Il ritorno di Ulisse perde telespettatori e si fa superare da Il segreto

By on dicembre 8, 2014
Foto Il ritorno di Ulisse

In una recente intervista al Corriere.it ed. di Bergamo Alessio Boni ha dichiarato: “Voglio sfatare il luogo comune che la gente abbia bisogno di demenzialità” ed, in effetti, molti dei personaggi che lui ha scelto di interpretare nella sua carriera televisiva e teatrale rispecchiano in pieno questa convinzione. E’ stato Caravaggio, Walter Chiari e adesso Ulisse nella fiction di Rai 1 Il ritorno di Ulisse.

A volte, però, la scelta di personaggi di spessore non è supportata da un prodotto televisivo degno del personaggio che si interpreta. Questo è quello che è accaduto all’Ulisse di Alessio Boni. L’eroe omerico raccontato ne Il ritorno di Ulisse, firmato da Stephane Giusti, ha poco della grandezza del mito greco.

La versione di Ulisse riletta e rivisitata per la coproduzione internazionale proposta da Rai 1 è troppo originale probabilmente per il pubblico italiano. Ma, purtroppo, Il ritorno di Ulisse, di cui ieri sera è andata in onda la seconda puntata, deficita anche di una sceneggiatura degna della storia che racconta, rendendo tutto poco incisivo e coinvolgente per i telespettatori del nostro Paese, che non hanno gradito particolarmente questa inedita versione dell’indimenticabile e meravigliosa Odissea di Omero.

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Dopo la prima puntata de Il ritorno di Ulisse, in cui abbiamo visto in che condizioni versava Itaca e la famiglia reale, Ulisse è ritornato nella sua terra. A ritrovarlo è stato l’indovino Tiosco (Frederic Quiring). Quest’uomo che è tornato, però, ha poco del grande eroe partito venti anni prima, è un uomo smarrito che non riconosce più la sua gente e la sua famiglia.

E’ un uomo severo e troppo esigente con il giovane figlio, è sospettoso ma anche fragile perchè non riesce a fidarsi più di nessuno, neanche di sua moglie a cui rinfaccia l’incontro con il cantastorie giunto ad Itaca prima del suo arrivo. Sembra quasi un mito che ha perso la sua vera forza, la sua solennità, il fascino che ha contraddistinto da sempre l’uomo dal multiforme ingegno di Omero, che appare come un giovanissimo scriba di Smirne in questa seconda puntata.

Ulisse, travestito da mendicante, assiste allo scempio della sua Itaca e al duello tra Telemaco (Niels Schneider) e Leode (Ugo Venel) per il trono. E quando il giovane principe vince Ulisse si rivela. Tutti l’accolgono con gioia, anche Penelope, interpretata da una Caterina Murino, forse, un po’ troppo teatrale.

Ma la violenza ad Itaca non è finita perchè i pretendenti non ci stanno ed Ulisse li uccide, trasformandosi da uomo smarrito in spietato assassino pronto a riprendersi tutto. E, siccome le tragedie non arrivano mai da sole, Penelope si ammala, secondo la sacerdotessa la Regina avrebbe visto troppa violenza. Così, nel tentativo di portare un po’ di pace ad Itaca, Ulisse organizza dei giochi sacri.

Insieme agli atleti più forti arrivano anche i figli dei pretendenti uccisi che vogliono giustizia, il povero Re, pur di non combattere ancora, concede loro beni e terre ma non tutti sono d’accordo. Uno di loro, Orione (Salim Kechiouche) il figlio di Antinoo (Augustin Legrand), vuole la sua vendetta e fingendosi un atleta vince i giochi e viene accolto da Ulisse come un figlio.

Il ritorno di Ulisse non può essere definito sicuramente un cattivo prodotto televisivo ma è altro da ciò che aveva la pretesa di rappresentare. E’ una buona fiction ma non è certo la storia di Ulisse, che qui è stravolta e impoverita della grandezza di questo personaggio protagonista di un classico intoccabile della letteratura di ogni tempo. E il pubblico pare che ne sia convinto, infatti gli ascolti de Il ritorno di Ulisse, nella seconda puntata, sono scesi al di sotto dei 4 milioni di telespettatori (3.727.000) e la fiction di Rai 1 è stata battuta da Il segreto su Canale 5. E se Ponte Viejo ha battuto Itaca un motivo ci sarà. Ahimè!

Il terzo episodio andrà in onda mercoledì 17 dicembre, appuntantamento a breve quindi con le prossime anticipazioni de Il ritorno di Ulisse.

About Patrizia Gariffo

Ama scrivere e lo fa da sempre. Dopo la laurea in Lettere Classiche è diventata giornalista pubblicista e questo le ha permesso di avere diverse esperienze sia sulla stampa tradizionale che su quella online e le ha fatto apprezzare sempre di più questo lavoro. E' una persona molto riservata, non le piace mettersi in mostra, anche quando potrebbe farlo. Preferisce la sostanza all’apparenza e non sopporta gli opportunisti e chi si sente più di quello che in realtà vale.

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