Emma e i look di Sanremo, la cantante svela il mistero: “Non mi date gli abiti? E io me li pago”

By on febbraio 24, 2015
Foto Emma Festival

Sanremo 2015 si è concluso già da qualche settimana, eppure in un modo o nell’altro si continua a parlarne. Una delle faccende più spinose, che sembra continuare a trascinarsi senza fine, è quella che ha visto coinvolta – suo malgrado – Emma Marrone e gli abiti indossati sul palco dell’Ariston durante le cinque serate della kermesse.

Nei giorni del Festival se ne è parlato tantissimo dei suoi look e degli abiti che la bionda cantante, in qualità però di valletta, ha indossato sul palco. E non sempre i pareri di stylist e “addetti ai lavori” sono stati positivi nei suoi confronti. In molti si sono chiesti di chi fossero quegli outfit sfoggiati da Emma che non le rendevano giustizia, e in tanti hanno puntato il dito contro lo stilista che l’ha vestita, almeno la prima sera, ovvero Francesco Scognamiglio, pensando erroneamente che tutti gli abiti fossero suoi.

In realtà, come poi spesso è stato ribadito, Emma dalla seconda serata in poi ha iniziato a vestire le creazioni di altri brand, purtroppo non sempre azzeccando le scelte. Colpa degli stylist? Ebbene no. Ora finalmente Emma ha deciso di vuotare il sacco e spiegare cosa è successo. Pare infatti, a quanto si dice sul settimanale Gente che ha lanciato l’indiscrezione, che Emma sia andata da sola ad acquistare gli abiti indossati durante le ultime quattro serate della kermesse, perchè i grandi marchi di moda si sarebbero rifiutati di curare il suo look al Festival.

Emma, anzichè rinunciare ad indossare degli abiti che le sarebbe piaciuto giustamente mettere, ha pensato bene di comprarseli da sola, mano al portafoglio, andando da ciascuna delle boutique che le piacevano, tra cui Valentino, Dolce e Gabbana, Luisa Beccaria e Gucci. L’intero costo degli abiti sarebbe stato poi messo in conto all’interno del suo rimborso spese per la partecipazione al Festival (circa 70.000 euro).

Sembra però che i suddetti brand non abbiano preso bene la cosa. Pare infatti che sia stata addirittura inviata una lettera di diffida alla Rai, già poche ore dopo la messa in onda del Festival, in cui una delle tre grandi case di moda indossate da Emma, chiedeva all’emittente di non affiancare, nei titoli di coda, il nome del brand a quello della cantante-valletta.

Insomma, Emma avrà pure attuato la sua vendetta verso i grandi brand, acquistando di suo pugno ciò che loro non le avevano voluto concedere, ma la pioggia di critiche che ne sono conseguite fa sorgere spontanea una domanda: il gioco sarà valso la candela?

About Claudia Giordano

Milanese di nascita e romana d’adozione. Giornalista, web editor e social media strategist, nel 2013 ha fondato il suo blog BlondyWitch.com che punta i riflettori sul mondo della moda a 360°. Laureata in Moda e Costume, con un Master in Marketing e Comunicazione e uno in Social Media, è appassionata di tv e gossip, ma anche di marketing, musica rock e astrofisica. Ama scrivere di ciò che la appassiona ed esprimere la sua creatività a tutto tondo attraverso parole ed immagini.

3 Comments

  1. Rossella

    febbraio 24, 2015 at 19:19

    Per uno stilista Sanremo non è una vetrina come tutte le altre… da quel palco è passata una generazione di artisti che avevano priorità molto diverse da quelle dei personaggi di oggi. L’artista non pensa, non parla e non vive come un borghese… la sua priorità è quella di serbare immacolata l’anima. Quando scompare un collega che non si è mai sposato è sempre la volta buona per uscire allo scoperto con qualche dichiarazione che fa riferimento al rifiuto di una proposta di matrimonio. Questo è (o almeno era) il modo migliore per onorare la sua memoria, per raccontarlo come uomo e non come artista affermato. Le interviste ai grandi personaggi sono sature di questi racconti e non mi meraviglierei se alcuni episodi fossero inventati di sana pianta… che male ci sarebbe? E’ importante ricordare che qualcuno non aveva avuto paura di perderlo, che era un uomo generoso… un uomo capace di fare le dovute distinzioni: famiglia da una parte, estranei dall’altra! Queste sfumature oltre a non essere di moda vengono interpretate in maniera arbitraria… penso al testamento di Sordi, ebbene perché i suoi familiari non possono interpretarlo come una richiesta? Perché non gli è dato di combattere per la famiglia? Purtroppo per farsi rappresentare occorrono gli avvocati… non mi sembra la scelta di un uomo indifferente! Avrà provato un risentimento più che legittimo ma non ha mai voluto chiudere. In caso contrario non avrebbe pensato all’eredità e le cose avrebbero fatto il loro corso… il corso stabilito dalla legge!

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