“Non è l’inferno” di Emma Marrone. Bella canzone, peccato per il testo

La cantante Emma Marrone

Emma Marrone è considerata una delle possibili vincitrici di questa edizione di Sanremo. Il pronostico trova la sua ragion d’essere nel secondo posto dell’anno scorso, ma anche nelle indiscutibili qualità della cantante e, in ultima analisi, in una canzone piace.

Già al primo ascolto si rimane coinvolti dalla grinta di Emma Marrone, dall’energia che trasmette la sua voce, dal pathos che accompagna le parole del testo, quasi a rafforzarne il significato e facilitarne la comprensione. E’ dal secondo ascolto in poi che iniziano i problemi. Persino il più distratto degli ascoltatori non può non accorgersi che qualcosa non va, soprattutto nel soggetto e nel testo. Proviamo ad analizzare quello che dice la canzone. Si tratta di un monologo ‘cantato’ da un vecchio signore, presumibilmente ultraottantenne (ho giurate fede mentre diventavo padre / due guerre senza garanzie di tornare), addolorato per la miseria della sua situazione, per l’ingratitudine dello Stato di cui avverte essere vittima. Ebbene, la domanda che sporge spontanea è: che c’azzecca Emma Marrone, 28 anni da compiere, donna (e su questo…) con un anziano reduce di guerra? Proprio nulla. Già questo basterebbe per  minare la credibilità  del pezzo. Ma c’è dell’altro.

Emma Marrone

Se si presta orecchio alle parole, escludendo per un po’ la melodia dal lavoro della mente, ci si accorge che il testo è zeppo di incongruenze, banalità, colpi bassi e persino errori grammaticali. Il più lampante (e umiliante visto che presumibilmente gli autori hanno almeno la terza media) si trova qui ” Se qualcuno sente queste semplici parole, parlo per tutte quelle povere persone che ancora credono nel bene”. Il periodo ipotetico va letteralmente a farsi benedire, addirittura cambia il soggetto.

Le banalità fanno accapponare meno la pelle, ma sono ugualmente fastidiose. E’ stucchevole il riferimento a Monti, degno forse di un bar di periferia (“Se tu hai coscienza e guidi e credi nel paese”). E’ un vero e proprio colpo basso il riferimento all’Articolo 18 e alla Camusso: fuori contesto e dunque strumento per accalappiare consensi qua e là. Degno di Federico Moccia il colpo di diabete finale: Ho pensato a questo invito non per compassione ma per guardarla in faccia e farle assaporare un po’ di vino e un poco di mangiare.

Per fortuna, Emma Marrone è una brava interprete. Sopperisce a un testo francamente insufficiente con una voce meravigliosa. Riempe con la sua energia parole altrimenti vuote di significato. Tutto sommato, dunque, la canzona va. Che peccato però per il testo…

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