Solo per amore, anticipazioni prima puntata del 7 gennaio: il rapimento di Pietro

By on gennaio 6, 2015
foto Antonia Liskova e Massimo Poggio

Mercoledì 7 gennaio, in prima serata su canale 5, debutta Solo per amore, la prima fiction del 2015 targata Mediaset. Ci farà compagnia per ben 10 puntate e parte con l’intenzione di catturare il pubblico che ama le storie romantiche tinte di giallo. I protagonisti principali sono: Massimo Poggio, Antonia Liskova, Kaspar Capparoni, Valentina Cervi, Simon Grechi e Camilla Filippi.

Al centro della trama un sequestro di persona dai risvolti imprevedibili. Ma cosa succederà nella prima puntata del 7 gennaio? Ecco le anticipazioni. Pietro Mancini (Massimo Poggio) è un facoltoso imprenditore sposato felicemente con Elena Ferrante (Antonia Liskova), brillante avvocato. La coppia ha due figlie: Arianna (Laura Adriani) e Beatrice (Melissa Monti).

I Mancini gestiscono un lussuoso circolo sportivo di famiglia sulla bellissima via Appia Antica, alle porte di Roma. La vita idilliaca di Pietro ed Elena va in frantumi quando un giorno, accompagnando la figlia a scuola, Pietro scompare misteriosamente. Il sospetto rapimento riapre in Elena una ferita mai rimarginata: infatti, vent’anni prima, fu lei ad essere rapita e tenuta segregata in una grotta per mesi.

Lì era morto il bambino che lei già aspettava da Pietro, conosciuto poco tempo prima del sequestro. Il caso di Pietro viene affidato al vicequestore Giordano Testa (Kaspar Capparoni) che conosce Elena e la sua famiglia già da diverso tempo in quanto fu proprio lui a liberare la donna dai suoi aguzzini. Poco dopo i due s’innamorarono ma la loro relazione durò poco perché Elena alla fine scelse Pietro.

Nonostante siano passati tanti anni, Giordano non ha mai dimenticato Elena: si riaccenderà la passione tra i due ex amanti? Le indagini vanno avanti ed Elena scopre che suo marito era ricattato da un gruppo di malavitosi, aveva il porto d’armi e temeva per l’incolumità della sua famiglia. Perciò, per avere una “soffiata” per ritrovare il marito, la donna chiede aiuto a un criminale, Sandro Alfieri (Pietro Genuardi).

Alfieri è un trafficante di droga, proprietario di un night club, da poco rientrato in Italia dalla Colombia. Sandro è una vecchia conoscenza di Pietro. Intanto il fratello di Elena, Gabriele (Simon Grechi), maestro di tennis, conosce una nuova, bellissima e misteriosa allieva, Gloria Keller (Valentina Cervi) che manda in crisi il suo rapporto con la fidanzata Irene Fiore (Camilla Filippi), giovane e capace ginecologa.

Cosa nasconde Gloria che, in cambio di una parte di quote del circolo Ferrante, offre il suo denaro per aiutare a pagare il riscatto per Pietro. E Pietro è stato veramente rapito? Se si, da chi e soprattutto: perché? Non ci resta che attendere il 7 gennaio per avere tutte le risposte alle nostre domande.

About Isabella Adduci

Nata a Cassano allo Ionio (Cosenza) nel 1978, si è laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Bari ed ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Da sempre appassionata di televisione, cinema e spettacolo, ama scrivere e leggere libri di ogni genere, quotidiani, magazines. Il suo sogno è quello di diventare un apprezzato critico televisivo... sognare non costa nulla!

One Comment

  1. Rossella

    gennaio 6, 2015 at 19:08

    Lo schema dei due racconti ad incastro sottende la volontà di far passare un insegnamento (fatto che ricorda l’exemplum medievale). Accade che il rifiuto dell’offerta d’amore si traduce in una sorta di caccia infernale, quasi come se la vita avesse presentato alla donna il conto da pagare. La novella del Decameron che vede come protagonista Nastagio degli Onesti è la massima espressione del rifiuto verso quella concezione tragica dell’esistenza. Conclude con un rovesciamento del l’exemplum medievale, ne fa una sorta di parodia:
    “tutte le ravignane donne paurose ne divennero, che sempre poi troppo più arrendevoli a’ piaceri degli uomini furono che prima state non erano.”
    Ad ogni modo, tanto la visione tragica quanto quella comica sembrano aver fatto scuola.
    Gli anziani sono i testimoni di questa sorta di rivoluzione cultuale, un tempo non era molto comune riconsiderare tutta la propria vita tornando sull’immagine del primo amore. Questa concezione della storia finisce per gettare ombre sulle istituzioni. La crisi del matrimonio è il paradigma della crisi delle istituzioni democratiche.
    A proposito: il backstage mi ha fatto pensare alla novella di Nastagio degli Onesti! La scena del giardino mi ha ricordato il quadro di Botticelli.

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