elezione, ha spiegato di aver scelto questo nome in onore del Santo di Assisi.

E’ prodotto da Rai Fiction e dalla “Ciao Ragazzi” di Claudia Mori. Alla regia Liliana Cavani che ha girato già due film su San Francesco: nel 1966 con Lou Castel nel ruolo del protagonista e nel 1989  con la grande interpretazione di Michey Rourke.

Tra gli attori italiani che hanno interpretato Francesco ricordiamo Raoul Bova nel 2002 e Ettore Bassi nel 2007. In questa miniserie in due puntate, il Santo di Assisi avrà, invece, il volto di Mateusz Kosciukiewicz, giovane attore polacco, sconosciuto in Italia. Al suo fianco Sara Serraiocco nei panni di Chiara e Vinicio Marchioni che interpreterà Elia.

Le due puntate della miniserie si concentreranno molto su questi due personaggi: Chiara che, come il suo amico Francesco, non esita ad abbandonare una vita di agi per abbracciare la vita claustrale e la povertà; Elia che, pur non comprendendo fino in fondo le scelte del Santo, rimarrà accanto a lui fino alla fine.

Gli ingredienti perché anche questa fiction agiografica possa avere successo e appassionare milioni di telespettatori ci sono tutti. Non ci resta che aspettare l’8 e il 9 dicembre per vederla, finalmente, in onda.

About Isabella Adduci

Nata a Cassano allo Ionio (Cosenza) nel 1978, si è laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Bari ed ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Da sempre appassionata di televisione, cinema e spettacolo, ama scrivere e leggere libri di ogni genere, quotidiani, magazines. Il suo sogno è quello di diventare un apprezzato critico televisivo... sognare non costa nulla!

One Comment

  1. Rossella

    dicembre 4, 2014 at 15:14

    Potrebbe sbancare l’auditel… il successo di queste fiction la dice lunga su quelle che comunemente definiamo “battaglie”! Quando i numeri non supportano un’idea è difficile non parlare di battaglia ideologica, quali ideali? Questi sono i classici film che si vedono durante l’ora di religione, a questo punto anche la polemica sull’ora di religione si rivela priva di fondamenta. Parlano i numeri.
    Recentemente ho avuto modo di conoscere l’associazione il Cantico dei cantici, si tratta di un’associazione fondata da una ricercatrice australiana che ha fatto un master al pontificio istituto per studi su matrimonio e famiglia. Devo ammettere che mi ha colpito la sua storia, a TV2000 ha fatto il punto sulla realtà della famiglia in Australia… mi ha dato l’idea di aver sentito come l’esigenza di approfondire questa tematica in risposta ad un clima che le appariva molto distante da quei valori che fino a qualche anno fa rappresentavano le radici della storia europea.
    Secondo me facciamo parte di un disegno comune, tant’è che ho fatto riferimento alle nostre radici.
    Mi ha dato davvero l’idea di essere una bella persona e la cosa più interessante è che questo suo progetto ha coinvolto tanti italiani… si tratta di una realtà che non potrebbe venire in contro alle mie esigenze e a maggior ragione mi sono chiesta: – cosa spinge queste persone a dare al cammino un indirizzo ben preciso?- Un cattolico fatica trovare il suo posto nel mondo? Ovviamente non è mia intenzione giudicare queste coppie perché le loro storie sono molto intense.
    In questi giorni ho sentito che l’uomo dovrebbe tornare al centro della storia e questo pensiero mi è sembrato convincente nella misura in cui non ci sono stati partiti pronti ad affermare che la famiglia dovrebbe stare al centro della storia. Penso che la ricerca dell’identità perduta potrebbe portare a dare alle scelte indirizzi sempre più radicali.

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