Sanremo 2015 esclusiva: I Knef da Amici alla kermesse per l’ultima serata

By on gennaio 29, 2015
foto knef

Siamo quasi in dirittura d’arrivo e finanche i più piccoli accorgimenti della kermesse italiana musicale più attesa dell’anno stanno per essere svelati ma, più di tutto, ciò che più impazza in rete è il toto-ospiti che sta per chiudersi definitivamente di qui a pochi giorni.

Difatti, dopo l’annuncio via Facebook del cantante di successo Ed Sheeran che ha confermato la sua presenza durante la serata finale del Festival di Sanremo, arriva in sordina un altro nome che figurerà il 14 Febbraio 2015 sul palco dell’Ariston durante la tanto attesa finalissima.

Si tratta della crew di break dance napoletana lanciata dal programma “Amici di Maria De Filippi” dal nome “Knèf“, un acronimo del detto napoletano “Kà nisciun è fess” (Qui nessuno è fesso). Il gruppo di ballo sarà lì per una specifica ragione.

Il leader della crew, Matthew Totaro, ha rivelato, infatti, la notizia ai microfoni di Radio Stonata spiegando che sarà lì, in compagnia di un altro componente del gruppo Salvatore Russo, in qualità di ballerini del cast di “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo” di David Zard.

Ma ciò che è ancora più importante è il loro impegno nello sponsorizzare un’iniziativa che gli sta molto a cuore. Si tratta di un progetto cinematografico auto-prodotto al quale la dance crew ha preso parte.

Per la riuscita del progetto hanno aperto un crowdfounding, “la cui forza è l’aiuto di persone che credono in un progetto giovane e indipendente come questo” racconta Matthew. Un’esperienza senz’altro importante per una dance crew così giovane ma già, a quanto pare, impegnatissima nel sociale.

Il progetto creato da Tullio Imperatore che porta il nome di “Combatto per vivere” e narra di come 5 ballerini napoletani di breakdance riconosciuti a livello internazionale siano riusciti a superare tutte le difficoltà davanti alle quali ci si ritrova per inseguire un sogno. Questa mini webseries avrà come scenario Napoli, città d’arte e di spettacolo, nonché natale di tutti i componenti del gruppo.

Il punto principale del progetto è quello di lanciare un messaggio chiaro e conciso: alimentare i propri sogni di costanza e sacrificio per vederli diventare realtà. Questo e tanto altro potrete scoprirlo andando sulla loro pagina Facebook ufficiale cliccando qui e sul sito della campagna di “Combatto per vivere”.

About Vittorio Nathan Camillo

Nato a Napoli, il 26 Giugno 1993, diplomato in lingue e laureato in "Scienze della comunicazione", appassionato di musica, tv, spettacolo ed affascinato da qualsiasi forma d'arte. Un posto particolare nella sua vita lo riserva al canto, infatti, ha preso parte a diversi concorsi canori riscuotendo spesso ottimi consensi; ancora nel 2012 produce il suo primo singolo dal titolo "Intorno a me" col quale si aggiudica la vittoria al Festival di Baiano 2014. Tra le sue ambizioni oltre quella di affermarsi come cantante, anche quella di diventare un giornalista e scrivere per le più importanti testate giornalistiche.

One Comment

  1. Rossella

    febbraio 3, 2015 at 12:22

    I testi delle ultime edizioni del festival non mi sembravano adatti alla manifestazione. Gli autori portano un punto di vista rispettabilissimo e nessuno si sognerebbe di metterlo in discussione; lo stesso album di Ligabue – tanto per fare un esempio- è interessante ma i testi, a mio avviso, non sono adatti al suo pubblico… Ligabue è uno che riempie gli stadi e i suoi tour non contano una, due o tre date: ce ne sono diverse! Uno si aspetterebbe almeno lo sdegno di quella parte della critica che lo osanna. Scusate, ma che significa: sono sempre i sogni a dare forma al mondo? Ho capito che suona bene.. ma in soldoni che significa? Tanto per capire! Il punto di vista che sceglie l’autore non coincide con il nostro… questa scelta rende il testo impoetico. Il poeta, come ricorda Giovanni Giudici, oltre ad essere uno di noi (“private persone senza storia”) ne è consapevole (non è un vate) e si sentirebbe ridicolo a voler essere un altro… quasi come se un gesto banale come scrivere lo potesse sottrarre alla comune mediocrità.
    La vita in versi viene considerato, a ragione, come un manifesto della lirica contemporanea:

    La vita in versi

    GIOVANNI GIUDICI

    20 maggio

    Metti in versi la vita, trascrivi
    fedelmente, senza tacere
    particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.
    Ma non dimenticare che vedere non è
    5 sapere, né potere, bensì ridicolo
    un altro voler essere che te.
    Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano
    complicità di visceri, saettano occhiate
    d’accordi. E gli astanti s’affacciano
    10 al limbo delle intermedie balaustre:
    applaudono, compiangono entrambi i sensi
    del sublime – l’infame, l’illustre.
    Inoltre metti in versi che morire
    è possibile a tutti più che nascere
    15 e in ogni caso l’essere è più del dire.

    Più del dire: è questo il punto! Più del dire. Non c’è niente di eroico… la musica pop deve dare lustro alla dignità dell’uomo comune, alla banalità del quotidiano, all’ “ordinaria esistenza”.

    I sogni danno forma al mondo? Non ho parole!

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