L’Isola dei famosi 10: Alex Belli fa pipì su Fanny Neguesha. Lei pensa ad Andrea

By on febbraio 5, 2015
foto alex belli

I primi giorni all’Isola dei famosi 10 sono stati caratterizzati dalla ricerca del cibo, le prove ricompensa e qualche discussione di troppo come quella tra Valerio Scanu e Rachida Karrati per via dei cocchi e alcuni bisogni primari. A Playa Desnuda, invece, Cecilia Rodriguez e Brice Martinet hanno pensato bene di coprirsi con qualche foglia di palma.

C’è chi invece se la sta godendo a Playa Bonita, la parte di isola dove solo qualche naufrago potrà godere di cibo, bevande e comodità di ogni genere. Alex Belli, Fanny Neguesha e Pierluigi Diaco sono stati i primi a finire su Playa Bonita anche se non tutto è andato per il verso giusto. L’ex di Mario Balotelli, infatti, è stata protagonista di uno spiacevole incidente.

La Neguesha è stata vittima di una medusa che l’ha punta sulla coscia. Tra dolore e fastidio Fanny è stata soccorsa da Alex Belli che ha optato per la cura più semplice e immediata: la pipi. L’attore di Centovetrine ha deciso di versare sulla ferita un bicchiere della propria urina per disinfettare la zona punta dalla medusa.

Fanny ha apprezzato e ringraziato il compagno di avventura per poi commentare l’accaduto “Mi ha pisciato addosso, diciamo così.”. Alex Belli e Fanny Neguesha hanno legato molto al punto che la modella belga gli ha confidato di sentire la mancanza degli altri naufraghi, in particolare quella di Andrea Montovoli. Tra i due, infatti, c’è una forte attrazione e magari avrebbe preferito soccorrere lui la bella Fanny.

About Federico Ranauro

Nato e residente in provincia di Salerno ma da cinque anni vive a Parma. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specializzazione in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma. Ha la passione per la scrittura e lavora come giornalista da circa tre anni, in particolare nel settore sportivo e televisivo.

One Comment

  1. Rossella

    febbraio 6, 2015 at 12:23

    Mi sembra un’immagine abbastanza forte. Nel 2015 c’è chi non esista a dichiararsi indignato davanti al rito della sepoltura e non si spende neanche una parola davanti ad azioni che non hanno alcun valore simbolico. Quando penso al rito della sepoltura mi viene in mente un verso di Mario Luzi: “Tutti i miei più che quarant’anni sciamano/ fuori del loro nido d’ape. Cercano/ qui più che altrove il loro cibo, chiedono/ di noi, di voi murati nella crosta/ di questo corpo luminoso. E seguita,/ seguita a pullulare morte e vita/ tenera e ostile, chiara e irriconoscibile […]” La morte e i valori arcaici si riconducono al tema della transitorietà dell’esistenza; lo sciamare d’api sono gli anni che passano…altro che i Mosquitos! Gli anni passano all’insegna della ricerca delle origini (il senso della vita) e la terra parla degli affetti, dell’alternarsi di “morte e vita” (la “spina della vita”). Queste isole hanno il potere di stravolgere il significato dei valori che danno senso alla vita.
    Da quale pulpito. Posso capire la poesia difficile di Luzi e Zanzotto ma ci metterei la mano sul fuoco sul fatto che quegli autori si collocavano in una posizione d’élite perché erano consapevoli del fatto che nel presente l’autore viveva in una condizione di marginalità sociale… non mi sembra questo il caso.

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