Stile The Voice 3, dal dread di Noemi alla penna rossa di J-Ax: i look della prima puntata

By on febbraio 26, 2015
Foto Cast The Voice

Ieri sera è andata in onda la prima attesissima puntata di The Voice of Italy, terza edizione. Attesissima per il debutto del duo Roby e Francesco Facchinetti in qualità di unico giurato, in una sorta di doppia poltrona, a sostituzione di Raffaella Carrà. Ma non solo. C’era anche la curiosità di vedere come se la sarebbe cavata Chiara Iezzi alle Blind Auditions.

Per la cronaca, Chiara Iezzi è passata ed è entrata nel team #loser di J-Ax. C’era anche grande attesa per testare questa nuova giuria, in cui come è ben noto, non mancano le tensioni, vista la storica “antipatia” tra Francesco Facchinetti e J-Ax sulla questione “rap”, che infatti non è mancata di venir fuori durante la serata, a suon di visualizzazioni YouTube e duetti celebri (un po’ tipo “io ho fatto questo”, “io ho fatto quello”). E siccome si sa che due galletti nello stesso pollaio è difficile che convivano senza azzuffarsi, di sicuro i due ci riserveranno altri illustri battibecchi.

Ma passiamo ai look. Scordatevi il confronto con Forte Forte Forte, perchè non c’è storia. La giuria di The Voice ha personalità e carattere da vendere, a partire dal look. Ognuno dei quattro giurati ha portato su quelle poltrone uno stile inconfondibile che prende ispirazione direttamente dallo stile musicale rappresentato con qualche (azzeccatissima) variante. Dunque impossibile dare voti, perchè sono stati tutti impeccabili.

Noemi, regina del rock-blues, ha puntato su un outfit che rispecchia appieno la sua multisfaccettata personalità musicale, mixando top e giacchina in pelle nera senza revers (in alcune auditions aveva una maglia nera con la faccia stilizzata di Topolino) e gonna anni ’50 a stampa impressionista black&white con tanto di sandalo intrecciato a fascia con tacco e plateau. Presente anche l’immancabile dread (ribattezzato dalla stessa Noemi Marley), definito elemento feticcio, ma anche “coda di scorpione” da uno dei colleghi giurati.

Il duo del team #facch, alias Roby e Francesco, hanno scelto camicia (bianca Francesco, nera Roby) + giacca elegantissima per il padre, simil stampa pitone glitterata, e bianca con maniche risvoltate a favore dei tatuaggi il figlio. Altri due mondi musicali a confronto. Ma ammetto che, al di là della diatriba puerile con J-Ax, Francesco ha dimostrato una certa maturità artistica nei commenti ai concorrenti che fanno onore alla sua scelta di aver accantonato la carriera di cantante per quella di talent scout.

Che dire di Piero Pelù, leggenda del rock italiano, che ad un certo punto si è ritrovato un suo clone sul palco a cantare “Regina di cuori”. Chiunque si sarebbe imbarazzato e Piero non è stato da meno. Il suo essere rock prosegue negli anni, con pants in pelle rossa di due taglie più piccoli (alcuni hanno insinuato anche tre), maglioncino melange nella stesa tonalità e giacchino di pelle beige con zip in ogni dove. Immancabile “mosca” modificata e mezzo codino d’ordinanza. Piero ci piace così, guai a cambiare!

Infine altra leggenda, questa volta del rap, alias J-Ax, una delle personalità più divertenti di questa giuria (anche se la battuta migliore rimane senza dubbio quella di Roby Facchinetti “Si dice che Dio sia in ogni luogo, ma i Pooh ci hanno suonato almeno due volte!”).
Per lui stile da gangster “2.0” per citarlo, con camicia bianca, gilet ricamato sul retro stile tattoo, pantaloni neri e le classiche bicolor stringate black&white. A completare il tutto, borsalino nero con doppia penna rossa. Che stile!

Inutile dire che l’accessorio di tendenza nella giuria di The Voice, dopo gli anelli a profusione, sono stati gli abbondanti tatuaggi. Ma è la personalità di questi giurati a farla da padrone, ego (smisurato per alcuni) compreso.

E i concorrenti? Tra quelli che mi hanno colpito di più, nel bene e nel male (parliamo sempre di look) ci sono il ragazzo italo francese, tale Thomas Cheval, che ha suonato al pianoforte “Mad World”, con un’inguardabile maglia stampata con mega rose e la palermitana Alessandra Salerno che ha incantato con la versione by Autoharp di “Creep” dei Radiohead. Incantevole, anche nel look. Da buona stilista si è infatti realizzata da sola il fantastico abito con gonna in tulle indossato sul palco.

Ah, un ultima cosa: tenete d’occhio il cantautore diciottenne Raffaele Esposito…il ragazzo ricorda molto Bruno Mars, ma in versione più intimista. Farà strada.

About Claudia Giordano

Milanese di nascita e romana d’adozione. Giornalista, web editor e social media strategist, nel 2013 ha fondato il suo blog BlondyWitch.com che punta i riflettori sul mondo della moda a 360°. Laureata in Moda e Costume, con un Master in Marketing e Comunicazione e uno in Social Media, è appassionata di tv e gossip, ma anche di marketing, musica rock e astrofisica. Ama scrivere di ciò che la appassiona ed esprimere la sua creatività a tutto tondo attraverso parole ed immagini.

2 Comments

  1. Rossella

    febbraio 26, 2015 at 13:07

    Mi chiedo cosa spinga i ragazzi a partecipare a queste audizioni. Volendo malignare direi il successo. Sembrano vivere quest’esperienza con lo spirito di partecipa ad un appuntamento al buio… uno li guarda e pensa: – perché non fai qualcosa per giustificare la tua presenza su questo palco?- Per esibirsi a freddo davanti ad un pubblico che non ti conosce, che non ha pagato il biglietto per venire a guardarti ci vuole una spocchia mica da ridere. In teoria si dovrebbero presentare come dei fan di uno dei giudici e non come dei cantanti. Dal canto loro i giudici li accettano nella loro squadra senza aver avuto modo di sondarne la sensibilità artistica e la personalità? Loro sono dei talent-scout e in teoria dovrebbero investire sul talento di qualcuno che ha una sensibilità affine alla loro. Se non ti piace Caterina Caselli come fai ad entrare nella squadra di Elisa? Mi sembra una contraddizione in termini… io mi preoccuperei perché scegliendo me avrebbe scoperto un’altra sé stessa o avrebbe scoperto una parte di me che francamente ignoro.

    • Claudia Giordano

      febbraio 26, 2015 at 16:57

      Non posso darti assolutamente torto Rossella. E d’altronde è anche vero, come molti degli stessi partecipanti hanno ammesso, che questa è la loro “unica” occasione (per moltissimi la prima in assoluto) di poter ottenere quella visibilità che, solo attraverso il loro percorso artistico, fino a quel punto non hanno avuto modo di raggiungere. E’ la speranza di “diventare qualcuno” che li porta a partecipare. E d’altronde non hanno tutti i torti neanche loro, in fondo ognuno ha il diritto di sognare una vita cucita sui propri sogni, e se questo vuol dire dover partecipare a un talent del genere, perchè non farlo? 😉

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